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UN DISASTROSO TERREMOTO COLPÌ POMPEI E ALTRE CITTÀ
CAMPANE NEL 62 D.C. LA RICOSTRUZIONE NON ERA ANCORA ULTIMATA E ALCUNI
MONUMENTI ERANO ANCORA IN STATO DI ROVINA QUANDO, IL MATTINO DEL 24 AGOSTO
DEL 79 D.C., IL CONO VULCANICO DEL VESUVIO ESPLOSE CON TERRIBILE VIOLENZA,
RICOPRENDO DI CENERE E LAPILLI TUTTA LA ZONA CIRCOSTANTE.
Pompei fu sotterrata da uno spesso strato di cenere
vulcanica, mentre Ercolano scomparve sotto una coltre di fango e di detriti
vulcanici spessa diversi metri. Assieme a queste due città anche numerose
ville romane nei dintorni scomparvero sepolte dai materiali della terribile
eruzione.
LA STORIA DI DUE CITTA’
La città di Pompei, le cui origini risalgono al VI secolo a.C., passò
dopo fasi alterne sotto il definitivo controllo di Roma nell’80 a.C. come
colonia con il nome di Cornelia Veneria Pompeianorum. Ercolano, invece,
dovette sottomettersi con il titolo meno prestigioso di Municipium. Al
momento del loro passaggio nell’orbita dell’Impero Romano le due città
erano profondamente ellenizzate. La struttura urbana della primitiva Pompei
era costituita da un’arteria principale (cardo) attraversata da due decumani.
Fu durante il II e il I secoli a.C. che ebbe un grande impulso l’urbanizzazione
della città. Nelle costruzioni la pietra calcarea fu sostituita dal tufo.
Nella parte meridionale della città si edificarono anche un teatro (Teatro
Grande) e un foro triangolare con colonne attorno a un antico tempio dorico.
Più tardi si aggiunse un secondo foro rettangolare, circondato da templi
consacrati alle divinità dell’olimpo romano. Dopo la sua inclusione nei
confini dell’Impero Romano Pompei continuò ad arricchirsi di splendidi
edifici pubblici in pietra, come il grande anfiteatro, le terme del foro
e un odeon (il Piccolo Teatro), coperto e adibito soprattutto ad audizioni
musicali e a spettacoli di mimi. Alla fine del I secolo a.C. venne costruito
un acquedotto per portare le acque del Sarno nelle case, nelle terme e
nelle fonti pubbliche. Situata su un promontorio della costa tirrenica
alle pendici del Vesuvio, Ercolano, invece, era molto più piccola: l’area
racchiusa dalle mura era di circa 320 x 370 metri. Nel I secolo a.C. la
sua larga via principale, il decumano massimo, svolgeva la funzione del
foro. Nelle vicinanze si trovavano numerosi edifici pubblici, tra i quali
una basilica, un tempio dedicato a Ercole, un teatro e le terme. Nel centro
cittadino le abitazioni erano spaziose, con vista panoramica sul mare,
che all’epoca arrivava fino ai piedi dell’abitato. Esisteva inoltre una
zona sacra con i templi e le terme suburbane, mentre nei dintorni si trovavano
splendide ville, come la magnifica Villa dei Papiri. Nonostante la loro
vicinanza. Le due città avevano funzioni completamente diverse. Pompei
era un fiorente centro commerciale arricchitosi con gli scambi fluviali
che avvenivano lungo il fiume Sarno, tra la costa e l’interno della regione.
Posta sulla strada tra Cuma, Napoli e le regioni meridionali, era inoltre
al centro di una importante regione vinicola. Ercolano era invece una
città residenziale e di svago per i facoltosi cittadini romani della zona,
che ne apprezzavano la bellezza del paesaggio e la vicinanza al mare.
LE ROVINE DI ERCOLANO
Le rovine di Ercolano furono scoperte per caso durante la perforazione
di un pozzo nel 1709. I primi scavi ufficiali vennero promossi dai Borbone
e presero il via nel 1738 con il sistema dei cunicoli. A differenza di
Pompei, infatti, le rovine di Ercolano si trovano sommerse da un banco
tufaceo durissimo alto anche 8-10 metri. A ciò si deve aggiungere un’altra
difficoltà: gran parte della città antica è oggi coperta dalla nuova città
di Ercolano. Solo sette insule (gruppi di case delimitate da strade che
si incrociano ad angolo retto) sono attualmente aperte al pubblico. Tuttavia,
l’enorme strato di lava vulcanica ha fatto sì che i suoi edifici siano
giunti in un migliore stato di conservazione rispetto a quelli di Pompei.
Materiali organici, come legno, stoffe e cibo, si sono miracolosamente
conservati e molti piani superiori delle abitazioni sono giunti intatti
fino a noi. Tra gli edifici pubblici portati alla luce in buono stato
di conservazione ci sono la palestra, il cui accesso è delimitato da un
vestibolo con volta decorata, due complessi termali, uno dei quali di
grandi dimensioni e ricco di affreschi, il Collegio degli Augustali e
un teatro di tipo romano, in gran parte interrato e visitabile solo attraverso
i cunicoli. Le abitazioni sono caratterizzate da ampi spazi e da accurate
decorazioni, in particolare la cosiddetta Casa del Bicentenario, così
chiamata perché portata alla luce definitivamente nel 1938, esattamente
due secoli dopo i primi scavi. Non è da meno la Casa dei Cervi, con ampi
cortili e i due gruppi marmorei dei cervi assaliti dai cani. Numerose
sculture, mosaici e oggetti d’uso quotidiano, come i recipienti di vino,
si sono conservati pressoché intatti. La monumentale Villa dei Papiri,
situata appena fuori città, è ancora in fase di scavo e di studio (vi
sono stati rinvenuti 200 papiri). Scoperta con il sistema dei cunicoli,
occupa una vasta superficie, ma a cielo aperto ne è visibile solo una
piccola parte.
LE ROVINE DI POMPEI
Sebbene della sua esistenza si avessero notizie fin dal XVI secolo, i
primi lavori di scavo a Pompei iniziarono solo nel 1748. La diversa natura
dei sedimenti vulcanici che hanno coperto la città ha reso il lavoro molto
più semplice che a Ercolano. Da allora gli scavi sono continuati ininterrottamente
fino ai giorni nostri. Sono stati portati alla luce 44 ettari, pari a
due terzi della superficie complessiva. Il foro principale, che misura
142 x 48 metri, è fiancheggiato dalle fondazioni di imponenti edifici
dedicati al culto e pubblici come il Tempio di Apollo, il Tempio di Giove,
la Basilica e le terme. In prossimità si trova il foro triangolare, molto
più antico, vicino ai due teatri. La fama di Pompei si deve soprattutto
alla serie di edifici pubblici allineati lungo le strade ancora ben pavimentate.
La tipologia delle abitazioni va dalle case più semplici alle ville più
sfarzose. La configurazione più antica è la casa con atrio completamente
disposta verso il patio interno e di cui offre l’esempio più rappresentativo
la Casa del Chirurgo. In altre costruzioni si osserva un notevole influsso
ellenistico, che si manifesta nelle notevoli dimensioni, nelle decorazioni
con colonne e arcate e nelle grandi sale per uso conviviale. Dalla tipica
casa romana si passa ai palazzi, con numerose dipendenze riccamente decorate.
La Casa del Fauno e la Casa degli Amanti costituiscono dei magnifici esempi.
Oltre alle abitazioni, Pompei offre numerosi resti di edifici più o meno
legati alla sua vita commerciale, come negozi, magazzini, alberghi, case
di prostituzione… Ma la più straordinaria abitazione pompeiana è la Villa
dei Misteri, un’enorme costruzione appena fuori le mura della città che
è il risultato dei successivi ingrandimenti di una primitiva dimora signorile
sorta nella prima metà del II secolo a.C. Deve il suo nome ai sorprendenti
affreschi di una sala, che descrivono i riti iniziatici del culto di Dioniso.
La ricchezza dei graffiti che compaiono sui muri è un’altra caratteristica
di Pompei. Alcuni studiosi ritengono che fossero previste delle elezioni
nei giorni dell’eruzione e che per questo motivo le pareti si trovavano
ricoperte da numerosi slogan politici, oltre che da altre iscrizioni di
natura più personale. E tra queste non mancano naturalmente parole dal
significato osceno.
VILLA OPLONTIS A TORRE ANNUNZIATA
Vicino alla città commerciale e ai quartieri residenziali
di Torre Annunziata si trovano numerose ville romane, anch’esse distrutte
o sepolte dalla furia eruttiva del vulcano. Tra queste l’UNESCO ha voluto
includere nella Lista del Patrimonio dell’Umanità, con Pompei ed Ercolano,
anche la Villa Oplontis di Torre Annunziata. La villa, attribuita alla
famiglia di Poppea, la seconda moglie di Nerone, ha un pregevole porticato
che si apre su un giardino con una grande piscina con i bordi decorati
da statue, mentre all’interno si trova una serie di notevoli pitture parietali.
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Pompei - Anfiteatro

Pompei - Casa dei Vetti

Pompei - Casa dei Vetti

Pompei - Villa dei Misteri

Ercolano - Casa Sannitica

Ercolano - Villa dei papiri

Ercolano - sito archeologico

Ercolano - Terme suburbane

Torre Annunziata - Villa Oplontis
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