SU NURAXI DI BARUMINI  
 

II MOTIVI DELLA SCELTA

I NURAGHI DELLA SARDEGNA – E SU NURAXI NE È L’ESEMPIO PIÙ RAPPRESENTATIVO – COSTITUISCONO UN’ECCEZIONALE RISPOSTA ALLE SPECIFICHE CONDIZIONI GEOGRAFICHE, SOCIALI E POLITICHE ESISTENTI SULL’ISOLA IN EPOCA PREISTORICA. EVIDENZIANO INOLTRE L’IMMAGINAZIONE INNOVATRICE DELLE PRIMITIVE POPOLAZIONI SARDE IN MERITO ALL’IMPIEGO DI MATERIALI E TECNICHE A DISPOSIZIONE DI UNA COMUNITÀ INSULARE PREISTORICA.

PATRIMONIO DELL’UMANITÀ: DAL 1997

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I NURAGHI, SIMBOLO DELLA SARDEGNA DI IERI E DI OGGI, SONO LA MASSIMA ESPRESSIONE ARCHITETTONICA DELL’ANTICA CIVILTÀ ISOLANA.

L’INTERESSE DEGLI ARCHEOLOGI PER QUESTE COSTRUZIONI RISALE AL CINQUECENTO, MA SOLO NELL’OTTOCENTO COMINCIARONO LE RICERCHE SCIENTIFICHE E GLI STUDI ORGANICI.
IL PRIMO GRANDE SCAVO FU QUELLO DEL NURAGHE LOSA, NEL 1890. NEL XX SECOLO UNA DELLE SCOPERTE PIÙ CLAMOROSE FU QUELLA DI BARUMINI, DOVUTA ALLA CAMPAGNA DI SCAVI CONDOTTA DALL’ARCHEOLOGO GIOVANNI LILLIU TRA IL 1951 E IL 1956.

Per lungo tempo le vestigia di questo villaggio nuragico erano stati alcuni ammassi di pietre sulla cima di una collina naturale, saccheggiati nel corso dei secoli dagli abitanti del luogo per ricavare materiale da costruzione.
Gli scavi portarono alla luce un articolato insediamento raccolto intorno a un mastio difensivo centrale.
Su Nuraxi di Barumini è l’esempio più completo e meglio conservato di nuraghe, mentre il complesso di questi monumenti, sparsi su tutto il territorio della Sardegna
ed esclusivi dell’isola, costituisce una delle testimonianze più significative della cultura preistorica nel bacino del Mediterraneo.

I NURAGHI NELL’ETA’ DEL BRONZO

Ma che cosa sono i nuraghi e quale era la loro funzione?
Si tratta di torri difensive a forma di tronco di cono realizzate con grossi macigni a secco, dotate di sale interne e coperte di tetti a volta a pseudocupola.
Alcuni nuraghi, come nel caso del villaggio di Barumini, sono posti all’interno di recinti costituiti da torri più piccole collegati da muri massicci.
Intorno a queste costruzioni principali si trovano dei villaggi con piccole case a pianta circolare.
Le prime strutture difensive centrali, risalenti alla media e tarda Età del Bronzo, ovvero tra il 1500 e l’800 a.C., sembra fossero state costruite da famiglie o da clan che vivevano isolati.
Intorno alla fine dell’Età del Bronzo la società nuragica cominciò a evolversi in modo sempre più complesso, con una chiara tendenza verso la gerarchizzazione: alle torri isolate vennero così incorporate altre strutture architettoniche complementari che svolgevano funzioni sociali e difensive.

L’ETA’ DEL FERRO: APOGEO E DECADENZA

I più importanti interventi di sviluppo ed espansione dei dispositivi difensivi di Barumini risalgono all’inizio dell’Età del Ferro, tra il X e l’VIII secolo a.C., epoca che coincide con le invasioni cartaginesi dell’isola.
In questo periodo non solo furono rinforzati i sistemi difensivi di Barumini, ma anche quelli degli altri siti nuragici presenti in Sardegna, mentre le popolazioni cercarono protezione raggruppandosi attorno a queste massicce fortezze di pietra.
Nella fase più evoluta il nuraghe si trasforma così in un villaggio fortificato, al cui interno si trova la residenza del capo tribù o principe, che offre protezione al borgo limitrofo e, come nei castelli medievali, ne ospita gli abitanti e gli animali nel
momento del pericolo.
Questi villaggi erano in realtà dei piccoli insediamenti urbani, abitati dalle famiglie dei soldati e da artigiani.
Nel corso del VII secolo a.C. Su Nuraxi fu devastato dai Cartaginesi e il suo sistema difensivo praticamente distrutto.
Nonostante ciò, l’insediamento fu conservato e le abitazioni ricostruite, sebbene con uno stile diverso.
Nel III secolo a.C., con la conquista della Sardegna da parte dei Romani, la maggior parte dei nuraghi venne abbandonata.
Ma non fu il caso di Su Nuraxi: gli scavi archeologici hanno dimostrato infatti che il sito rimase abitato fino al III secolo d.C.

I PROBLEMI DI DATAZIONE

Il periodo preciso della costruzione dei nuraghi è sempre stato tema di un ampio dibattito tra gli archeologi, anche perché i dati ottenuti con la datazione al carbonio 14 e con il metodo della stratigrafia non coincidono.
La principale caratteristica del complesso di Su Nuraxi è la sua massiccia torre centrale, costruita con grandi pietre a secco, cioè senza l’utilizzo di una malta legante.
Si tratta della torre più antica, dato che sembra risalire al secondo millennio prima di Cristo.
All’interno si aprono tre sale, poste ognuna a un livello differente e unite da una scala a spirale.
In origine la torre si elevava per più di 18 metri di altezza.
Le quattro torri laterali aggiunte successivamente sono collegate da un massiccio muro di pietra.
Sulla facciata sudest una stretta apertura a livello del suolo permetteva l’accesso al cortile delimitato dalle torri.
In seguito la porta fu chiusa definitivamente e per entrare nella cittadella occorreva fare uso di una scala o di qualche altro dispositivo controllabile dall’interno.
Successivamente le grosse mura subirono degli interventi di rinforzo e nello stesso periodo fu costruito un secondo recinto che circondava le case, semplici strutture in pietra, la maggior parte delle quali di dimensioni modeste e formate da un’unica stanza.
Solo una costituisce un’eccezione: si tratta di una casa con una camera più grande delle altre, con un diametro di sette metri, lungo il cui muro interno si sviluppa una panchina in pietra.
Gli archeologi ritengono che si tratti di una sala del consiglio, probabilmente associata a una qualche forma di gestione comunitaria del villaggio.
Dopo le devastazioni dell’insediamento da parte dei cartaginesi e lo smantellamento del sistema difensivo, furono realizzate nuove abitazioni, ma con un aspetto diverso rispetto alle precedenti a causa dell’impiego di pietre da costruzione
di dimensioni più ridotte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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NON E' PUBBLICITA'!
è solo la segnalazione di un disco storico
a) del 1963
b) del 1960
c) del 1970