IL CILENTO, PAESTUM E VELIA  
 

II MOTIVI DELLA SCELTA

AIL CILENTO CONSERVA ANCORA LA TRADIZIONALE ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO, LE VIE DI COMUNICAZIONE E IL MODELLO DI INSEDIAMENTO UMANO TIPICI DELLA MAGNA GRECIA, SUCCESSIVAMENTE SVILUPPATASI NEL CORSO DEL MEDIOEVO. LA NOTEVOLE IMPORTANZA NATURALISTICA E CULTURALE DEL LUOGO HA FATTO SÌ CHE IL CILENTO – GIÀ DICHIARATO RISERVA DELLA BIOSFERA DALL’UNESCO NEL 1997 – VENISSE DICHIARATO NEL 1998 PATRIMONIO DELL’UMANITÀ CULTURALE E NATURALE.

PATRIMONIO DELL’UMANITÀ: DAL 1998

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IL CILENTO, OLTRE A COSTITUIRE UN PAESAGGIO DI GRANDE IMPORTANZA NATURALISTICA E CULTURALE, RIFLETTE L’EVOLUZIONE UMANA DALL’EPOCA PREISTORICA AL MEDIOEVO, COME TESTIMONIANO I DIVERSI SITI ARCHEOLOGICI E GLI INSEDIAMENTI DISSEMINATI SIA IN PROSSIMITÀ DELLA COSTA SIA NELL’INTERNO. TERRA DI FRONTIERA TRA LA MAGNA GRECIA E L’ETRURIA, IL CILENTO CONSERVA LE VESTIGIA DI DUE GRANDI CITTÀ DELL’ANTICHITÀ: PAESTUM E VELIA.

Il Parco Nazionale del Cilento, con i siti archeologici di Paestum e Velia, si estende per circa 200.000 ettari. Lungo la costa affacciata al Tirreno l’ambiente naturale ha caratteristiche mediterranee, con splendide leccete e pinete e tratti ben conservati di macchia mediterranea. La zona collinare offre splendidi scorci là dove la tradizionale coltura dell’olivo si è armoniosamente fusa con il paesaggio. Il tratto montuoso più significativo è quello dei Monti Alburni, che dominano la Piana del Sele. Fra gli animali rari sono ancora presenti il lupo, la lontra, il gatto selvatico, il falco pellegrino, il gheppio, lo sparviero e il picchio nero.

ANTICHI INSEDIAMENTI UMANI
Sembra che l’area sia stata abitata per la prima volta più di 250.000 anni fa, nel Paleolitico inferiore, quando l’Homo erectus viveva nelle grotte lungo la costa. Durante il Paleolitico medio si stabilì nella regione l’Homo neanderthalensis, come dimostra il ritrovamento di diversi oggetti risalenti al Musteriano. L’Homo sapiens fece la sua comparsa nel Paleolitico superiore. Durante il Neolitico la fertilità del suolo e il clima favorevole propiziarono lo sviluppo di un’agricoltura stanziale, con diversi insediamenti in tutto il Cilento. Nell’età del Bronzo e in quella del Ferro si svilupparono relazioni con i centri mediterranei di cultura micenea, mentre le popolazioni locali cominciarono a raggrupparsi in organizzazioni di tipo protourbano. I primi insediamenti greci in Campania risalgono all’VIII secolo a.C.: i più antichi sono quelli di Pithekusa (Ischia), fondata verso il 770 a.C. e di Cuma, che risale al 750 a.C.

MERAVIGLIOSA PAESTUM
Poseidonia (Paestum), nella parte settentrionale del Cilento, fu fondata dai Greci intorno al 650 a.C. sul luogo di un precedente insediamento chiamato Phistu. Conquistata in seguito dai Lucani (V secolo a.C.), si sottomise a Roma e fino alla fine dell’Impero fu uno dei porti più attivi della zona. La riduzione dei traffici, causata dallo spostamento delle vie commerciali, le incursioni saracene del X secolo e la malaria, presente nelle zone acquitrinose circostanti, provocarono il declino definitivo dell’insediamento. Nell’XI secolo Roberto il Guiscardo demolì numerosi edifici per trasportare i materiali a Salerno (l’atrio della cattedrale è formato da 27 colonne provenienti da Paestum). La città fu definitivamente abbandonata nel 1580. Le mura, il foro romano e i tre templi ellenistici allineati lungo il cardo maximus sono gli elementi di maggior spicco degli scavi archeologici. Le importanti mura, lunghe più di cinque chilometri e formate da grossi blocchi di pietra, sono un adattamento lucano e poi romano di quelle originali greche. Sono interrotte da quattro porte (la più importante è Porta Marina) e rinforzate da torrioni quadrangolati e circolari. Il foro, costruito sulla sommità dell’agorà greca, ha forma rettangolare ed è delimitato su tre lati da portici. Il complesso è circondato da edifici pubblici come il bouleuterion (luogo di adunanza pubblica), la curia (il palazzo di giustizia) e il macellum (il mercato coperto), mentre nella parte nord si stagliano le quattro colonne della facciata del Tempio Italico, eretto dai Romani nel 273 a.C.

SPLENDORE DORICO
I templi di Paestum dimostrano come il severo e poderoso stile dorico abbia trovato in Campania una delle sue migliori espressioni. Il Tempio di Hera, noto anche con il nome di “Basilica”, è il più antico (risale infatti al VI secolo a.C.). E’ caratterizzato dalla presenza di un numero di colonne dispari (nove) sui lati corti, invece delle tradizionali sei o otto in uso nella Grecia classica. Il Tempio di Cerere, consacrato però al culto di Atena, risale al 510 a.C. Fu restaurato dai Romani e trasformato in chiesa in età bizantina. Il Tempio di Nettuno, anch’esso dedicato a Hera, risale al 450 a.C. ed è il più grande e il meglio conservato, paragonabile per bellezza al Partenone o al Tempio della Concordia di Agrigento. La severità della costruzione è resa ancor più evidente dall’assenza di decorazioni sulle metope e sui frontoni. La cella appare stretta e lunga, suddivisa in tre navate da un doppio ordine di colonne sovrapposte.

LA TOMBA DEL TUFFATORE E ALTRI TESORI
Il Museo archeologico di Paestum accoglie 33 delle 36 metope che decoravano il Tempio di Hera. Note anche come “metope del thesauròs”, costituiscono il gruppo scultoreo più importante di tutta la Magna Grecia. Il museo raccoglie anche fondamentali testimonianze pittoriche, tra cui la cosiddetta “tomba del tuffatore”, l’unico lascito della pittura greca classica giunta fino ai giorni nostri. E’ costituita da cinque lastre dipinte che raffigurano, con sorprendente potere espressivo, un giovane tuffatore a grandezza naturale e una scena di banchetto funebre. Risalenti al 480 a.C., si sono conservate quasi intatte perché protette dall’esposizione ad aria e luce. Nel museo sono esposti anche vasi dipinti nel IV secolo a.C. dai maesti giunti in Magna Grecia in seguito alla decadenza dei laboratori dell’Attica. A Paestum l’apogeo nella decorazione dei vasi fu raggiunto nella metà del IV secolo a.C., grazie alla presenza di maestri quali Asteas e Python. La scuola subì l’influenza della scenografia teatrale, che si manifestò nell’uso del colore e nell’ordine delle composizioni.

FILOSOFIA E ARCHITETTURA
Fondata da coloni Focei nel 540 a.C. lungo la costa tirrenica della Lucania, nel pressi della foce del fiume Alento, anche Elea (o Velia) divenne rapidamente uno dei centri più influenti del mondo antico. La scuola filosofica eleatica fu fondata da Senofane di Colofone ed ebbe tra i suoi più insigni seguaci Parmenide e Zenone, entrambi nativi di Elea. All’interno del perimetro della città, delimitato dai resti di imponenti mura di pietra, si trova la meravigliosa Porta Rosa. Risalente al 350 a.C., è il più antico esempio – e il meglio conservato – di architettura greca con arco a tutto sesto. Le strade, attorno alle quali si possono osservare diverse vestigia di età greca, sono ancora magnificamente pavimentate. Nell’acropoli, dominata da una torre angioina, si trovano le fondamenta di un tempio e di costruzioni civili ellenistiche.

LE STRADE DEL MEDIOEVO
Anche il Medioevo ha lasciato tracce indelebili sul paesaggio naturale e umano del Cilento. In quel periodo sorsero numerosi castelli feudali e fondazioni religiose. Gli insediamenti umani si localizzarono in zone sopraelevate e lungo le vie di comunicazione romane, raggruppati intorno a un castello, a una torre fortificata, al campanile di una chiesa o a un monastero. Sicignano degli Alburni, all’estremità settentrionale del Parco del Cilento, è un esempio tipico di questi insediamenti. Tra i complessi religiosi medievali merita un cenno particolare la grandiosa Certosa di San Lorenzo a Padula, una piccola località posta su un colle a dominio del Vallo di Diano, l’ampio solco che delimita a est il Cilento. La costruzione della Certosa, iniziata nel 1306, continuò fino alla fine del Settecento, ciè poco meno di un secolo prima della sua chiusura, avvenuta nel 1866. La facciata barocca è del 1718, mentre la chiesa abbaziale è di due secoli più vecchia. La complessa struttura, con l’edificio principale dalla pianta a forma di graticola in ricordo del martirio subito da San Lorenzo, i chiostri, i cortili e il giardino, si estende su una superficie complessiva di sei ettari.
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Paestum-Anfiteatro romano

 

 

 

 

Paestum-Tempio di Cerere

 

 

Paestum-Foro romano

 

 

 

 

Paestum-Tempio di Nettuno

 

 

 

 

Tempio di Hera

 

 

 

 

Tomba del tuffatore

 

 

Paestum-Basilica

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