Primo grande leader di orchestra ad avere un successo
travolgente (anche se molti arrangiamenti provenivano
dall'orchstra di Fletcher Henderson), purissimo
virtuoso del clarinetto, Benny Goodman rappresenta bene
il jazz vincente degli anni 30-40: swing, arrangiamenti
perfetti, solisti scatenati, un po' di saccarina ogni tanto...
ed un rassicurante leader bianco a guidare la corsa.
Con le orchestre di Ellington e Basie sulla piazza, la numero
uno era la sua!
Tutta la critica jazz militante nera l'ha sempre considerato
un usurpatore ed è stato per anni trattato con sufficienza;
un esame più attento della sua opera non più che far rilevare
la precisione e il drive della grande orchestra,
la leggerezza e grazia (oltre ad uno swing garantito da Hampton, Krupa
Wilson, Christian) dei piccoli gruppi, nonchè la tecnica prodigiosa
del solista.
Forse non è stato mai il re del jazz (com'era chiamato) ma
non era certo l'ultimo arrivato.