| CENTRO STORICO DI ROMA | |
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ROMA |
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I MOTIVI DELLA SCELTA ANTICAMENTE CAPUT MUNDI, OGGI META IMPRESCINDIBILE PER CHI VOGLIA CONOSCERE E CAPIRE LE ORIGINI DELLA CULTURA OCCIDENTALE, ROMA È UNA CITTÀ CHE ACCOGLIE ECCEZIONALI TESTIMONIANZE ARTISTICHE DI OGNI EPOCA. I MONUMENTI DELLA CITTÀ ANTICA COSTITUISCONO UN PATRIMONIO INESTIMABILE, CAPACE DI STUPIRE QUALUNQUE VISITATORE. PATRIMONIO DELL'UMANITÀ: DAL 1980. |
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NEL TERZO SECOLO DELL'ERA CRISTIANA, DURANTE LA PIÙ GRAVE CRISI MAI CONOSCIUTA DALL'IMPERO ROMANO, L'IMPERATORE AURELIANO FECE COSTRUIRE UNA CINTA DI MURA INTORNO A ROMA. PER QUANTO STRANO POSSA SEMBRARE, LA CAPITALE NON AVEVA AVUTO STRUTTURE DI DIFESA FIN DAI TEMPI DELLA MONARCHIA, QUANDO FURONO TRACCIATE LE MURA DI SERVIO TULLIO, POI INGLOBATE NELLA CITTÀ IN RAPIDA ESPANSIONE.
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In considerazione della
enorme fama della città, abbiamo scelto le immagini in maniera abbastanza casuale. Tutte le omissioni non hanno pertanto alcuna valenza critica. |
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La decisione di Aureliano (Lucio Domizio Aureliano 214-275 Imperatore dal 270 al 275) stava a dimostrare che il cuore dell'Impero non era più al sicuro dalle minacce esterne. Da allora ebbe inizio una decadenza che si prolungò per altri duecento anni. Sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità tutti i monumenti antecedenti alla caduta dell'Impero e compresi entro il perimetro delle Mura Aureliane, delle quali sopravvivono lunghi tratti e varie porte. LA FONDAZIONE DI ROMA FRA STORIA E ARCHEOLOGIA Gli storici latini fissarono la fondazione di Roma a opera di Romolo nel 753 a.C. Oggi sappiamo che quella data è attendibile. Verso la metà del VIII secolo a.C. diversi villaggi si fusero grazie alla costruzione di mura difensive e così nacque l'Urbe. Il più antico nucleo si sviluppò con tutta probabilità sul Palatino, uno dei celebri sette colli sui quali sorgeva la Roma classica. Venne quindi bonificata la palude che divideva il Palatino dal Campidoglio, zona che ospitò il Foro, in origine un mercato, che si trasformò ben presto nel centro della vita pubblica. Gli scavi hanno portato alla luce i resti di questo primo stanziamento: tre capanne in legno e pietra sul Palatino e una necropoli sotto il Foro. Affinché questo primitivo villaggio si trasformasse nella mitica Roma, fu necessario l'influsso di una cultura esterna molto più sviluppata, quella etrusca, che dominò sull'Italia centrale a partire dal VII secolo a.C. Gli Etruschi diedero alla città la sua prima struttura propriamente urbana, dotandola di opere come la Cloaca Massima, le mura di Servio Tullio (6° Re di Roma secondo la leggenda avrebbe regnato dal 578 a.C. al 535 a.C.) (ancora parzialmente visitabili) e lo scomparso tempio di Giove sul Campidoglio. Liberatasi innanzi tutto dall'influenza etrusca, Roma instaurò una repubblica che da una parte non smise di dotare la città di opere pubbliche, come la Via Appia (la prima delle grandi strade che mettevano in comunicazione i suoi domini), e dall'altra intraprese una serie di vittoriose campagne militari per ampliare i propri confini. L'OMBELICO DEL MONDO Già al tempo di Giulio Cesare (Caio Giulio Cesare 101 a.C.-44 a.C.), Roma era diventata così importante da rendere insufficiente il vecchio Foro per ospitare la sua intensa vita pubblica. Cesare ne ordinò allora un ampliamento, prologo di quella vasta area che in seguito prese il nome di Fori Imperiali. Situati tra il Campidoglio e il Quirinale, i Fori continuarono ad allargarsi fino ai tempi di Traiano (Marco Ulpio Traiano 53-117 Imperatore dal 98 al 117), accogliendo templi, archi di trionfo, altari votivi e statue, tutti simboli dell'espansione e del consolidamento dell'Impero. I danni patiti dai Fori subito dopo la caduta di Roma non sono paragonabili alle sistematiche spoliazioni subite durante il Medioevo e il Rinascimento. Miglior sorte ebbe l'Ara Pacis, l'altare ornato da rilievi che il Senato eressi nel 13 a.C. per commemorare le vittorie di Augusto (Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto 63 a.C.-14 d.C. Imperatore dal 40 a.C. al 14 d.C.). Situato sulle rive del Tevere, nei pressi dell'antica Via Flaminia, rimase sepolto nei secoli sotto il fango delle alluvioni, per essere recuperato in parte nel XVI secolo e in parte nel XX. Attualmente l'Ara Pacis, insieme ai resti del Mausoleo di Augusto, è la più importante testimonianza dell'arte augusta, caratterizzata da un notevole eclettismo: vi è raffigurata una grande processione che ebbe luogo per salutare il ritorno in patria dell'imperatore dopo un giro nelle provincie. I primi imperatori romani si stabilirono sul Palatino, dove sorse un complesso di palazzi composto da successivi ampliamenti del nucleo originario. Dopo il famoso incendio di Roma del 64 d.C., Nerone (Claudio Cesare Nerone 37-68 Imperatore dal 54 al 68) si fece costruire la Domus Aurea, un grandissimo palazzo che occupava parte del Palatino, dell'Esquilino e del Celio. Morto l'imperatore e condannata la sua memoria, il palazzo scomparve: oggi si conserva un padiglione lungo 300 metri e largo 190, mentre proseguono le operazioni di restauro e le ricerche archeologiche. DUE SECOLI DI PACE Dopo l'intervento neroniano, gli imperatori tornarono al Palatino. Sotto la dinastia dei Flavi, la vecchia residenza imperiale si ingrandì con la Domus Flavia e la Domus Augustana, destinate a raccogliere non solo le residenze imperiali, ma anche a concentrare le funzioni di governo e di amministrazione dell'Impero. Con i Flavi si apriva un periodo di quasi due secoli che, a parte qualche breve crisi, può considerarsi quello di maggiore pace e prosperità economica nel mondo romano. L'Impero fu governato da una serie di saggi imperatori raggruppati dagli storici in tre dinastie: i Flavi (69-96 d.C.), gli Antonini (96-193 d.C.) e i Severi (193- 295 d.C.). Durante questa fase della storia di Roma le opere pubbliche prevalsero sui monumenti commemorativi delle vittorie militari. L'anfiteatro Flavio, meglio conosciuto come Colosseo, e le terme di Traiano andarono a occupare la vasta area della Domus Aurea neroniana. All'inizio del II secolo, Traiano fece costruire l'ultimo e più grande dei Fori Imperiali, dominato dalla Colonna Traiana, stupendamente decorata con rilievi scultorei, che inaugurava una nuova moda destinata a fare scuola. Infatti, sia Antonino Pio (Tito Elio Adriano Antonino Pio 86-161 Imperatore dal 138 al 161) sia Marco Aurelio (121-180 Imperatore dal 161 al 180) ebbero le loro colonne commemorative, innalzate dai loro rispettivi successori. A quest'epoca appartengono anche diversi templi, come il gigantesco Pantheon - fatto erigere nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa (63 a.C.-12 a.C.), e totalmente rifatto dall'imperatore Adriano (Publio Elio Adriano 76-138 Imperatore dal 117 al 138) in forma cilindrica - e quello di Antonino e Faustina nel Foro Romano, salvato dalla distruzione grazie a una posteriore trasformazione in chiesa, ma non risparmiato da profonde modifiche in epoca barocca. Le terme, un lusso a cui i romani non sapevano rinunciare, furono per tutta la durata dell'Impero una delle opere predilette dei vati imperatori. Quelle di Caracalla, (Marco Aurelio Antonino detto Caracalla 188-217 Imperatore dal 212 al 217) costruite all'inizio del III secolo, sono l'esempio più importante. Occupavano una superficie di 130.000 metri quadrati e potevano ospitare 1600 persone. La grande piscina calda circolare, che aveva una cupola più alta di quella del Pantheon, fu costruita per sfruttare il calore del sole. L'AVVENTO DEL CRISTIANESMO E LA FINE DELL'IMPERO L'assassinio di Alessandro Severo (Marco Aurelio Alessandro Severo 208-235 al potere dal 221) nel 235 segnò la fine dell'epoca d'oro di Roma. Uno dei suoi successori, Aureliano, si vide obbligato a fortificare la città per la prima volta dai remoti tempi della monarchia. Erano le Mura Aureliane, in seguito più volte ricostruite. Il superamento della crisi politica e il recupero del controllo dell'Impero da parte di Diocleziano (Diocle Caio Aurelio Valerio Diocleziano 240-313 Imperatore dal 284 al 305) sono testimoniati dalla costruzione di nuove terme a Roma, ancora più grandi di quelle di Caracalla, che vennero poi parzialmente incorporate in una basilica durante il Rinascimento. Ma Roma non poteva più tornare a essere quella di prima. Uno dei tanti culti nati in Oriente, il Cristianesimo, già da due secoli era giunto all'Urbe e poco alla volta stava emergendo come la forza culturale dominante del tardo Impero. Quando l'imperatore Costantino (Caio Flavio Valerio Aurelio Costantino I il Grande 280-337 Imperatore dal 306 al 337), nel 313, emise il famoso editto di tolleranza verso la nuova religione, i cristiani uscirono dalle Catacombe e costruirono le prime basiliche. Il declinante splendore di quest'epoca produsse gli ultimi grandi monumenti della metropoli: i due archi di trionfo di Costantino, la Curia Julia, sede del Senato, e la grande basilica a tre navate iniziata da Massenzio (Marco Aurelio Valerio Massenzio 280-312 Imperatore dal 306 al 312) e terminata da Costantino, nella cui abside occidentale si ergeva la colossale statua dell'imperatore, di cui si conservano soltanto la testa e alcuni frammenti. |
Domus aurea - affresco
Foro romano
Foro traiano
Pantheon |