|
AQUILEIA FU UNA DELLE CITTÀ PIÙ RICCHE
DELL’IMPERO ROMANO: MOLTE VESTIGIA DI QUEL PERIODO SONO STATE PORTATE
ALLA LUCE, MENTRE ALTRE ASPETTANO ANCORA DI ESSERE SCOPERTE E AMMIRATE.
IN EPOCA PALEOCRISTIANA FU EDIFICATA LA BASILICA PATRIARCALE, ANTICO CENTRO
DI IRRADIAZIONE DEL CRISTIANESIMO VERSO GRAN PARTE DELL’EUROPA CENTRALE,
CHE CONSERVA INTATTO UN PAVIMENTO IN MOSAICO DEL IV SECOLO DI ENORME VALORE
ARTISTICO.
Aquileia fu fondata nel 181 a.C. come
colonia romana di fronte alla Laguna di Grado, e nove chilometri dal Mare
Adriatico, presso la foce, allora navigabile e oggi quasi completamente
insabbiata, dell’antico corso del fiume Natisone. L’Impero Romano la utilizzò
in seguito come base per la sua flotta in Adriatico, mentre, per la sua
posizione di passaggio obbligato tra le Alpi Giulie e le regioni orientali,
Marco Aurelio ne fece anche un importante presidio militare. Al valore
strategico e politico del castrum presto si aggiunse la notevole prosperità
dovuta ai commerci con l’Europa settentrionale e meridionale e con l’area
mediterranea. Tale prosperità valse ad Aquileia l’appellativo di “seconda
Roma”.
DA MUNICIPIUM A PATRIARCATO
Nel 90 a.C. Aquileia fu elevata al rango di Municipium e i suoi abitanti,
che all’epoca erano già più di 200.000, ottennero la cittadinanza romana.
La città andò incontro a un periodo di notevole prosperità, che si manifestò
nella realizzazione di grandiosi monumenti pubblici e di sontuose residenze
private. Aquileia era un vero emporio marittimo e commerciale, con relazioni
economiche che si estendevano fino ai confini del mondo allora conosciuto.
Distrutta nel 452 dopo tre mesi di assedio, fu abbandonata da gran parte
dei suoi abitanti. Passata sotto il dominio bizantino, con l’arrivo dei
Longobardi (568) entrò a far parte del Ducato del Friuli. Ebbe un nuovo
periodo di grande fioritura quando divenne la capitale dello Stato Patriarcale
(istituito da Enrico IV nel 1077), finché questo non cadde per mano della
Repubblica di Venezia.
LA CITTA’ ROMANA
Gran parte della città romana, su cui è sorta quella moderna e si estendono
i campi coltivati della periferia, non è stata ancora del tutto esplorata.
Gli scavi, iniziati nel XIX secolo, hanno portato alla luce una parte
del foro e del palazzo di giustizia, il mercato, un complesso termale
e due insediamenti residenziali. All’esterno della città sono stati scoperti
una necropoli, un anfiteatro e un circo. Più in là si incontrano le installazioni
portuali, i magazzini e i terrapieni allineati lungo la riva del fiume.
MOSAICI PAVIMENTALI
La grandiosa Basilica di Aquileia è una ricostruzione in forme romaniche
sui resti di una preesistente chiesa, la più antica domus ecclesiae dell’Italia
settentrionale, voluta dal vescovo Teodoro negli anni immediatamente successivi
all’Editto di Milano (313 d.C.), con il quale l’imperatore Costantino
inaugurò una politica di tolleranza nei confronti del cristianesimo. Teodoro
fece edificare le tre ali principali, che però presto si rivelarono insufficienti
per accogliere i numerosi fedeli. Nel 345 l’ala settentrionale fu rimpiazzata
da diverse dipendenze, che furono distrutte insieme a tutto l’edificio
dalle orde di Attila. Nel IX secolo il vescovo Massenzio, con l’appoggio
finanziario di Carlo Magno, iniziò la costruzione della nuova Basilica,
che verrà ultimata – dopo aver sofferto i danni dell’invasione magiara
e di un terremoto – dal patriarca Poppone nel 1031. La chiesa presenta
una disposizione cruciforme, a tre navate su colonne, con transetto e
alto presbiterio. Lo stile è essenzialmente romanico, con rimaneggiamenti
posteriori (XIV secolo) in forme gotiche. All’interno risalta la decorazione
musiva del pavimento (risalente alla Basilica teodoriana), la cui qualità
è paragonabile a quella dei mosaici ravennati. La tematica dei soggetti
rappresentati è molto varia. Tra le raffigurazioni riveste un particolare
interesse la scena della lotta tra un gallo, simbolo della luce e del
cristianesimo, e una tartaruga, evocazione dell’oscurità e del paganesimo.
CRIPTE E AFFRESCHI
Nella cripta della Basilica si può ammirare un importante complesso di
affreschi romanici del XII secolo. Al di sopra della cripta si trovano
la tribuna del presbiterio, opera rinascimentale di Bernardino da Bissone,
e l’altare maggiore, realizzato dai fratelli Sebastiano e Antonio da Osteno
(1498). L’arco absidale posto sopra l’altare maggiore è decorato con affreschi
dell’XI secolo, venuti alla luce nel 1896. Vi sono rappresentati la Vergine
con Gesù Bambino, santi e martiri, membri della famiglia imperiale e il
patriarca Poppone. Nell’abside di destra si trova la bella cappella di
San Pietro, con affreschi del IV secolo. Nel coro si conservano due pregevoli
tabernacoli, opera di Bernardino da Bissone (XV secolo). Immediatamente
a sinistra dell’ingresso principale della chiesa un passaggio conduce
alla cosiddetta “cripta degli scavi”, dove si possono ammirare, oltre
a una serie di splendidi mosaici, i resti delle precedenti basiliche paleocristiane
e di una casa di epoca romana. La facciata principale della Basilica è
protetta da un portico edificato dal vescovo Massenzio nel IX secolo,
attraverso il quale si accede al Battistero. Entrambi furono realizzati
con elementi ricavati da precedenti costruzioni. Il campanile, eretto
nell’XI secolo, conserva ancora le fattezze originarie. Massiccio, alto
73 metri, è stato costruito anch’esso con materiale di reimpiego proveniente
dal vicino anfiteatro romano. Attraversando le rovine dell’antico porto
fluviale si incontra una seconda Basilica, che attualmente ospita il Museo
paleocristiano.
|


Porto


Sepolcreto


Ratto di Europa

Tempio di Giove



Basilica

|