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Alla fine del I millennio dell'era cristiana le navi pisane cominciarono
a compiere viaggi in tutto il Mediterraneo. Durante quegli anni la Repubblica
Marinara di Pisa non si limitò a fondare colonie e basi commerciali in
Oriente, ma prese parte a molti saccheggi, i cui bottini contribuirono
ad arricchire la città. La più avventurosa delle spedizioni pisane fu
la conquista e il saccheggio di Palermo, che nel 1063 procurò a Pisa incalcolabili
tesori: l'entusiasmo che pervase tutta la città culminò in un progetto
molto ambizioso, la costruzione di una cattedrale.
MODELLI CLASSICI PER IL DUOMO
Pur non esistendo alcuna certezza storica, la tradizione vuole che
le colonne di granito levigato del duomo di Pisa facessero parte del famoso
bottino di Palermo. Si sa invece per certo che i Pisani collaborarono
generosamente alla sua costruzione, al cui progetto lavorò l'architetto
Buscheto di Giovanni Giudice. Egli scelse per la propria opera un luogo
piuttosto singolare, e cioè un grande spiazzo delimitato, a partire dal
XII secolo, dalle mura della città, dall'ospedale della Misericordia e
dal Palazzo dell'Arcivescovo. Anticipando sorprendentemente le concezione
del Rinascimento, Buscheto volle che la sua opera facesse parte di un
nuovo ordine urbanistico, estraneo alla vecchia città, e che gli permettesse
di trattare allo stesso tempo il progetto architettonico e lo spazio circostante.
La pianta del duomo di Pisa, insigne esempio dello stile romanico pisano,
è a croce latina e a cinque navate sostenute da colonne monolitiche dell'XI
secolo, anziché pilastri, elementi dominanti nell'architettura dell'epoca.
Tale caratteristica, mutuata dalle grandi basiliche di Roma che Buscheto
ben conosceva, non era cosa rara in Italia, dove l'ancora forte sopravvivenza
classica impedì il pieno sviluppo dei grandi stili architettonici medievali
impostisi in Europa settentrionale. La copertura del Duomo è costituita
da un soffitto a cassettoni nella navata centrale e da volte a croce nelle
navate laterali, mentre l'unica concessione all'allora imperante stile
cluniacense è la presenza della cupola impostata sul transetto. La perfezione
formale dell'edificio porta spesso a dimenticare la sua vetustà: la chiesa
venne infatti consacrata nel 1118 e terminata verso la fine del secolo.
La bellissima facciata, progettata da Rainaldo, è scandita da quattro
oridni di logge ed è coronata da statue. L'ordine inferiore, con archi
ciechi sorretti da colonne addossate alla parete, presenta decori geometrici
- ottenuti grazie all'alternanza di marmi scuri, bianchi e venati - e
mosaici. I fianchi, impreziositi da suggestive arcate, la superba cupola,
la squisita abside con loggia, restituiscono accenti di evocativa suggestione
architettonica.
LA TORRE PENDENTE, UNICUM MONDIALE
Il duomo condivide il magico spazio di Piazza dei Miracoli con altri
tre edifici del tutto singolari: il Battistero, il Camposanto Monumentale
e il campanile, meglio conosciuto come Torre Pendente. Le quattro costruzioni
formano un armonioso complesso monumentale, veramente unico nell'ambito
dell'architettura medievale europea. Il campanile, iniziato nel 1173 dal
maestro Buonanno Pisano, cominciò a pendere a causa del cedimento del
terreno quando era stato completato il terzo anello. Nonostante questo
"inconveniente", si decise di terminare la costruzione anziché demolirla
e ricominciare da capo su un terreno più solido. L'inclinazione è andata
aumentando durante il corso dei secoli e oggi ha raggiunto un punto tale
da rendere necessari la chiusura del monumento al pubblico e l'avvio di
una serie di opere di consolidamento della fondamenta che dovrebbero scongiurare
il pericolo di un improvviso crollo. Certamente, dal punto di vista degli
storici d'arte, la pendenza della Torre è un aspetto assolutamente secondario,
ma è indubbio che proprio a questa caratteristica il monumento debba la
sua fama universale. A pianta circolare, la Torre presenta arcate cieche
romaniche alla base e sei suggestivi ordini di logge, progettati come
belvedere sulla piazza sottostante. Il settimo piano, destinato alla cella
campanaria, è di diametro inferiore, con una serie di colonne accoppiate
addossate alla parete e archi a tutto sesto. Pur non godendo di uguale
fama, il Battistero merita comunque lo stesso interesse della Torre. Si
tratta di una grandiosa realizzazione romanica a pianta circolare, architettonicamente
improntata dalle arcate cieche sovrastate da una loggia coronata da cuspidi
traforate ricche di sculture. Più in alto vi è un giro di bifore sormontato
da elementi decorativi triangolari, sopra i quali s'imposta la calotta
culminante nella statua di bronzo del Battista. Il Battistero venne progettato
da Diotisalvi, che ne iniziò i lavori nel 1152. Questi furono ripresi
nel 1260 da Nicola Pisano, mentre il figlio Giovanni si occupò dei decori
esterni. Particolarmente ricco è il portale prospiciente la cattedrale,
con preziosi rilievi che rappresentano Gesù, la Vergine, il Battista e
gli Evangelisti.
IL CAMPOSANTO MONUMENTALE
L'ultimo dei capolavori del Campo dei Miracoli è il Camposanto Monumentale,
realizzato da Giovanni di Simone a partire dal 1278. Le pure linee del
romanico pisano denotano sovrapposizioni gotiche; all'interno l'ampio
quadriportico, che racchiude la Terra Santa qui trasportata dalla flotta
pisana di ritorno dalle crociate, richiama i tratti di un'imponente basilica
priva di copertura. Il Camposanto fu terminato soltanto nella seconda
metà del XV secolo, mentre la cappella Dal Pozzo fu aggiunta verso la
fine del XVI secolo. Una speciale citazione merita il Salone degli Affreschi,
fra i quali spicca Il trionfo della morte, opera di un maestro anonimo,
probabilmente eseguito alla fine del XIV secolo. Impressionante è la drammaticità
del tema, che oppone la vita spensierata di alcuni giovani gentiluomini
alla triste realtà della morte, rappresentata da vari sepolcri aperti.
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