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IL CILENTO, OLTRE A COSTITUIRE UN
PAESAGGIO DI GRANDE IMPORTANZA NATURALISTICA E CULTURALE, RIFLETTE L’EVOLUZIONE
UMANA DALL’EPOCA PREISTORICA AL MEDIOEVO, COME TESTIMONIANO I DIVERSI
SITI ARCHEOLOGICI E GLI INSEDIAMENTI DISSEMINATI SIA IN PROSSIMITÀ DELLA
COSTA SIA NELL’INTERNO. TERRA DI FRONTIERA TRA LA MAGNA GRECIA E L’ETRURIA,
IL CILENTO CONSERVA LE VESTIGIA DI DUE GRANDI CITTÀ DELL’ANTICHITÀ: PAESTUM
E VELIA.
Il Parco Nazionale del Cilento, con
i siti archeologici di Paestum e Velia, si estende per circa 200.000 ettari.
Lungo la costa affacciata al Tirreno l’ambiente naturale ha caratteristiche
mediterranee, con splendide leccete e pinete e tratti ben conservati di
macchia mediterranea. La zona collinare offre splendidi scorci là dove
la tradizionale coltura dell’olivo si è armoniosamente fusa con il paesaggio.
Il tratto montuoso più significativo è quello dei Monti Alburni, che dominano
la Piana del Sele. Fra gli animali rari sono ancora presenti il lupo,
la lontra, il gatto selvatico, il falco pellegrino, il gheppio, lo sparviero
e il picchio nero.
ANTICHI INSEDIAMENTI UMANI
Sembra che l’area sia stata abitata per la prima volta più di 250.000
anni fa, nel Paleolitico inferiore, quando l’Homo erectus viveva nelle
grotte lungo la costa. Durante il Paleolitico medio si stabilì nella regione
l’Homo neanderthalensis, come dimostra il ritrovamento di diversi oggetti
risalenti al Musteriano. L’Homo sapiens fece la sua comparsa nel Paleolitico
superiore. Durante il Neolitico la fertilità del suolo e il clima favorevole
propiziarono lo sviluppo di un’agricoltura stanziale, con diversi insediamenti
in tutto il Cilento. Nell’età del Bronzo e in quella del Ferro si svilupparono
relazioni con i centri mediterranei di cultura micenea, mentre le popolazioni
locali cominciarono a raggrupparsi in organizzazioni di tipo protourbano.
I primi insediamenti greci in Campania risalgono all’VIII secolo a.C.:
i più antichi sono quelli di Pithekusa (Ischia), fondata verso il 770
a.C. e di Cuma, che risale al 750 a.C.
MERAVIGLIOSA PAESTUM
Poseidonia (Paestum), nella parte settentrionale del Cilento, fu fondata
dai Greci intorno al 650 a.C. sul luogo di un precedente insediamento
chiamato Phistu. Conquistata in seguito dai Lucani (V secolo a.C.), si
sottomise a Roma e fino alla fine dell’Impero fu uno dei porti più attivi
della zona. La riduzione dei traffici, causata dallo spostamento delle
vie commerciali, le incursioni saracene del X secolo e la malaria, presente
nelle zone acquitrinose circostanti, provocarono il declino definitivo
dell’insediamento. Nell’XI secolo Roberto il Guiscardo demolì numerosi
edifici per trasportare i materiali a Salerno (l’atrio della cattedrale
è formato da 27 colonne provenienti da Paestum). La città fu definitivamente
abbandonata nel 1580. Le mura, il foro romano e i tre templi ellenistici
allineati lungo il cardo maximus sono gli elementi di maggior spicco degli
scavi archeologici. Le importanti mura, lunghe più di cinque chilometri
e formate da grossi blocchi di pietra, sono un adattamento lucano e poi
romano di quelle originali greche. Sono interrotte da quattro porte (la
più importante è Porta Marina) e rinforzate da torrioni quadrangolati
e circolari. Il foro, costruito sulla sommità dell’agorà greca, ha forma
rettangolare ed è delimitato su tre lati da portici. Il complesso è circondato
da edifici pubblici come il bouleuterion (luogo di adunanza pubblica),
la curia (il palazzo di giustizia) e il macellum (il mercato coperto),
mentre nella parte nord si stagliano le quattro colonne della facciata
del Tempio Italico, eretto dai Romani nel 273 a.C.
SPLENDORE DORICO
I templi di Paestum dimostrano come il severo e poderoso stile dorico
abbia trovato in Campania una delle sue migliori espressioni. Il Tempio
di Hera, noto anche con il nome di “Basilica”, è il più antico (risale
infatti al VI secolo a.C.). E’ caratterizzato dalla presenza di un numero
di colonne dispari (nove) sui lati corti, invece delle tradizionali sei
o otto in uso nella Grecia classica. Il Tempio di Cerere, consacrato però
al culto di Atena, risale al 510 a.C. Fu restaurato dai Romani e trasformato
in chiesa in età bizantina. Il Tempio di Nettuno, anch’esso dedicato a
Hera, risale al 450 a.C. ed è il più grande e il meglio conservato, paragonabile
per bellezza al Partenone o al Tempio della Concordia di Agrigento. La
severità della costruzione è resa ancor più evidente dall’assenza di decorazioni
sulle metope e sui frontoni. La cella appare stretta e lunga, suddivisa
in tre navate da un doppio ordine di colonne sovrapposte.
LA TOMBA DEL TUFFATORE E ALTRI TESORI
Il Museo archeologico di Paestum accoglie 33 delle 36 metope che decoravano
il Tempio di Hera. Note anche come “metope del thesauròs”, costituiscono
il gruppo scultoreo più importante di tutta la Magna Grecia. Il museo
raccoglie anche fondamentali testimonianze pittoriche, tra cui la cosiddetta
“tomba del tuffatore”, l’unico lascito della pittura greca classica giunta
fino ai giorni nostri. E’ costituita da cinque lastre dipinte che raffigurano,
con sorprendente potere espressivo, un giovane tuffatore a grandezza naturale
e una scena di banchetto funebre. Risalenti al 480 a.C., si sono conservate
quasi intatte perché protette dall’esposizione ad aria e luce. Nel museo
sono esposti anche vasi dipinti nel IV secolo a.C. dai maesti giunti in
Magna Grecia in seguito alla decadenza dei laboratori dell’Attica. A Paestum
l’apogeo nella decorazione dei vasi fu raggiunto nella metà del IV secolo
a.C., grazie alla presenza di maestri quali Asteas e Python. La scuola
subì l’influenza della scenografia teatrale, che si manifestò nell’uso
del colore e nell’ordine delle composizioni.
FILOSOFIA E ARCHITETTURA
Fondata da coloni Focei nel 540 a.C. lungo la costa tirrenica della Lucania,
nel pressi della foce del fiume Alento, anche Elea (o Velia) divenne rapidamente
uno dei centri più influenti del mondo antico. La scuola filosofica eleatica
fu fondata da Senofane di Colofone ed ebbe tra i suoi più insigni seguaci
Parmenide e Zenone, entrambi nativi di Elea. All’interno del perimetro
della città, delimitato dai resti di imponenti mura di pietra, si trova
la meravigliosa Porta Rosa. Risalente al 350 a.C., è il più antico esempio
– e il meglio conservato – di architettura greca con arco a tutto sesto.
Le strade, attorno alle quali si possono osservare diverse vestigia di
età greca, sono ancora magnificamente pavimentate. Nell’acropoli, dominata
da una torre angioina, si trovano le fondamenta di un tempio e di costruzioni
civili ellenistiche.
LE STRADE DEL MEDIOEVO
Anche il Medioevo ha lasciato tracce indelebili sul paesaggio naturale
e umano del Cilento. In quel periodo sorsero numerosi castelli feudali
e fondazioni religiose. Gli insediamenti umani si localizzarono in zone
sopraelevate e lungo le vie di comunicazione romane, raggruppati intorno
a un castello, a una torre fortificata, al campanile di una chiesa o a
un monastero. Sicignano degli Alburni, all’estremità settentrionale del
Parco del Cilento, è un esempio tipico di questi insediamenti. Tra i complessi
religiosi medievali merita un cenno particolare la grandiosa Certosa di
San Lorenzo a Padula, una piccola località posta su un colle a dominio
del Vallo di Diano, l’ampio solco che delimita a est il Cilento. La costruzione
della Certosa, iniziata nel 1306, continuò fino alla fine del Settecento,
ciè poco meno di un secolo prima della sua chiusura, avvenuta nel 1866.
La facciata barocca è del 1718, mentre la chiesa abbaziale è di due secoli
più vecchia. La complessa struttura, con l’edificio principale dalla pianta
a forma di graticola in ricordo del martirio subito da San Lorenzo, i
chiostri, i cortili e il giardino, si estende su una superficie complessiva
di sei ettari..
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Paestum-Anfiteatro romano


Paestum-Tempio di Cerere

Paestum-Foro romano

Paestum-Tempio di Nettuno

Tempio di Hera

Tomba del tuffatore

Paestum-Basilica
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