| PORTOVENERE E LE CINQUE TERRE | |
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I MOTIVI DELLA SCELTA I MOTIVI DELLA SCELTA LA RIVIERA DI LEVANTE, TRA LE CINQUE TERRE E PORTOVENERE, COSTITUISCE UN SITO CULTURALE DI ECCEZIONALE VALORE, NEL QUALE L’UOMO E LA NATURA SONO RIUSCITI A INTEGRARSI PERFETTAMENTE CON UN PAESAGGIO AFFASCINANTE E UNICO. ALLO STESSO TEMPO CONSERVA INTATTO DA SECOLI IL TIPO DI VITA TRADIZIONALE CHE ANCORA OGGI SVOLGE UN RUOLO SOCIOECONOMICO DI GRANDE IMPORTANZA NELLA SUSSISTENZA DELLA COMUNITÀ. . PATRIMONIO DELL'UMANITÀ: DAL 1997 |
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IL PAESAGGIO DELLA LIGURIA LUNGO LA RIVIERA DI LEVANTE, TRA LE CINQUE TERRE E PORTOVENERE, HA SEMPRE ATTIRATO ARTISTI, MUSICISTI E SCRITTORI. ALCUNI DEI VISITATORI PIÙ FEDELI, COME I POETI ROMANTICI INGLESI LORD BYRON E PERCY BYSSHE SHELLEY, LA SCRITTRICE FRANCESE GEORGE SAND E IL COMPOSITORE TEDESCO RICHARD WAGNER, NON HANNO ESITATO A DECANTARE NELLE LORO OPERE LA SINGOLARE BELLEZZA DI QUESTI LUOGHI, RENDENDOLI COSÌ IMMORTALI. Il territorio che si estende per circa 15 chilometri da Monterosso al Mare a Portovenere è caratterizzato da un profilo costiero aspro e irregolare, che è stato modellato dall’uomo nel corso dei secoli fino a ottenere fino a ottenere un paesaggio unico. La successione di pendici montuose a picco sul mare, scandite da una serie di terrazzamenti coltivati, evoca panorami simili a quelli delle minuscole isole dell’Egeo. |
Portovenere |
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LE CINQUE TERRE E’ UN AMBIENTE INCONSUETO, OSTILE EPPURE FAVORITO DA UN CLIMA ECCEZIONALE.
I PAESI DELLE CINQUE TERRE Partendo da ovest, il primo nucleo abitato che si incontra è il borgo fortificato di Monterosso al Mare. Incerte sono le sue origini, ma è noto che la zona iniziò a svolgere un importante ruolo strategico durante il VII secolo, all’epoca delle invasioni barbariche. Dopo essere stato oggetto di contesa tra diverse famiglie in epoca medievale, Monterosso unì la propria sorte a quella della Repubblica di Genova. L’abitato è raccolto intorno a una piccola insenatura orlata da una spiaggia sabbiosa, tra il promontorio del Mesco e la Punta Corone. Al centro si erge la chiesa di San Giovanni Battista, costruita tra il 1244 e il 1307 nello stile gotico ligure e sormontata da un campanile merlato che in origine era una torre di osservazione. Le vestigia di un antico castello genovese, con tratti di mura, e il convento dei Cappuccini, risalente al XVII secolo, sorgono in posizione dominante all’estremità del promontorio roccioso del Colle di San Cristoforo. Proseguendo appare Vernazza, che fu fondata attorno all’anno 1000 e integrata definitivamente nella Repubblica di Genova nel 1276. La chiesa gotica di Santa Margherita d’Antiochia, costruita nel 1318, è affacciata sul porticciolo e contende il poco spazio alla piazzetta occupata da barche tirate in secco. Su un promontorio roccioso sorge il castello Belforte, che si presenta con un poderoso bastione sovrastato da una torre cilindrica. Corniglia è l’unico dei paesi delle Cinque Terre che non è stato costruito sulla costa, bensì sopra un terrazzo roccioso alto un centinaio di metri sul mare. E’ dominato dalla chiesa di San Pietro, edificata tra il 1334 e il 1351. Più a est si trova Manarola, fondata nel XII secolo dalla popolazione proveniente dal villaggio montano di Volastra. Le case sono disposte per un lato lungo uno sperone roccioso a strapiombo sul mare, e per l’altro lungo il fiume Grappa, che oggi scorre in parte sotterraneo. Tra gli edifici più significativi vi sono la chiesa di San Lorenzo, l’oratorio quattrocentesco dei Disciplinanti della Santissima Annunziata e i resti degli antichi bastioni. Riomaggiore, all’estremità orientale delle Cinque Terre, è un altro caratteristico borgo medievale. Le sue case sono disposte su due file parallele principali che seguono l’incisione del torrente omonimo (oggi coperto) fino al mare, dove vi è il nucleo più antico dell’abitato. Bella la chiesa di San Giovanni Battista, situata nella parte alta, costruita tra il 1340 e il 1343. Il castello fu iniziato nel 1260 e completato nel XV-XVI secolo: rimangono le cortine murarie e due torri rotonde. PORTOVENERE E LE SUE ISOLE Poco oltre il confine orientale delle Cinque Terre, l’antica Portus Veneris fu fondata dai romani come stazione navale tra Luni e Sestri. Tra i resti che risalgono a quest’epoca, si segnalano le vestigia di una grande villa romana (fine II inizio I secolo a.C.) visibili nella zona del Varignano. Nel 1113 Portovenere fu occupata dai Genovesi. Oggi presenta l’aspetto tipico delle città fortificate, con le sue case dominate dalla mole del castello (originario del XII secolo, ma ricostruito nel XVI). La chiesa parrocchiale di San Lorenzo, edificata nel 1116 e ripresa in epoche successive, si presenta con una facciata nella quale elementi romanici (il portale) si uniscono ad altri gotici e rinascimentali. Sul sottile promontorio roccioso dell’Arpaia, proteso sul mare, sorge la chiesa di San Pietro, superbo edificio eretto nel 1277 e costituito da due corpi diversi, il maggiore dei quali sovrastato da un campanile. Nell’interno, in stile gotico, una piccola navata conduce a una chiesa paleocristiana del V-VI secolo. Di fronte alla costa di Portovenere si trovano le tre isole di Palmaria, Tino e Tinetto, che sono state incluse in questo sito del Patrimonio Mondiale non solo per la loro bellezza, ma anche perché vantano numerosi resti di monasteri eretti nei primi secoli del cristianesimo. Palmaria e Tino sono soggette a servitù militare, in quanto vicine alla base navale di La Spezia, sull’altro lato del golfo, e per questo hanno conservato una ricca vegetazione, con leccete, pini d’Aleppo e macchia mediterranea. FLORA E FAUNA Mille anni fa il territorio delle Cinque Terre era ricoperto da un unico, immenso bosco spontaneo di leccio, mentre oggi ne restano pochi lembi, confinati lungo il crinale. Le coltivazioni introdotte dall’uomo interessano il 30% del territorio; gli arbusteti il 20%; nella fascia collinare, le pinete a pino marittimo sono il 30%; infine, l’ulteriore 20% e costituito da vegetazione mista naturale, comprendente formazioni a gariga, leccete, boschi di caducifoglie. L’abbandono di vaste aree terrazzate un tempo coltivate ha causato l’invasione di arbusteti o di boschi, con notevole mescolanza di piante e animali. Questi ultimi sono caratteristici delle leccete e delle pinete e comprendono mammiferi di piccola e media taglia (fa eccezione il cinghiale, introdotto per scopi venatori), diverse specie di uccelli e numerosi insetti. La fascia litoranea è ricca di ambienti molto diversi tra loro e, sebbene interessata dagli insediamenti umani, offre habitat non disturbati e perciò frequentati da specie di notevole importanza, anche endemiche.. |