Una caratteristica comune alle ultime generazioni
di jazzisti è la motevole tecnica,
cui fa da contrappeso una ridotta creatività:
in questo senso Marsalis ne è il più bel esempio.
Tecnicamente perfetto, una sonorità cristallina,
intonazione sempre a posto, fraseggio fluido.
E poi?...
E' partito come l'erede di Miles Davis anni 60
e poi è sempre più andato all'indietro nel tempo,
in un tentativo lodevole di recupero del passato,
fatto, ahimè in modo estetizzante
e sostanzialmente reazionario.
I suoi dischi sono deliziosi e potrebbero essere datati
1930, 1950 o 1960 indifferentemente.
Può piacere molto, poco o fare incazzare.
Secondo i gusti o i momenti.