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Ma, all'arrivo della primavera, il disgelo gonfiava le acque dell'Oglio,
mentre contemporaneamente si formava un ricco tappeto erboso, irresistibile
richiamo per molte specie di erbivori che, avendo adattato i propri cicli
vitali al ritmo delle stagioni, abbandonavano la Valcamonica con i primi
freddi, diretti verso terre più calde, per poi ritornare con il disgelo.
Insieme a loro, diverse comunità umane migravano in questa valle, dove
l'abbondanza di prede facilitava il sostentamento e forniva pelli e materia
prima per fabbricare utensili fondamentali nelle attività quotidiane.
Gli archeologi usano suddividere l'arte preistorica in due grandi gruppi:
quella parietale, che comprende i dipinti e le incisioni tipiche dell'interno
della grotte, e quella rupestre, che include le manifestazioni artistiche
incise sulle rocce esposte agli agenti atmosferici. Le grotte di Altamira,
nella Spagna settentrionale, e quella di Lascaux, nell'Aquitania francese,
sono splendidi esempi del primo gruppo, mentre il complesso di incisioni
della Valcamonica è considerato l'esempio di arte rupestre più importante
d'Europa. Lungo il corso del fiume Oglio sono visibili circa 200.000 figure
incise sulle rocce, eredità artistica lasciataci dalle comunità che cominciarono
a frequentare la Valcamonica 8000 anni prima di Cristo. Secondo gli esperti,
il fatto che l'occupazione della valle subisse un'interruzione durante
l'inverno è la causa dell'assenza di manifestazioni artistiche parietali,
che sono invece caratteristiche di una presenza umana costante durante
il corso dell'anno. Al contrario, la ricca fauna della Valcamonica, testimoniata
dalla presenza di abbondanti giacimenti ossei, favorì lo sviluppo di un'importante
arte rupestre, circondata da un alone magico e simbolico, che forse aiutava
l'uomo ad affrontare la rischiosa attività della caccia.
OTTOMILA ANNI DI STORIA
Uno degli aspetti più interessanti della civiltà camuna è la straordinaria
antichità dei suoi graffiti - le prime incisioni risalgono al Paleolitico
superiore (8000 a.C.), le ultime all'inizio delle civiltà etrusca e romana
- e la loro continuità in un lunghissimo arco di tempo. La datazione con
il carbonio 14 di alcune incisioni, così come il confronto con altre di
data sicura, ha permesso di ordinare cronologicamente i graffiti. Il periodo
più antico (quello compreso tra l'8000 e il 6000 a.C.) è caratterizzato
dalla rappresentazione di grandi figure di animali, per lo più cervidi,
incise a semplici linee di contorno, con un segno profondo e irregolare
eseguito con strumenti ricavati da pietre silicee. Durante il Neolitico,
momento in cui l'uomo comincia a conoscere l'agricoltura e l'allevamento
del bestiame, inizia il vero e proprio ciclo delle incisioni camune: la
figura umana diventa il tema centrale dell'espressione artistica, che
ora riflette principalmente il culto e le cerimonie rituali. Frequenti
sono le rappresentazioni di uomini nella posizione dell'orante, con le
braccia rivolte verso l'alto; ad esse si accompagnano spesso gli oggetti
di uso quotidiano, quali l'ascia di pietra o l'arco e le frecce. Le rare
figure femminili sono messe in relazione con il mistero della fecondità
e della procreazione. Forse le rappresentazioni di fattura più delicata
sono quelle del sole e del cervo, due elementi considerati fondamentali
per il sostentamento e la continuità della vita da questa società primitiva.
Il cervo appare isolato o in gruppi simmetrici che, a quanto sembra, cercavano
di suggerire l'abbondanza di esemplari, mentre il disco solare viene frequentemente
associato a figure di animali e, raramente, a persone, abitazioni e templi.
In un periodo successivo le figure antropomorfe perdono d'importanza,
lasciando maggiore spazio a elementi geometrici, quali meandri, spirali,
zig-zag, dischi concentrici. Alcune figure, grandi idoli in cui la faccia
e gli occhi sono rappresentati con enfasi, raggiungono dimensioni eccezionali,
anche due metri di altezza.
LA RUOTA E IL BRONZO
L'inizio dell'Eneolitico in Valcamonica - verso il 3300 a.C. - è caratterizzato
dall'apparizione di tre nuovi elementi che cambiano radicalmente la società
dei Camuni: la ruota, il nuovo rivoluzionario mezzo di trasporto che facilita
le comunicazioni e il commercio, la lavorazione dei metalli, e del bronzo
in particolare, che permette la fabbricazione di utensili più resistenti
e di monili, stimolando un processo di accumulazione di beni che richiede
lo sviluppo di un sistema di difesa; e, infine, la comparsa di composizioni
monumentali (stele), sulla scia di correnti religiose che attraversano
tutto il continente europeo. Nasce così una nuova società che si trasforma
continuamente sia per i contatti col mondo esterno, sia per la propria
evoluzione socioeconomica. Sul piano artistico, questo si traduce nella
rappresentazione di esseri umani, di animali, di carri e di armi in un
tipo di composizione più complessa e decisamente strutturata, riflesso
di una nuova concezione dell'ordine e dello spazio. Nell'ambito degli
oggetti da difesa risaltano i pugnali a lama triangolare, riprodotti in
più esemplari, e molto spesso l'accoppiamento quasi araldico dell'ascia
e dell'alabarda, chiari simboli del potere politico all'interno della
comunità. Il passaggio dall'Età del Bronzo a quella del Ferro (II e I
millennio a.C.) determina un ulteriore evoluzione nella società camuna,
a quel tempo già sedentaria. Lo sviluppo agricolo e tecnologico permette
un certo grado di specializzazione nell'ambito della comunità, che si
divide così in artigiani, agricoltori, commercianti, guerrieri e religiosi.
Tali cambiamenti si riflettono naturalmente nell'arte rupestre. Diventano
più frequenti le incisioni che hanno come tema la divinità e l'eroe, il
culto dei morti, le danze e la guerra. La figura umana, finora rappresentata
geometricamente e quasi staticamente, diviene dinamica: le rappresentazioni
hanno un carattere narrativo, ma sono anche piene di movimento, quasi
di ritmo. Nell'ultimo periodo fanno la loro apparizione nuove armi, simili
a quelle utilizzate altrove dalle civiltà italiche ed etrusca dell'Età
del Ferro. La società camuna, dopo aver stretto intensi rapporti culturali
con il mondo etrusco durante il IV e III secolo a.C., scompare con l'avvento
dell'Impero Romano. Le prime vie di comunicazione attraverso la Valcamonica,
costruite tra il II e il I secolo a.C., infrangono un isolamento millenario
e impongono nuove strutture sociali, legislative e organizzative. E' anche
la fine dell'arte rupestre, che consegna però alla storia un incredibile
e inesauribile archivio di immagini. Oggi questa straordinaria raccolta
di incisioni ci consente di conoscere molti aspetti di un popolo prima
cacciatore e pescatore, poi agricoltore e artigiano, che occupò la Valcamonica
per otto lunghi millenni.
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