ARTE RUPESTRE DELLA VALCAMONICA (BRESCIA)  
 


 

I MOTIVI DELLA SCELTA

LE OLTRE 200.000 FIGURE INCISE SULLE ROCCE E SUI MASSI DELLA VALCAMONICA RAPPRESENTANO IL PIÙ IMPONENTE COMPLESSO DI ARTE RUPESTRE DI TUTTO IL CONTINENTE EUROPEO. SONO LA TESTIMONIANZA DELLA VITA QUOTIDIANA DEI CAMUNI, L'ANTICA POPOLAZIONE DELLA VALLE, E FURONO ESEGUITE NELL'ARCO DI QUASI 8000 ANNI: RACCONTANO, PERCIÒ, L'EVOLVERSI DI UN POPOLO DAL PALEOLITICO SUPERIORE FINO ALLA CONQUISTA ROMANA. PATRIMONIO DELL'UMANITÀ: DAL 1979

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NEVICA ANCORA IN ABBONDANZA IN VALCAMONICA, MA NON QUANTO DURANTE LE GLACIAZIONI QUATERNARIE. A QUELL' EPOCA, INFATTI, LA VALLE E BUONA PARTE DELL' EUROPA CENTRALE ERANO SOLCATE DA NUMEROSI GHIACCIAI. GLI INVERNI ERANO ESTREMAMENTE RIGIDI, CON IL SUOLO COMPLETAMENTE RICOPERTO DA GHIACCI CHE IMPEDIVANO LA CRESCITA DI QUALSIASI TIPO DI VEGETAZIONE E PARALIZZAVANO I PROCESSI BIOLOGICI.

Ma, all'arrivo della primavera, il disgelo gonfiava le acque dell'Oglio, mentre contemporaneamente si formava un ricco tappeto erboso, irresistibile richiamo per molte specie di erbivori che, avendo adattato i propri cicli vitali al ritmo delle stagioni, abbandonavano la Valcamonica con i primi freddi, diretti verso terre più calde, per poi ritornare con il disgelo. Insieme a loro, diverse comunità umane migravano in questa valle, dove l'abbondanza di prede facilitava il sostentamento e forniva pelli e materia prima per fabbricare utensili fondamentali nelle attività quotidiane. Gli archeologi usano suddividere l'arte preistorica in due grandi gruppi: quella parietale, che comprende i dipinti e le incisioni tipiche dell'interno della grotte, e quella rupestre, che include le manifestazioni artistiche incise sulle rocce esposte agli agenti atmosferici. Le grotte di Altamira, nella Spagna settentrionale, e quella di Lascaux, nell'Aquitania francese, sono splendidi esempi del primo gruppo, mentre il complesso di incisioni della Valcamonica è considerato l'esempio di arte rupestre più importante d'Europa. Lungo il corso del fiume Oglio sono visibili circa 200.000 figure incise sulle rocce, eredità artistica lasciataci dalle comunità che cominciarono a frequentare la Valcamonica 8000 anni prima di Cristo. Secondo gli esperti, il fatto che l'occupazione della valle subisse un'interruzione durante l'inverno è la causa dell'assenza di manifestazioni artistiche parietali, che sono invece caratteristiche di una presenza umana costante durante il corso dell'anno. Al contrario, la ricca fauna della Valcamonica, testimoniata dalla presenza di abbondanti giacimenti ossei, favorì lo sviluppo di un'importante arte rupestre, circondata da un alone magico e simbolico, che forse aiutava l'uomo ad affrontare la rischiosa attività della caccia.

OTTOMILA ANNI DI STORIA

Uno degli aspetti più interessanti della civiltà camuna è la straordinaria antichità dei suoi graffiti - le prime incisioni risalgono al Paleolitico superiore (8000 a.C.), le ultime all'inizio delle civiltà etrusca e romana - e la loro continuità in un lunghissimo arco di tempo. La datazione con il carbonio 14 di alcune incisioni, così come il confronto con altre di data sicura, ha permesso di ordinare cronologicamente i graffiti. Il periodo più antico (quello compreso tra l'8000 e il 6000 a.C.) è caratterizzato dalla rappresentazione di grandi figure di animali, per lo più cervidi, incise a semplici linee di contorno, con un segno profondo e irregolare eseguito con strumenti ricavati da pietre silicee. Durante il Neolitico, momento in cui l'uomo comincia a conoscere l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, inizia il vero e proprio ciclo delle incisioni camune: la figura umana diventa il tema centrale dell'espressione artistica, che ora riflette principalmente il culto e le cerimonie rituali. Frequenti sono le rappresentazioni di uomini nella posizione dell'orante, con le braccia rivolte verso l'alto; ad esse si accompagnano spesso gli oggetti di uso quotidiano, quali l'ascia di pietra o l'arco e le frecce. Le rare figure femminili sono messe in relazione con il mistero della fecondità e della procreazione. Forse le rappresentazioni di fattura più delicata sono quelle del sole e del cervo, due elementi considerati fondamentali per il sostentamento e la continuità della vita da questa società primitiva. Il cervo appare isolato o in gruppi simmetrici che, a quanto sembra, cercavano di suggerire l'abbondanza di esemplari, mentre il disco solare viene frequentemente associato a figure di animali e, raramente, a persone, abitazioni e templi. In un periodo successivo le figure antropomorfe perdono d'importanza, lasciando maggiore spazio a elementi geometrici, quali meandri, spirali, zig-zag, dischi concentrici. Alcune figure, grandi idoli in cui la faccia e gli occhi sono rappresentati con enfasi, raggiungono dimensioni eccezionali, anche due metri di altezza.

LA RUOTA E IL BRONZO

L'inizio dell'Eneolitico in Valcamonica - verso il 3300 a.C. - è caratterizzato dall'apparizione di tre nuovi elementi che cambiano radicalmente la società dei Camuni: la ruota, il nuovo rivoluzionario mezzo di trasporto che facilita le comunicazioni e il commercio, la lavorazione dei metalli, e del bronzo in particolare, che permette la fabbricazione di utensili più resistenti e di monili, stimolando un processo di accumulazione di beni che richiede lo sviluppo di un sistema di difesa; e, infine, la comparsa di composizioni monumentali (stele), sulla scia di correnti religiose che attraversano tutto il continente europeo. Nasce così una nuova società che si trasforma continuamente sia per i contatti col mondo esterno, sia per la propria evoluzione socioeconomica. Sul piano artistico, questo si traduce nella rappresentazione di esseri umani, di animali, di carri e di armi in un tipo di composizione più complessa e decisamente strutturata, riflesso di una nuova concezione dell'ordine e dello spazio. Nell'ambito degli oggetti da difesa risaltano i pugnali a lama triangolare, riprodotti in più esemplari, e molto spesso l'accoppiamento quasi araldico dell'ascia e dell'alabarda, chiari simboli del potere politico all'interno della comunità. Il passaggio dall'Età del Bronzo a quella del Ferro (II e I millennio a.C.) determina un ulteriore evoluzione nella società camuna, a quel tempo già sedentaria. Lo sviluppo agricolo e tecnologico permette un certo grado di specializzazione nell'ambito della comunità, che si divide così in artigiani, agricoltori, commercianti, guerrieri e religiosi. Tali cambiamenti si riflettono naturalmente nell'arte rupestre. Diventano più frequenti le incisioni che hanno come tema la divinità e l'eroe, il culto dei morti, le danze e la guerra. La figura umana, finora rappresentata geometricamente e quasi staticamente, diviene dinamica: le rappresentazioni hanno un carattere narrativo, ma sono anche piene di movimento, quasi di ritmo. Nell'ultimo periodo fanno la loro apparizione nuove armi, simili a quelle utilizzate altrove dalle civiltà italiche ed etrusca dell'Età del Ferro. La società camuna, dopo aver stretto intensi rapporti culturali con il mondo etrusco durante il IV e III secolo a.C., scompare con l'avvento dell'Impero Romano. Le prime vie di comunicazione attraverso la Valcamonica, costruite tra il II e il I secolo a.C., infrangono un isolamento millenario e impongono nuove strutture sociali, legislative e organizzative. E' anche la fine dell'arte rupestre, che consegna però alla storia un incredibile e inesauribile archivio di immagini. Oggi questa straordinaria raccolta di incisioni ci consente di conoscere molti aspetti di un popolo prima cacciatore e pescatore, poi agricoltore e artigiano, che occupò la Valcamonica per otto lunghi millenni.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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