Steve LACY (1934)




Il terzo tra i grandi soprani (Sidney Bechet e John Coltrane sono gli altri due),
inizia in una band dixieland per passare in breve tempo all'avanguardia,
diventando un guro del free.
Grande strumentista, alle ricerca delle possibilità più estreme dello strumento,
si dimostra uno dei musicisti più integri e meno propensi al compromesso.
Una lunga carriera sempre ai margini del jazz lo ha proiettato in
prospettiva al centro dell'interesse degli appassionati della musica più intensa
e ricercata.
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Reflections: Steve Lacy Plays Thelonious Monk (1958) New Jazz/OJC

Lacy ha rivisitato Monk in tutti i periodi della sua carrier. Questo è il primo omaggio, forse il migliore. Con Elvin Jones, Mal Waldron e Buell Neidlinger.

Forest and the Zoo (1966) Calibre

Un disco famoso perchè nato da un avventuroso tour in Argentina con Enrico Rava, Johnny Dyani e Louis Moholo. lacy è già dentro totalmente al free jazz.

Axieme (1975) Red

Un album solo. Negli anni 70 Lacy suonava spesso da olo in una continua esplorazione dello strumento e delle microvariazioni della melodia. Difficile ma interessante.

Revenue (1993) soul Note

Un sestetto con un approccio meno eccentrico del solito. Musica molto solida ed avvincente.


Paris Blues (1987) Sunnyside

NLacy ha lavorato spesso nell'orchestra di Gil. Ora si trovano in duo e Gil al piano è più accompagnatore che solita. La parte del leone spetta quindi a Steve che se la cave egregiamente..

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