Studiò al Conservatorio di Francoforte e in tale città fu
violinista e direttore
d'orchestra all'Opera (1915-23).
Iniziò anche una fortunata attività di violista (in
quartetto e come solista),
di organizzatore presso il Festival di musica contemporanea di
Donaueschingen
e di compositore d'avanguardia.
Nel 1927 divenne professore di composizione alla Musikhochschule di
Berlino e
fino al 1935 fu impegnatissimo come concertista, studioso di teoria e
di
didattica musicale.
Attaccato dal regime nazista perché autore di "musica
degenerata", fu costretto
a operare sempre meno in Germania e di più all'estero.
Organizzò nel 1935 un'importante scuola musicale ad Ankara,
svolse tournées
negli USA (1937, 1938, 1939) e in varie città europee e,
abbandonato
l'incarico berlinese (1937), si stabilì in Svizzera.
Nel 1940 si rifugiò negli Stati Uniti assumendo la cittadinanza
americana e
insegnando in varie università.
Finita la guerra, rientrò in Europa (docente
all'Università di Zurigo dal 1948),
mantenendo tuttavia stretti legami con gli USA fino al 1953, quando si
stabilì
definitivamente in Svizzera, sul lago di Ginevra.
Fino alla morte continuò a comporre e a tenere concerti come
solista o direttore.
Il linguaggio e le opere
Hindemith si impose giovanissimo
all'attenzione del mondo
musicale per la provocatoria modernità del linguaggio, aperto ai
contributi più
diversi, dotato di impressionante vitalità ritmica, liberissimo
nell'armonia,
ma solidamente contrappuntistico e chiaramente legato alla grande
tradizione barocca tedesca.
Tenacemente antiromantico e cultore convinto dell'oggettivismo
musicale,
con le sue opere teatrali (a volte scritte in collaborazione con B.
Brecht) mise sarcasticamente alla berlina le convenzioni borghesi; nel
genere strumentale
creò la Gebrauchsmusik (musica d'uso), di facile realizzazione
tecnica,
dedicata esplicitamente ai dilettanti e con evidenti intenti
pedagogici.
Nel corso degli anni Trenta, tuttavia, lo stile di Hindemith perse
progressivamente la carica eversiva, evolvendosi verso una concezione
più
liricamente distesa e serena del linguaggio musicale basato su
un'armonia
meno aspra e su una concezione formale di carattere solidamente
costruttivo.
Appartengono a quest'ultima fase l'opera Mathis der Maler (1938; da cui
la celebre Sinfonia), la Sinfonia in mi bemolle maggiore (1940), la
Sinfonia Serena (1946),
l'opera Die Harmonie der Welt (1957; da cui un'altra famosa sinfonia),
il balletto Nobilissima visione (1938), Metamorfosi sinfoniche su temi
di C. M. von
Weber (1943) e la maggior parte dei concerti per solista e orchestra:
per pianoforte, violino, violoncello, clarinetto, organo, viola
(fra cui Der Schwanendreher, 1935).
Al periodo giovanile (e artisticamente anche più significativo)
appartengono invece
in parte le 7 Kammermusiken per complessi vari, le moltissime
composizioni
cameristiche, le Gebrauchsmusiken, i Lieder, le opere Cardillac (1926)
e
Novità del giorno (1929).
Scrisse inoltre un celebre trattato di armonia e un libro su Bach.