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I NURAGHI, SIMBOLO DELLA SARDEGNA DI IERI E DI OGGI,
SONO LA MASSIMA ESPRESSIONE ARCHITETTONICA DELLANTICA CIVILTÀ
ISOLANA.
LINTERESSE DEGLI ARCHEOLOGI PER QUESTE COSTRUZIONI
RISALE AL CINQUECENTO, MA SOLO NELLOTTOCENTO COMINCIARONO LE RICERCHE
SCIENTIFICHE E GLI STUDI ORGANICI.
IL PRIMO GRANDE SCAVO FU QUELLO DEL NURAGHE LOSA, NEL 1890. NEL XX SECOLO
UNA DELLE SCOPERTE PIÙ CLAMOROSE FU QUELLA DI BARUMINI, DOVUTA
ALLA CAMPAGNA DI SCAVI CONDOTTA DALLARCHEOLOGO GIOVANNI LILLIU TRA
IL 1951 E IL 1956.
Per lungo tempo le vestigia di questo villaggio nuragico
erano stati alcuni ammassi di pietre sulla cima di una collina naturale,
saccheggiati nel corso dei secoli dagli abitanti del luogo per ricavare
materiale da costruzione.
Gli scavi portarono alla luce un articolato insediamento raccolto intorno
a un mastio difensivo centrale.
Su Nuraxi di Barumini è lesempio più completo e meglio
conservato di nuraghe, mentre il complesso di questi monumenti, sparsi
su tutto il territorio della Sardegna
ed esclusivi dellisola, costituisce una delle testimonianze più
significative della cultura preistorica nel bacino del Mediterraneo.
I NURAGHI NELLETA DEL BRONZO
Ma che cosa sono i nuraghi e quale era la loro funzione?
Si tratta di torri difensive a forma di tronco di cono realizzate con
grossi macigni a secco, dotate di sale interne e coperte di tetti a volta
a pseudocupola.
Alcuni nuraghi, come nel caso del villaggio di Barumini, sono posti allinterno
di recinti costituiti da torri più piccole collegati da muri massicci.
Intorno a queste costruzioni principali si trovano dei villaggi con piccole
case a pianta circolare.
Le prime strutture difensive centrali, risalenti alla media e tarda Età
del Bronzo, ovvero tra il 1500 e l800 a.C., sembra fossero state
costruite da famiglie o da clan che vivevano isolati.
Intorno alla fine dellEtà del Bronzo la società nuragica
cominciò a evolversi in modo sempre più complesso, con una
chiara tendenza verso la gerarchizzazione: alle torri isolate vennero
così incorporate altre strutture architettoniche complementari
che svolgevano funzioni sociali e difensive.
LETA DEL FERRO: APOGEO E DECADENZA
I più importanti interventi di sviluppo ed espansione
dei dispositivi difensivi di Barumini risalgono allinizio dellEtà
del Ferro, tra il X e lVIII secolo a.C., epoca che coincide con
le invasioni cartaginesi dellisola.
In questo periodo non solo furono rinforzati i sistemi difensivi di Barumini,
ma anche quelli degli altri siti nuragici presenti in Sardegna, mentre
le popolazioni cercarono protezione raggruppandosi attorno a queste massicce
fortezze di pietra.
Nella fase più evoluta il nuraghe si trasforma così in un
villaggio fortificato, al cui interno si trova la residenza del capo tribù
o principe, che offre protezione al borgo limitrofo e, come nei castelli
medievali, ne ospita gli abitanti e gli animali nel
momento del pericolo.
Questi villaggi erano in realtà dei piccoli insediamenti urbani,
abitati dalle famiglie dei soldati e da artigiani.
Nel corso del VII secolo a.C. Su Nuraxi fu devastato dai Cartaginesi e
il suo sistema difensivo praticamente distrutto.
Nonostante ciò, linsediamento fu conservato e le abitazioni
ricostruite, sebbene con uno stile diverso.
Nel III secolo a.C., con la conquista della Sardegna da parte dei Romani,
la maggior parte dei nuraghi venne abbandonata.
Ma non fu il caso di Su Nuraxi: gli scavi archeologici hanno dimostrato
infatti che il sito rimase abitato fino al III secolo d.C.
I PROBLEMI DI DATAZIONE
Il periodo preciso della costruzione dei nuraghi è
sempre stato tema di un ampio dibattito tra gli archeologi, anche perché
i dati ottenuti con la datazione al carbonio 14 e con il metodo della
stratigrafia non coincidono.
La principale caratteristica del complesso di Su Nuraxi è la sua
massiccia torre centrale, costruita con grandi pietre a secco, cioè
senza lutilizzo di una malta legante.
Si tratta della torre più antica, dato che sembra risalire al secondo
millennio prima di Cristo.
Allinterno si aprono tre sale, poste ognuna a un livello differente
e unite da una scala a spirale.
In origine la torre si elevava per più di 18 metri di altezza.
Le quattro torri laterali aggiunte successivamente sono collegate da un
massiccio muro di pietra.
Sulla facciata sudest una stretta apertura a livello del suolo permetteva
laccesso al cortile delimitato dalle torri.
In seguito la porta fu chiusa definitivamente e per entrare nella cittadella
occorreva fare uso di una scala o di qualche altro dispositivo controllabile
dallinterno.
Successivamente le grosse mura subirono degli interventi di rinforzo e
nello stesso periodo fu costruito un secondo recinto che circondava le
case, semplici strutture in pietra, la maggior parte delle quali di dimensioni
modeste e formate da ununica stanza.
Solo una costituisce uneccezione: si tratta di una casa con una
camera più grande delle altre, con un diametro di sette metri,
lungo il cui muro interno si sviluppa una panchina in pietra.
Gli archeologi ritengono che si tratti di una sala del consiglio, probabilmente
associata a una qualche forma di gestione comunitaria del villaggio.
Dopo le devastazioni dellinsediamento da parte dei cartaginesi e
lo smantellamento del sistema difensivo, furono realizzate nuove abitazioni,
ma con un aspetto diverso rispetto alle precedenti a causa dellimpiego
di pietre da costruzione
di dimensioni più ridotte.
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