| FERRARA: CITTA' DEL RINASCIMENTO | |
|
|
|
|
|
|
|
I MOTIVI DELLA SCELTA LA CITTÀ DI FERRARA, INDISSOLUBILMENTE LEGATA AGLI ESTENSI, È IL RISULTATO DI UN PRECISO PROGETTO URBANISTICO. CIÒ CHE LA RENDE TANTO INTERESSANTE È IL FATTO CHE OGNI EDIFICIO, FRUTTO DI UNA PIANIFICAZIONE MOLTO ACCURATA, È STATO PENSATO PER INSERIRSI IN UN INSIEME PREDETERMINATO. L'ESITO FINALE È UNA CITTÀ IN CUI PREDOMINA UN'ARMONIA D'INSIEME, PIUTTOSTO CHE LO SFAVILLIO DEI PARTICOLARI PATRIMONIO DELL'UMANITÀ: DAL 1995 |
Per una visione ingrandita
delle immagini, cliccare sulle immagini stesse
|
| FONDATA NEL V SECOLO NELLA FERTILE PIANURA DEL DELTA MERIDIONALE DEL PO, FERRARA ERA UN CENTRO IMPORTANTE GIÀ IN EPOCA MEDIEVALE; FU DURANTE IL RINASCIMENTO, TUTTAVIA, CHE I DIVERSI MEMBRI DELLA FAMIGLIA ESTE, CON IL LORO MECENATISMO ARTISTICO E CON IL NUOVO PIANO URBANO, RESERO LA CITTÀ UNA DELLE CORTI PIÙ IMPORTANTI D'EUROPA. | |
|
Ferrara è fin dalla nascita profondamente legata alle acque del Po. Il nucleo originale della città, infatti, sorse nei pressi di un guado del fiume, vicino all'antica strada romana per Padova, a opera dei Bizantini ravennati. Dopo la distruzione di Voghenza (il principale insediamento romano della zona) a causa delle scorrerie degli Unni, il nuovo centro abitato sorse sulla riva destra del fiume, intorno al duomo di San Giorgio. Poiché questo trasferimento non garantiva una sicurezza completa alla città, nell'VIII secolo gli esarchi di Ravenna procedettero alla costruzione delle prime mura difensive. Due secoli più tardi, quando la città faceva parte del Ducato di Modena, nei pressi delle mura venne eretto Castel Tebaldo, e da quel momento Ferrara cominciò a svilupparsi lungo l'asse parallelo al fiume che collegava il castello alle mura. L'espansione della città subì una drastica battuta d'arresto quando il letto del Po venne deviato vari chilometri più a nord, lasciando al suo posto un piccolo fiumiciattolo, scomparso totalmente nel XVII secolo. Uno dei primi risultati di questo profondo cambiamento fu la crescita del tessuto urbano intorno a un nucleo centrale, costituito dal duomo. Fu in questo periodo che Guglielmo II decise di proteggere il centro cittadino con una cinta muraria più imponente, che si estendeva lungo il confine settentrionale ed era presidiata da diciotto torri di guardia. Le mura lasciavano scoperto solo il lato meridionale, dove tuttavia il fiume costituiva una linea difensiva naturale. La vera e propria rivoluzione urbanistica che trasformò Ferrara in una città modello è, tuttavia, legata all'avvento al potere della famiglia Este che, in tre tappe successive, promosse la realizzazione delle famose "addizioni". LA FAMIGLIA ESTE Il dominio degli Estensi su Ferrara inizia con il matrimonio tra Azzo VI d'Este con l'erede della famiglia degli Abelardi, una delle più influenti della città. Per molti secoli, tuttavia, le discordie con le altre potenti famiglie e i contrasti con il Papato impedirono la totale affermazione degli Este in città. La situazione si stabilizzò nel 1317, quando una rivoluzione popolare consolidò definitivamente la dominazione estense. Nel 1386, quando ormai gli Este erano stabilmente insediati a Ferrara, Nicola II realizzò la prima "addizione" spostando verso nord le mura, in modo da poter costruire, nello spazio così ottenuto, un intero quartiere, che fu progettato secondo un asse longitudinale, rispetto al quale le strade perpendicolari fungevano da unione con la città medievale. Una seconda "addizione" fu portata a termine da Bosco d'Este nel 1450, con la creazione di un nuovo quartiere destinato alle attività commerciali. Ma la più famosa delle modifiche è la terza, avviata da Ercole I nel 1492, che prese il nome di "addizione erculea". L'ADDIZIONE ERCULEA Ercole I incaricò gli architetti Biagio Rossetti, Pellegrino Prisciani e Alessandro Biondo di aumentare la superficie cittadina spostando ancora una volta le mura difensive verso nord. Il progetto urbanistico di questa nuova parte della città segue gli stessi principi degli interventi precedenti, con un lungo e largo asse viario attraversato da strade perpendicolari. Per la prima volta, però, Biagio Rossetti applica al modello urbano le nozioni di prospettiva rinascimentali, in modo che palazzi, giardini ed edifici vengano inseriti in una panoramica d'insieme stabilita a priori. L'incrocio tra via Ercole I e via Rossetti è una realizzazione esemplare di questi principi; ai quattro angoli, infatti, furono costruiti palazzi di dimensioni simili e in armonia tra loro: il Prosperi Sacrati, il Bevilacqua, il Turchi di Bagno e quello dei Diamanti. UNA PASSEGGIATA PER FERRARA Ferrara è l'unica tra le grandi città italiane a non essersi sviluppata secondo il modello urbanistico di tipo romano, con un nucleo centrale intorno al quale la vita sociale si è aggregata in modo spontaneo. Al contrario essa è il risultato di un preciso progetto urbanistico. Ciò che rende Ferrara tanto interessante è il fatto che, pur non possedendo opere architettoniche eccezionali, ogni edificio, frutto di una pianificazione molto accurata, è stato pensato per inserirsi in un insieme predeterminato. Di grande importanza è il duomo di San Giorgio, iniziato nel 1135 da Wiligelmo e portato a termine quattro secoli dopo. La sua facciata, in stile romanico nella parte inferiore e in gotico lombardo in quella superiore, risulta estremamente sobria; la parte gotica è opera del Maestro Niccolò, autore anche delle sculture dei tre portali di marmo. Il campanile, di stile rinascimentale e lavorato in marmo, è stato attribuito al grande architetto Leon Battista Alberti. Nel Museo del duomo sono custodite poche opere, ma di grande pregio, come L'Annunciazione e San Giorgio e il drago, i migliori lavori di Cosmè Tura, fondatore della scuola pittorica Ferrarese. Nei pressi del duomo sorge il Palazzo Comunale, eretto nel XIII secolo come prima residenza dei duchi d'Este, che però perse la sua funzione dopo la violenta rivolta popolare del 1385, quando Nicola II decise di trasferirsi in un luogo più sicuro e fece costruire il Castello Estense, o Castello di San Michele, una vera e propria fortezza protetta da grandi mura e circondata da un fossato attraversato da ponti levatoi e da quattro solide torri angolari. Nel corso delle successive "addizioni" vennero edificati diversi palazzi e ville nobiliari che ancor oggi si fanno ammirare per la loro eleganza. E' il caso, ad esempio, del Palazzo dei Diamanti, situato al centro dell' "addizione erculea" , commissionato da Sigismondo d'Este e realizzato dal Rossetti alla fine del Quattrocento. L'attuale facciata, risalente al XVI secolo, è famosa per la caratteristica copertura a bugnato con pietre a punta di diamante. Di grande interesse è anche il Palazzo Schifanoia, costruito nel 1385 e in seguito adibito a residenza ricreativa di Borso d'Este che vi organizzava ogni anno feste e ricevimenti. L'interno è famoso per gli stupendi affreschi che coprono le pareti della Sala dei Mesi, ideata dall'astronomo Pellegrino Prisciani, rimane uno dei più interessanti documenti di tutta l'arte profana del Rinascimento. Una delle dimore quattrocentesche più eleganti di Ferrara è Casa Romei, residenza di un ricco banchiere che aveva sposato una principessa della casa d'Este. L'edificio fu in seguito trasformato in un convento della Clarisse. Al suo interno vi sono due suggestivi cortili a portico e a loggia, notevoli per la loro asimmetria, in netto contrasto con la compattezza della facciata. Inoltre, vale la pena di visitare il Palazzo di Ludovico il Moro, un magnifico esempio di edificio rinascimentale, costruito dall'architetto Rossetti per Antonio Costabili, ambasciatore estense alla corte di Lodovico Sforza il Moro, duca di Milano e marito di Beatrice d'Este (una delle figlie di Ercole I). Tra le chiese si segnala Santa Maria in Vado, una delle più antiche della città, la cui prima costruzione risale all'XI secolo, ma che fu completamente riedificata su disegno di Rossetti tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo per volere del duca Ercole I. La facciata è a doppio ordine, ionico e corinzio, il portale risale alla metà del XVI secolo. |