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I MOTIVI DELLA SCELTA
I TRULLI CARATTERIZZANO AMPI TRATTI DELLE MURGE.
MA ALBEROBELLO È UNICO PER LA CONCENTRAZIONE DI QUESTI EDIFICI E PER LA
PARTICOLARE MODALITÀ DI COSTRUZIONE, PER LA TECNICA, RISALENTE ALLA PREISOTRIA,
DEI SUOI TETTI FORMATI DA PICCOLE LASTRE DI PIETRA, SIMILI A QUELLE DELLE
TOMBE A THOLOS DELLA GRECIA MICEMEA, DEL TESORO D'ATREO O DEI NURAGHI
DELLA SARDEGNA. PATRIMONIO DELL'UMANITÀ: DAL 1996
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La zona della Bassa Murgia è famosa per i suoi caratteristici trulli,
sparsi nell'area compresa tra Selva di Fasano e la valle d'Itria. L'origine
di queste costruzioni, simili a capanne molto evolute, risale alla protostoria.
Si ritiene che gli elementi decorativi, come la sfera o la placca quadrata
che sovrastano il tetto conico oppure i disegni geometrici dei soffitti,
derivino dai Messapi, antica popolazione stanziata in Puglia fin dall'Età
del ferro e alla quale si deve l'innalzamento di menhir nella regione;
ma è possibile che questa tredizione costruttiva sia arrivata dalla Grecia
micenea. Inizialmente i trulli erano costruzioni isolate in mezzo alla
campagna, ma a poco a poco si costruirono piccoli agglomerati che si trasformarono
in veri nuclei urbani, come accadde ad Alberobello.
RADICI RURALI
Generalmente si ritiene che l'origine di Alberobello risalga al XVIsecolo,
quando cominciò l'occupazione di un'area fino a quale momento deserta,
dopo che il principe di Taranto Roberto d'Angiò la cedette al primo conte
di Conversano. Gradualmente si procedette alla colonizzazione della valle
d'Itria, ricorrendo al trasferimento dei sudditi da altri feudi e concedendo
loro l'autorizzazione a stabilirvi fattorie. I contadini costruirono i
trulli e i muretti divisori, formando un complesso architettonico che
segnò la nascita della "proprietà privata" rurale. Tuttavia, alcuni studi
più recenti anticipano già al 1000 la data dei primi insediamenti nella
zona. Questi sarebbero sorti in corrispondenza del piccolo fiume sotterraneo
che ancora oggi scorre ad Alberobello trasformandosi progressivamente
in agglomerati urbani e dando origine ai quartieri di Aja Piccola e di
Monti. Nel rispetto della tradizione, i nuri a secco di Alberobello vennero
adottati anche per gli insediamenti successivi. Verso la metà del XVI
secolo l'area di Monti era già occupata da circa 40 trulli. Nel 1797 il
centro abitato prese il nome di Alberobello, derivante dal nome latino
della regione: Silva arboris belli. Da quel momento la costruzione dei
trulli entrò in una fase di rapida decadenza.
PIETRA SENZA CALCE
Trulli isolati o riuniti in piccoli aggregati si trovano in tutta
la valle d'Itria, ma costituiscono un insieme urbano solo nei quartieri
di Monti e di Aja Piccola di Alberobello e in un piccolo agglomerato-museo
situato nelle vicinanze. I quartiere di Monti ospita circa 1030 trulli;
le sue strade scendono lungo i pendii della collina convergendo verso
il basso. Il quartiere di Aja Piccola, con 590 trulli, è meno omogeneo
e si concentra intorno ad una spianata, che in epoca feudale veniva usata
per la trebbiatura. I trulli sono costruiti direttamente sulla roccia,
senza fondamenta, con pietre posate una sull'altra, senza calce per fissarle.
Si tratta di costruzioni realizzate con blocchi di pietra calcarea rozzamente
lavorati raccolti nei campi vicini. I muri, di un'altezza compresa tra
1,5 e1,8 metri, sono doppi e con piccole finestre; normalmente la costruzione
ha pianta quadrata. Il trullo è di solito costituito da un solo locale,
ma in alcuni casi l'interno è formato da uno spazio centrale circondato
da varie stanze. La costruzione più completa, più complessa e più alta
è il Trullo Sovrano, situato dietro alla chiesa madre che domina la città.
Il suo soffitto conico è composto da pietre piane disposte in modo concentrico.
Queste piccole lastre grigie, dello spessore che va dai 5 ai 7 centimetri,
sono conosciute come chianche o chiancarelle, nome che viene esteso anche
a tutto il tetto. Spesso il cono del tetto finisce con un pinnacolo, con
una sfera o con un altro elemento decorativo di carattere simbolico religioso
o magico chiamato localmente cucurneo e tintinule: lo stesso motivo a
volte si ripete tracciato con la calce sulle chiancarelle. I simboli che
decorano questi tetti, come ruote solari, cuori inseriti in un triangolo,
croci, lune e candelabri, sono d'origine misteriosa, poiché il loro significato
è andato perduto nel corso del tempo. Alberobello fu dichiarato monumento
nazionale nel 1928, anno in cui iniziò un'attiva campagna per la salvaguardia
dei trulli. La maggior parte di queste costruzioni è di proprietà privata,
mentre alcune sono state acquistate dal comune. La relativa semplicità
del loro progetto ha favorito la conservazione nel corso del tempo sia
della loro struttura sia della loro decorazione. Attualmente alcuni camini
e rattoppi in cemento rovinano l'insieme, così come le numerose insegne
poste per richiamare l'attenzione dei turisti.
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