AREA ARCHEOLOGICA DI AGRIGENTO  
 

II MOTIVI DELLA SCELTA

AGRIGENTO È STATA UNA DELLE MAGGIORI CITTÀ ANTICHE DI TUTTO IL BACINO MEDITERRANEO; I SUOI TEMPLI DORICI, CONSERVATISI FINO A OGGI, FORMANO UNO DEI PIÙ STRAORDINARI COMPLESSI MONUMENTALI DI ARTE E CULTURA GRECA.

PATRIMONIO DELL’UMANITÀ: DAL 1997

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GLI AGRIGENTINI MANGIANO E BEVONO COME SE DOVESSERO MORIRE DOMANI, MA COSTRUISCONO COME SE LA LORO VITA DOVESSE DURARE IN ETERNO”: SONO PAROLE DEL FILOSOFO EMPEDOCLE RIPORTATE DA DIOGENE LAERZIO. IN EPOCHE PIÙ RECENTI NUMEROSI STORICI, SCRITTORI E VIAGGIATORI HANNO LODATO LA BELLEZZA E LO SPLENDORE DI QUESTA ANTICA CITTÀ MEDITERRANEA. BASTO PENSARE A GOETHE, CHE NEL SUO VIAGGIO IN ITALIA SCRISSE PAGINE DI GRANDE INTENSITÀ EMOTIVA SULLE MERAVIGLIE NATURALI E ARCHITETTONICHE DELLA VALLE DEI TEMPLI.

I primi studi sistematici del luogo si devono ai Borbone e iniziarono nelgi ultimi anni del XVIII secolo sotto la tutela del principe di Torremuzza, a quel tempo incaricato della conservazione dei beni culturali siciliani. Nel 1786 si rialzarono le colonne del tempio di Hera Lacinia, mentre scavi e interventi si ebbero nell’Ottocento dopo la costituzione a Palermo, nel 1827, della Commissione di Antichità e Belle Arti per la Sicilia, con restauri parziali ai templi della Concordia e dei Dioscuri. Tuttavia, solo dopo la prima guerra mondiale hanno avuto inizio scavi sistematici e lavori di restauro e protezione, tuttora in corso sotto la direzione della Sovrintendenza alle Antichità di Agrigento. AKRAGAS Come vuole la tradizione, la fondazione della città graca di Akragas, sulla costa meridionale siciliana, avvenne attorno al 580 a.C. a opera di coloni rodio-cretesi provenienti da Gela. La documentazione archeologica ha dimostrato anche la presenza di uno stanziamento greco più antico, risalente al VII secolo a.C. Akragas era un tipico insediamento greco classico posto sul fianco di una collina del litorale, cosa che ne facilitò l’espansione a partire dall’acropoli originaria. Dalla colonizzazione del VI secolo a.C. la città prosperò rapidamente. Durante il regno del tiranno Falaride (570-554 a.C.) fu realizzata una cinta muraria difensiva destinata a rafforzare la protezione naturale già assicurata dalla posizione geografica. Sembra invece aver preceduto la fondazione della colonia il santuario dedicato alle divinità ctonie, o infere, situato appena al di là delle mura, all’estremità orientale del loro perimetro. Un secondo santuario dedicato a queste stesse divinità si trova attorno al cosiddetto Tempio dei Dioscuri, ossia all’angolo sudoccidentale dell’abitato urbano. L’espansionismo politico di Akragas toccò l’apogeo con il regno di Terone (488- 472 a.C.). Dopo la decisiva sconfitta inflitta ai Cartaginesi a Imera nel 480 a.C., Terone estese il suo dominio fino alle coste orientali e settentrionali della Sicilia. I grandi templi costruiti in quest’epoca sull’estremità meridionale della collina furono conseguenza sia della prosperità conosciuta allora dalla città sia del concomitante sviluppo culturale. Il più illustre cittadino di Akragas vissuto i questo periodo fu il grande filosofo e scienziato Empedocle.

UN LUOGO CONTESO
Malgrado la rivalità con Siracusa, verso la fine del V secolo a.C., Akregas di un breve periodo di tranquillità, al quale pose bruscamente fine nel 406 a.C. l’assedio e il saccheggio da parte dei Cartaginesi. Dalla decadenza e dal quasi totale abbandono, la città risorse grazie al siracusano Timolone, che la rifondò poco dopo la metà del IV secolo a.C. e consentì l’arrivo di nuovi coloni. Ma in breve la città divenne oggetto delle mire di Romani e Cartaginesi. Akragas finì in mano ai primi nel 262 a.C., ai Cartaginesi nel 255 a.C. e ancora ai Romani nel 210 a.C., che le diedero il nome di Agrigentum. Ebbe vita fiorente anche in età imperiale, ma decadde in epoca bizantina e venne occupata dagli Arabi nell’827. Questi tradussero il nome latino in Gergent, donde l’italiano Girgenti che indicò la città fino al 1927, qundo essa assunse il nome attuale.

LA CITTA’ ANTICA
La Valle dei Templi, nome con il quale è oggi indicata la zona archeologica, occupa la maggior parte dell’area costruita della città antica. I rilievi retrostanti ne definirono i limiti dell’espandione. E’ dominata a nord dalla collina di Girgenti e dalla Rupe Atenea. I limiti a est e a ovest sono rappresentati dai fiumi San Biagio e Sant’Anna, gli antichi Akragas e Hypsas. Il luogo dove sorgono i famosi templi si trova a sud, mentre più in basso un’ampia pianura si apre fino all’attuale centro balneare di San Leone, dove tra la fine dell’VIII secolo e gli inizi del VII a.C. si era già insediato un primo nucleo di coloni greci. Gli scavi archeologici hanno confermato che la disposizione della zona compresa tra l’acropoli e i templi risale al V secolo a.C. L’area residenziale si sviluppò secondo il tradizionale reticolato di Ippodamo da Mileto: sei direttrici principali in senso est-ovest (platéiai), tagliate perpendicolarmente da strade più strette in senso nord-sud (stenopòi). La creazione di un’area sacra risale alla seconda metà del VI secolo a.C., ma le vestigia più imponenti sono i templi costruiti a partire dal regno di Terone, consacrati a Eracle, Zeus Olimpio, Hera Lacinia, Vulcano e Concordia. Un’ampia stada collega questa zona sacra con i quartieri residenziali della città.

I TEMPLI DI AGRIGENTO
Del Tempio di Zeus Olimpio, lungo 113 metri e largo 56, si conservano solo le fondazioni e parte dell’altare principale. Era uno dei più imponenti templi ellenistici conosciuti e si caratterizzava per una serie di peculiarità assolutamente uniche. In luogo della peristasi presentava un muro articolato esternamente da 14 semicolonne e internamente da altrettanti pilastri addossati alla parete. La cella a cielo aperto aveva le pareti scandite da 12 pilastri a sezione quadrata. Infine, nella parte alta delle pareti esterne, tra una semicolonna e l’altra, vi erano i telamoni, colossali figure di giganti alti più di 7 metri rappresentati con le braccia piegate ai lati della testa, a reggere il peso della cornice. Il Tempio della Concordia – che deve il nome, del tutto erroneo, a un’iscrizione latina trovata nei dintorni – è, dopo il Partenone di Atene, il tempio dorico meglio conservato, grazie anche alla trasformazione in chiesa cristiana nel VI secolo d.C. E’ circondato da sei colonne in facciata e da tredici sui lati lunghi; conserva i frontoni e parte del fregio. Costruito nella seconda metà del V secolo a.C. il Tempio di Hera Lacinia sovrasta l’angolo sudorientale delle antiche mura, sul dirupo che scende verso il fiume San Biagio. Di questo tempio, nel quale si possono osservare le tracce lasciate dall’incendio provocato dal sacco cartaginese del 406 a.C., si conservano intatte le colonne del lato settentrionale con l’architrave. Il Tempio di Eracle è quello più antico (500-490 a.C.). Periptero esastilo, aveva quindici colonne sui lati lunghi, ma oggi si conserva solo la peristasi meridionale parzialmente rialzata nel 1924, con otto colonne. L’ultimo tempio da ricordare è quello cosiddetto dei Dioscuri, costruito verso la metà del V secolo a.C. al centro dell’area del Santuario delle divinità ctonie: fu ristrutturato nel 1836 assemblando materiale diverso e non sempre adatto.

ALTRI RESTI ARCHEOLOGICI
A questi straordinari monumenti greci occorre aggiungere le scoperte avvenute nel quartiere detto ellenistico-romano. Alcune abitazioni hanno conservato in buono stato pregevoli pavimenti a mosaico, databili fino al IV secolo d.C. La grande necropoli antica posta sul pendio e nella parte sud comprende numerose rombe di epoca pagana e cristiana. La sepoltura conosciuta come Tomba di Terone risale in realtà al preriodo romano ed è un tipico esempio di architettura funeraria. E’ costituita da un basamento cubico alto circa quattro metri, su cui è posto uno pseudotempietto con colonne ioniche angolari e porte cieche al centro di ogni lato. Resti di abitazioni del tipo a peristillo centrale, l’Ekklesiasterion (sede dell’assemblea popolare) e il Boulenterion (sede del senato), completano il superbo tesoro archeologico di Agrigento.

Tempio di Castore e Polluce

 

 

 

 

Tempio di Ercole

 

 

 

Tempio di Giunone

 

 

 

 

Tempio della Concordia

 

 

 

 

Tempio di Demetra

 

 

 

 

Tempio della Concordia

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