Jimmy GIUFFRE (1921)




Considerato all'inizio più per le sua capacità di scrittura 
(Four brothers, per Woody Herman fu il successo
più clamoroso) che per le sue capacità solistiche
(troppo pallido al tenore, troppo intimista al clarinetto)
Giuffrè si impone gradualmente come uno sperimentatore
assai importante, in un'area che è stata definita jazz da camera
e che ha anticipato di 30-40 anni certo jazz attuale
(vedi ad esempio la filosofia ECM).
Impegnato in una ricerca verso l'essenziale, sfronda
tutto l'eccesso ritmico implicito nel jazz,
arrivando all'eliminazione della ritmica nei suoi gruppi
ed affermando il concetto di "ritmo implicito".
Sperimenta un free jazz cameristico e per nulla
"rumoroso" in controtendenza con tutto il jazz del momento
(con in testa forse precedenti prove di Lenny Tristano).
Non ha mai smesso di cercare nuove soluzioni
sonore, sempre per piccoli gruppi, ed ha lasciato
delle opere essenziali, sebbene al momento della loro
produzione siano state quasi sempre emarginate,
anche per una sua totale impermeabilità nei confronti delle mode.
   
         

 

The Jimmy Giuffre Clarinet 1956 - Savoy oppure Collectables Jazz Classics

Diverse formazioni cool per il clarinetto vellutato ed intimista di giuffre. Il brano So low è un assolo accompagnato dal battito del piede..

LWestern Suite (1958) Atlantic

Jazz da camera con un trio senza ritmica: Bob Brookmeyer - Trombone, Jim Hall - chitarra. Giuffreal clarinetto ed a tutta la gamma dei sax

1961 ECM

Ristampa (unica nella filosofia ECM) dei 2 dischi Verve Fusion and Thesis. Con Paul Bley. e Steve Swallow.
Jazz d'avanguardia che si sarebbe risentito 20 dopo proprio dagli artisti ECM!
.

Dragonfly (1983) Soul Note

LDopo sparizioni e riapparizioni furtive, un rientro clamoroso perchè prevede l'uso di sonorità elettriche.
Spiazzante .

Conversations With a Goose (1996) Soul Note

Nuova reunion con Bley e Swallow. Grande musica ma sono altri tempi.

 

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