Dopo aver studiato in patria (incoraggiato da Ole Bull) con Moscheles e
Reinecke
al Conservatorio di Lipsia (1858-62), fu indirizzato da N. Gade verso
uno stile
compositivo tipicamente scandinavo.
Nel 1871 fondò a Cristiania (Oslo)
un'accademia che diresse fino al 1880;
viaggiò più volte in Italia (1865-70); ebbe contatti con
Liszt e, dal 1866, con Ibsen;
fu grande amico del drammaturgo Björnson e rimase attivo anche
come
concertista di pianoforte e direttore d'orchestra.
A partire dal 1880 si stabilì a
Bergen diradando le sue tournées all'estero,
interessandosi alla raccolta di
canti popolari norvegesi e alla composizione.
Come compositore prese le mosse dalla grande tradizione musicale
ottocentesca
tedesca, che tuttavia abbandonò al ritorno in patria per un
genere più leggero,
aperto alle suggestioni del folclore nordico, al lirismo libero da
costrizioni,
all'intimismo raffinato dei piccoli pezzi di genere e da salotto.
In questo senso la parte migliore della sua
produzione va ricercata, pur con
tutti i limiti propri di tale repertorio, nei pezzi pianistici
(numerosi lavori di
vario respiro raccolti nei dieci quaderni intitolati Pezzi lirici, una
sonata,
danze, ballate, romanze, la suite Ai tempi di Holberg, lavori a quattro
mani, ecc.)
e nelle pagine vocali (molte raccolte di Lieder; le ballate Il
solitario e
Il ritorno al paese, per baritono, coro e orchestra; Album per coro
maschile, ecc.).
Di minore rilievo e anche quantitativamente
limitate sono le sue opere orchestrali:
le musiche di scena per Peer Gynt di Ibsen (1876), per Sigurd Jorsalfar
(1892)
e Olav Trygvasson di Björnson, Holberg Suite (1885), le Danze
sinfoniche (1888),
le Suites n. 1 (1888) e n. 2 (1891).
Di grande fortuna gode tuttora il suo unico Concerto, in la minore per
pianoforte
e orchestra (1868).