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UN ASPRO SPERONE CALCAREO, ALLUNGATO NEL TIRRENO CON ALTE E FRASTAGLIATE
SCOGLIERE, DELIMITA A SUD IL GOLFO DI NAPOLI, E LO CHIUDE IN BELLEZZA.
LA SUA SPONDA MERIDIONALE PRENDE IL NOME DI COSTIERA AMALFITANA:
È UN TERRITORIO ESIGUO, MA CHE VANTA UN TALE PATRIMONIO CULTURALE
E PAESAGGISTICO DA ESSERE
DIVENTATO UNA DELLE PRINCIPALI METE DEL TURISMO INTERNAZIONALE.
La ricchezza paesaggistica della Costiera Amalfitana è frutto
tanto della
natura quanto dellopera delluomo.
Lambiente naturale di questarea è in parte ancora vergine
e in parte è il
risultato dellantropizzazione avvenuta nel corso dei secoli.
Le zone rocciose, i boschi e le lussureggianti estensioni di macchia
mediterranea si alternano ai vigneti e ai limoneti piantati delluomo
nei pochi spazi strappati a una natura molto spesso aspra e selvaggia.
Il sito dichiarato Patrimonio dellUmanità si estende per
11.231 ettari, ripartiti tra una quindicina di comuni della provincia
di Salerno.
Il suo limite naturale è il declivio meridionale della penisola
formata dai Monti Lattari, che separano il Golfo di Napoli da quello di
Salerno.
Si tratta di quasi tutta la parte meridionale della Penisola Sorrentina,
corrispondente in linea di massima al territorio occupato dallantica
Repubblica Marinara di Amalfi.
Comprende quattro insediamenti litoranei principali (Amalfi, Atrani, Maiori
e Minori), ai quali si devono aggiungere quelli minori di Positano, Praiano,
Cetara ed Erchie.
Sono anche inclusi gli abitati montani di Scala, Tramonti e Ravello, così
come i borghi di Conca e Furore.
LA REPUBBLICA MARINARA DI AMALFI
La prima testimonianza scritta su Amalfi risale al 596 d.C. e riferisce
di una
città fortificata con statuto di sede episcopale.
Vincolata a Bisanzio, contesa tra i Longobardi di Benevento e il ducato
di
Napoli, la città proclamò la propria autonomia nell839,
divenendo in breve tempo unimportante potenza marittima.
Dopo avere scacciato i pirati saraceni, a partire dall859 Amalfi
divenne una
repubblica governata da prefetti.
Lautonomia politica le consentì di imporsi come potenza marittima
e
commerciale, e di prosperare a partire dalla metà del IX secolo
fino alla fine dellXI.
Nel 958 la città si subordinò formalmente allimperatore
di Bisanzio,
ottenendo in cambio il privilegio di poter insediare colonie commerciali
lungo tutte le coste dellImpero.
Amalfi acquistò in quel periodo il monopolio commerciale nel Mar
Tirreno:
smerciava prodotti come legno, ferro, armi, vino e frutta sui mercati
orientali, e importava spezie, profumi, perle, gioielli e tessuti.
Lottenuto benessere economico ebbe positivi riflessi sullo sviluppo
culturale e tecnologico, specie nei campi della legislazione marittima
e della scienza della navigazione.
Basti pensare alla Tavola Amalfitana esemplare testo giuridico
che regolava i rapporti fra i proprietari di navi e i marinai, e fra questi
e i mercanti -, che fu adottata da gran parte dei Paesi del Mediterraneo
per tutto il Medioevo e anche in tempi posteriori, oppure alla bussola,
che i marinai amalfitani furono tra i primi a utilizzare.
Gli stretti legami con lOriente influirono notevolmente sullarchitettura
locale, con la costruzione a picco sul mare di case serrate le une alle
altre, collegate da un dedalo di viuzze e di strette scalinate che ricordano
i mercati arabi.
Ad Amalfi simpose uno stile originale, frutto della simbiosi tra
elementi locali e orientaleggianti, che è stato definito arabo-normanno.
La potenza della repubblica marinara declinò insieme con la sua
indipendenza: lungamente insidiata da Salerno, finì sottomessa
dai Normanni (1073) e perse via sia la propria autonomia, e con essa quella
libertà diniziativa economica e commerciale che era stata
alla base della sua prosperità.
TESORI ARTISTICI
Le località della Costiera Amalfitana vantano notevoli monumenti
architettonici.
Il più famoso è senzaltro il duomo di Amalfi, che
fu costruito nellXI secolo,
rinnovato allinizio del Duecento e quindi rimaneggiato nel XVIII
secolo.
Vi si accede attraverso una solenne scalinata, accanto alla quale si eleva
il
campanile, eretto tra il XII e il XIII secolo, che conserva intatti i
caratteri dellarte arabo-normanna e la ricca e fastosa policromia.
La facciata del duomo e il portico che la precede sono stati completamente
rifatti nellOttecento.
Pregevole il portale centrale con una splendida porta in bronzo fusa a
Costantinopoli intorno al 1066.
Sul lato sinistro delledificio si apre il Chiostro del Paradiso,
costruito nel
tardo Duecento in stile arabo.
Altri pregevoli monumenti sono la torre normanna di Cetara, la chiesa
di San Salvatore de Bireto di Atrani e il duomo e la superba Villa Rufolo
a Ravello.
LAMBIENTE NATURALE
Fin dal primo approccio, la Costiera Amalfitana impressiona per la
lussureggiante vegetazione.
Accanto alla curata geometria delle coltivazioni, con uliveti, vigne e
giardini di limoni e aranci, simpone il selvatico rigoglio
delle specie spontanee.
Lintera fascia costiera ospita la macchia mediterranea, con prevalenza
di
mirto, corbezzolo, erica, ginepro e rosmarino, mentre nel territorio collinare
e montuoso la foresta sempreverde dominata dal leccio, che un tempo ricopriva
gran parte delle alture, è stata in gran parte eliminata per estendere
i pascoli e recuperare terreno agricolo.
Ai vasti castagneti coltivati, ricchi di esemplari centenari, fanno seguito,
intorno ai 1000 metri di altitudine, estese faggete.
Nel sottobosco non mancano la felce maschio, la fragola, il ciclamino,
il
biancospino, il sambuco e lagrifoglio.
Per conoscere un habitat tipico della Costiera Amalfitana basta percorrere
una parte del Vallone delle Ferriere, sopra Amalfi.
In questo ambiente, dalle caratteristiche quasi subtropicali, dominano
le
grandi fronde pennate della felce di Amalfi e incuriosisce la Pinguicola
hirtiflora, una piccola pianta carnivora dalle foglie ovali e lucenti
con frequenti residui degli insetti digeriti.
Tra gli animali selvatici di maggiore dimensioni presenti ancora oggi
sui Monti Lattari primeggia la volpe, seguita dalla faina e dalla donnola.
Ben rappresentata è lavifauna, tale da soddisfare gli appassionati
di
birdwatching.
Nelle zone interne o sulle alte scogliere volteggiano il corvo imperiale,
il
gheppio, il falco pellegrino e la poiana.
Nei boschi sono comuni il picchio rosso maggiore, il merlo, il pettirosso,
il
tordo, lallodola e la quaglia.
Un elemento tipico del paesaggio montano sono le mulattiere, che un tempo,
oltre a costituire lunica via di comunicazione tra i paesi e i villaggi
isolati,
rappresentavano anche un sistema efficace per il recupero dellacqua
piovana.
ANTICHE TRADIZIONI
Nella Costiera Amalfitana le tradizioni culturali e le antiche attività
artigianali rappresentano un patrimonio inestimabile che viene tramandato
di padre i figlio.
E il caso, ad esempio, della tipica manifattura di ceramica di Vietri
sul Mare, nella quale lo stile locale si è unito a quello delle
famose ceramiche di Faenza, creando un prodotto originale che è
sintesi della cultura dellItalia settentrionale e di quella meridionale.
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Amalfi - Duomo

Amalfi - Chiostro del paradiso

Positano

Ravello

Ravello - Villa Rufolo
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