Figlio di un maestro di scuola e cresciuto nell'ambiente tipicamente
contadino della provincia austriaca, per molti anni seguì la
carriera didattica paterna, studiando musica
da solo.
Durante i suoi frequenti trasferimenti per ragioni di lavoro, ebbe modo
di conoscere
musiche di Bach, Mozart e Schubert e di avere qualche lezione da
musicisti minori.
Solo nel 1855, dopo aver trovato sistemazione come maestro e organista
a S. Florian,
iniziò a frequentare i corsi di composizione di Sechter a
Vienna.
Nello stesso anno fu nominato organista nella cattedrale di Linz.
Diplomatosi in composizione nel 1861, finalmente riuscì a
emergere dalla cerchia
provinciale e a farsi conoscere nel mondo musicale.
Nel 1865-66 incontrò Wagner, Liszt e Berlioz e nel 1868, morto
Sechter, fu nominato professore di armonia, contrappunto e organo al
Conservatorio di Vienna.
Dal 1875 insegnò anche all'università; due viaggi in
Francia e Inghilterra (1869 e 1871) consacrarono la sua fama di grande
organista.
Lo spirito di Bruckner si manifestò compiutamente nelle
sinfonie: dalle incertezze
delle prime tre, ancora molto legate alle poetiche di Schubert prima e
di Wagner poi,
alla compiuta autonomia delle ultime, autentici monumenti del tardo
romanticismo
musicale germanico.
Al di là dei grandi mezzi orchestrali impiegati, del corrosivo
cromatismo delle soluzioni armoniche e delle dilatatissime dimensioni
temporali, il momento unificatore
del sinfonismo bruckneriano va ricercato soprattutto nel candore
ingenuo
dell'ispirazione schiettamente romantica, impregnata, nei suoi turgidi
slanci eroici
e nei patetici abbandoni lirici, di un sempre presente misticismo
cattolico.
Bruckner scrisse in tutto undici sinfonie, ma solo le ultime nove,
composte dal 1865 alla morte (la nona rimase incompiuta), hanno il
numero d'opus e vengono correntemente eseguite.
Delle altre due, una resta manoscritta (1863) e l'altra viene chiamata
Sinfonia n. 0
(1863-69).
Fra le numerose musiche sacre, hanno particolare rilievo le tre messe
(1864-69) e i possenti Te Deum (1881) e Requiem della maturità.
Meno significativa la musica vocale profana e i pochi pezzi per organo
e pianoforte, mentre fra la musica da camera spicca un validissimo
Quintetto per archi, di respiro quasi sinfonico. Contrapposto
artificiosamente a Brahms, osteggiato dalla critica viennese e ancor
oggi accolto non senza incomprensioni nei Paesi non germanici, Bruckner
dovette attendere gli ultimi anni della sua vita per ottenere quei
riconoscimenti che lo hanno posto fra i massimi autori del secondo
Ottocento.