Benny Goodman (1909-1986)




Primo grande leader di orchestra ad avere un successo
travolgente (anche se molti arrangiamenti provenivano
dall'orchstra di Fletcher Henderson), purissimo
virtuoso del clarinetto, Benny Goodman rappresenta bene
il jazz vincente degli anni 30-40: swing, arrangiamenti
perfetti, solisti scatenati, un po' di saccarina ogni tanto...
ed un rassicurante leader bianco a guidare la corsa.
Con le orchestre di Ellington e Basie sulla piazza, la numero
uno era la sua!
Tutta la critica jazz militante nera l'ha sempre considerato
un usurpatore ed è stato per anni trattato con sufficienza;
un esame più attento della sua opera non più che far rilevare
la precisione e il drive della grande orchestra,
la leggerezza e grazia (oltre ad uno swing garantito da Hampton, Krupa
Wilson, Christian) dei piccoli gruppi, nonchè la tecnica prodigiosa
del solista.
Forse non è stato mai il re del jazz (com'era chiamato) ma
non era certo l'ultimo arrivato.

 

Sing, Sing, Sing (1935-39) Bluebird

Per iniziare una bella antologia del periodo Rca.

Original Benny Goodman Trio and Quartet Sessions, Vol. 1: After You've Gone (1935-35) Bluebird

Il primo gruppo interrazziale ad apparire in scena:
un jazz quasi da camera pieno però di swing. Con
Lionel Hampton, Gene Krupa e Teddy Wilson.

Live at Carnegie Hall: 1938 Complete Columbia Legacy

Uno dei più importanti live della storia del jazz.
Un momento magico per l'incoronazione di Goodman
come re del jazz. Solisticome Harry Carney, Freddie Green, Buck Clayton e Gene Krupa. .

Undercurrent Blues (1947) Blue Notes

Nel periodo del be-bop, Benny cerca di rinnovarsi nello stile con curiosi risultati. Tornerà presto allo swing.

B.G. World Wide: Bangkok, 1956/Basel, 1959/Santiago, 1961/Berlin - TCB

Un cofanetto di 4 cd che documentano il Goodman del dopoguerra: solista immacolato, ottimi musicisti,
orchestra scattante. Tutto ok solo che sono cambiati i tempi...

 

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