AREE ARCHEOLOGICHE DI POMPEI, ERCOLANO E TORRE ANNUNZIATA  
 

II MOTIVI DELLA SCELTA

LE IMPRESSIONANTI VESTIGIA DELLE CITTÀ DI POMPEI ED ERCOLANO, E DELLE VILLE VICINE, INGHIOTTITE DALL’ERUZIONE DEL VESUVIO DEL 79 D.C. COSTITUISCONO LA PIÙ COMPLETA TESTIMONIANZA DELLA SOCIETÀ E DELLA VITA QUOTIDIANA IN EPOCA ROMANA IN UN MOMENTO PRECISO DELLA STORIA. IN NESSUN’ALTRA PARTE DEL MONDO SI È MAI RINVENUTO QUALCOSA DI EQUIVALENTE, O CHE ABBIA PERMESSO DI REGALARE AI POSTERI UN QUADRO DI VITA COSÌ COMPLETO DI UNA CITTÀ COMMERCIALE E DI UNA RESIDENZIALE DELL’ANTICA ROMA.

PATRIMONIO DELL’UMANITÀ: DAL 1997

Per una visione ingrandita delle immagini, cliccare sulle immagini stesse



Panoramica di Pompei

UN DISASTROSO TERREMOTO COLPÌ POMPEI E ALTRE CITTÀ CAMPANE NEL 62 D.C. LA RICOSTRUZIONE NON ERA ANCORA ULTIMATA E ALCUNI MONUMENTI ERANO ANCORA IN STATO DI ROVINA QUANDO, IL MATTINO DEL 24 AGOSTO DEL 79 D.C., IL CONO VULCANICO DEL VESUVIO ESPLOSE CON TERRIBILE VIOLENZA, RICOPRENDO DI CENERE E LAPILLI TUTTA LA ZONA CIRCOSTANTE.

Pompei fu sotterrata da uno spesso strato di cenere vulcanica, mentre Ercolano scomparve sotto una coltre di fango e di detriti vulcanici spessa diversi metri. Assieme a queste due città anche numerose ville romane nei dintorni scomparvero sepolte dai materiali della terribile eruzione.

LA STORIA DI DUE CITTA’
La città di Pompei, le cui origini risalgono al VI secolo a.C., passò dopo fasi alterne sotto il definitivo controllo di Roma nell’80 a.C. come colonia con il nome di Cornelia Veneria Pompeianorum. Ercolano, invece, dovette sottomettersi con il titolo meno prestigioso di Municipium. Al momento del loro passaggio nell’orbita dell’Impero Romano le due città erano profondamente ellenizzate. La struttura urbana della primitiva Pompei era costituita da un’arteria principale (cardo) attraversata da due decumani. Fu durante il II e il I secoli a.C. che ebbe un grande impulso l’urbanizzazione della città. Nelle costruzioni la pietra calcarea fu sostituita dal tufo. Nella parte meridionale della città si edificarono anche un teatro (Teatro Grande) e un foro triangolare con colonne attorno a un antico tempio dorico. Più tardi si aggiunse un secondo foro rettangolare, circondato da templi consacrati alle divinità dell’olimpo romano. Dopo la sua inclusione nei confini dell’Impero Romano Pompei continuò ad arricchirsi di splendidi edifici pubblici in pietra, come il grande anfiteatro, le terme del foro e un odeon (il Piccolo Teatro), coperto e adibito soprattutto ad audizioni musicali e a spettacoli di mimi. Alla fine del I secolo a.C. venne costruito un acquedotto per portare le acque del Sarno nelle case, nelle terme e nelle fonti pubbliche. Situata su un promontorio della costa tirrenica alle pendici del Vesuvio, Ercolano, invece, era molto più piccola: l’area racchiusa dalle mura era di circa 320 x 370 metri. Nel I secolo a.C. la sua larga via principale, il decumano massimo, svolgeva la funzione del foro. Nelle vicinanze si trovavano numerosi edifici pubblici, tra i quali una basilica, un tempio dedicato a Ercole, un teatro e le terme. Nel centro cittadino le abitazioni erano spaziose, con vista panoramica sul mare, che all’epoca arrivava fino ai piedi dell’abitato. Esisteva inoltre una zona sacra con i templi e le terme suburbane, mentre nei dintorni si trovavano splendide ville, come la magnifica Villa dei Papiri. Nonostante la loro vicinanza. Le due città avevano funzioni completamente diverse. Pompei era un fiorente centro commerciale arricchitosi con gli scambi fluviali che avvenivano lungo il fiume Sarno, tra la costa e l’interno della regione. Posta sulla strada tra Cuma, Napoli e le regioni meridionali, era inoltre al centro di una importante regione vinicola. Ercolano era invece una città residenziale e di svago per i facoltosi cittadini romani della zona, che ne apprezzavano la bellezza del paesaggio e la vicinanza al mare.

LE ROVINE DI ERCOLANO
Le rovine di Ercolano furono scoperte per caso durante la perforazione di un pozzo nel 1709. I primi scavi ufficiali vennero promossi dai Borbone e presero il via nel 1738 con il sistema dei cunicoli. A differenza di Pompei, infatti, le rovine di Ercolano si trovano sommerse da un banco tufaceo durissimo alto anche 8-10 metri. A ciò si deve aggiungere un’altra difficoltà: gran parte della città antica è oggi coperta dalla nuova città di Ercolano. Solo sette insule (gruppi di case delimitate da strade che si incrociano ad angolo retto) sono attualmente aperte al pubblico. Tuttavia, l’enorme strato di lava vulcanica ha fatto sì che i suoi edifici siano giunti in un migliore stato di conservazione rispetto a quelli di Pompei. Materiali organici, come legno, stoffe e cibo, si sono miracolosamente conservati e molti piani superiori delle abitazioni sono giunti intatti fino a noi. Tra gli edifici pubblici portati alla luce in buono stato di conservazione ci sono la palestra, il cui accesso è delimitato da un vestibolo con volta decorata, due complessi termali, uno dei quali di grandi dimensioni e ricco di affreschi, il Collegio degli Augustali e un teatro di tipo romano, in gran parte interrato e visitabile solo attraverso i cunicoli. Le abitazioni sono caratterizzate da ampi spazi e da accurate decorazioni, in particolare la cosiddetta Casa del Bicentenario, così chiamata perché portata alla luce definitivamente nel 1938, esattamente due secoli dopo i primi scavi. Non è da meno la Casa dei Cervi, con ampi cortili e i due gruppi marmorei dei cervi assaliti dai cani. Numerose sculture, mosaici e oggetti d’uso quotidiano, come i recipienti di vino, si sono conservati pressoché intatti. La monumentale Villa dei Papiri, situata appena fuori città, è ancora in fase di scavo e di studio (vi sono stati rinvenuti 200 papiri). Scoperta con il sistema dei cunicoli, occupa una vasta superficie, ma a cielo aperto ne è visibile solo una piccola parte.

LE ROVINE DI POMPEI
Sebbene della sua esistenza si avessero notizie fin dal XVI secolo, i primi lavori di scavo a Pompei iniziarono solo nel 1748. La diversa natura dei sedimenti vulcanici che hanno coperto la città ha reso il lavoro molto più semplice che a Ercolano. Da allora gli scavi sono continuati ininterrottamente fino ai giorni nostri. Sono stati portati alla luce 44 ettari, pari a due terzi della superficie complessiva. Il foro principale, che misura 142 x 48 metri, è fiancheggiato dalle fondazioni di imponenti edifici dedicati al culto e pubblici come il Tempio di Apollo, il Tempio di Giove, la Basilica e le terme. In prossimità si trova il foro triangolare, molto più antico, vicino ai due teatri. La fama di Pompei si deve soprattutto alla serie di edifici pubblici allineati lungo le strade ancora ben pavimentate. La tipologia delle abitazioni va dalle case più semplici alle ville più sfarzose. La configurazione più antica è la casa con atrio completamente disposta verso il patio interno e di cui offre l’esempio più rappresentativo la Casa del Chirurgo. In altre costruzioni si osserva un notevole influsso ellenistico, che si manifesta nelle notevoli dimensioni, nelle decorazioni con colonne e arcate e nelle grandi sale per uso conviviale. Dalla tipica casa romana si passa ai palazzi, con numerose dipendenze riccamente decorate. La Casa del Fauno e la Casa degli Amanti costituiscono dei magnifici esempi. Oltre alle abitazioni, Pompei offre numerosi resti di edifici più o meno legati alla sua vita commerciale, come negozi, magazzini, alberghi, case di prostituzione… Ma la più straordinaria abitazione pompeiana è la Villa dei Misteri, un’enorme costruzione appena fuori le mura della città che è il risultato dei successivi ingrandimenti di una primitiva dimora signorile sorta nella prima metà del II secolo a.C. Deve il suo nome ai sorprendenti affreschi di una sala, che descrivono i riti iniziatici del culto di Dioniso. La ricchezza dei graffiti che compaiono sui muri è un’altra caratteristica di Pompei. Alcuni studiosi ritengono che fossero previste delle elezioni nei giorni dell’eruzione e che per questo motivo le pareti si trovavano ricoperte da numerosi slogan politici, oltre che da altre iscrizioni di natura più personale. E tra queste non mancano naturalmente parole dal significato osceno.

VILLA OPLONTIS A TORRE ANNUNZIATA

Vicino alla città commerciale e ai quartieri residenziali di Torre Annunziata si trovano numerose ville romane, anch’esse distrutte o sepolte dalla furia eruttiva del vulcano. Tra queste l’UNESCO ha voluto includere nella Lista del Patrimonio dell’Umanità, con Pompei ed Ercolano, anche la Villa Oplontis di Torre Annunziata. La villa, attribuita alla famiglia di Poppea, la seconda moglie di Nerone, ha un pregevole porticato che si apre su un giardino con una grande piscina con i bordi decorati da statue, mentre all’interno si trova una serie di notevoli pitture parietali.



Pompei - Anfiteatro

 



Pompei - Casa dei Vetti

 

Pompei - Casa dei Vetti

 

 

Pompei - Villa dei Misteri

 

 

Ercolano - Casa Sannitica

 

 

Ercolano - Villa dei papiri

 

 

Ercolano - sito archeologico

 

 

Ercolano - Terme suburbane

 

 

Torre Annunziata - Villa Oplontis

torna all'indice