Il trombettista di transizione,
colui che rielaborando il linguaggio di Armstrong
ci ha portato verso Dizzy Gillespie.
Soprannominato "Little Jazz" per la sua scarsa statura,
era una miniera inesauribile di energia e swing.
Aggressivo, agile, avventuroso,
ha spesse volte gettato il cuore oltre l'ostacolo
in maniera molto avventurosa, ma ne è uscito sempre
in piedi.
Come molti musicisti di transizione,
è sparito nella semplificazione della storia del jazz,
che tende sempre a ricordare i capiscuola
ma che troppo spesso dimentica le grandi figure di transizione,
(come se il nuovo nascesse dal nulla!) .