Gil Evans (1912-1988)




Prezioso costruttore di tavolozze cangianti, fin dai
tempi della sua esperienza con Claude Thornhill,
è stato a lungo apprezzato da una piccola cerchia
di appasionati.
Questo anche dopo la fortunata sequenza delle
incisioni con Miles Davis.
Inquieto sperimentatore non ha mai concesso
molto al pubblico.
Ad un certo punto però le cose sono cambiate:
è cambiato l'attegiamento di Gil verso il pubblico
(ora più aperto all'elettrico ed alla fusion)
e del pubblico verso Gil.
Negli ultimi anni la sua orchestra, sempre più libera,
e qualche volta troppo, ci ha servito squisitezze
incredibili, assieme a caotici ensemble, con un gioco
di equilibrismi di alta scuola.

 

Out of the Cool (1960) Impulse

14 bravissimi musicisti non notissimi per un disco di gran classe.

The Individualism of Gil Evans (1963-64) Verve

Wayne Shorter, il trombonista Jimmy Cleveland, il trombettista Johnny Coles e Kenny Burrell sono tra i maggiori solisti di questo ottimo album.

Gil Evans' Orchestra Plays the Music of Jimi Hendrix (1974) Rca

Un diluvio di musica, suoni e rumori. Gil Evans usa il rock per fare Jazz...forse.
Consigliabile. .

Priestess (1977) Antilles

Ottima seduta, grandi musicisti, disco di difficile reperimento.

Guitar Forms ( Kenny Burrell) (1965)- Verve

Un disco minore che però si segnala per l'accuratezza
con cui Evans costruisce attorno a Kenny Burrell un tessuto sonoro sontuoso, con pochi mezzi.

 

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