Steve TURRE (1948)




Perchè scegliere Steve Turre, come ultima voce dei trombonisti, e non Ray Anderson, 
Curtis Fuller, Bill Watrous, Robin Eubanks o George Lewis?
Sopratutto gli ultimi due sono tecnicamente bravissimi!
Perchè Turre, oltre ad essere un ottimo strumentista (su questo non ci piove),
ha saputo presentarsi come un coerente musicista di modern mainstream,
senza grosse concessioni al gusto più plateale e senza troppe astruserie intellettualistiche
(l'unica sua civetteria è quella di suonare - bene - le conchiglie marine).
Ha lavorato con i maggiori musicisti: Art Blakey,Thad Jones-Mel Lewis Orchestra,
Woody Shaw, Rahsaan Roland Kirk, McCoy Tyner, Dexter Gordon,
Slide Hampton, Tito Puente e la Dizzy Gillespie's United Nations Orchestra.


jazz su youtube
Phil Wilson (primo assolo),
Steve Turre (secondo assolo),
Delfayo Marsalis (assolo tagliato)

 

Fire and Ice (1988) Stash

Un disco molto piacevole, con sonorità inconsuete: una grande ritmica ed un quartetto d'archi di supporto.

Rhythm Within (1995) Verve
Ottima sessione, ottimi musicisti (i trombonisti Britt Woodman, Frank Lacy e Robin Eubanks, più Pharoah Sanders e Herbie Hancock).

Steve Turre (1996) Verve

Il biglietto da visita di Turre, Impeccabile ed emozionante.
.

TNT (Trombone-N-Tenor) (2001) Telarc

Un altro bel disco con ospiti importanti, basato sul dialogo sax e trombone.
James Carter, Dewey Redman e David Sanchez sono ottimi interlocutori,
ma forse tutti pensano solo a far bella figura ed il disco si riduce ad una sequenza di grandi assoli.

Torna al menu