Sicurezza

La sicurezza è uno degli argomenti più discussi, controversi ed analizzati negli ultimi anni. Questo problema può fa vincere o perdere le elezioni in tutti i paesi occidentali. E' pertanto interessante chiedersi cosa si intende per sicurezza. Provatevi a dare delle definizioni:
Vivere tranquilli nelle città senza la paura di essere aggrediti
Vivere tranquilli in casa propria senza temere furti o rapine
Vivere tranquilli in una nazione dalle istituzioni stabili
Vivere in un mondo senza l'incubo delle guerre
Vivere in un mondo senza l'incubo del disastro ecologico
Vivere in un mondo senza l'incubo dell'AIDS
Vivere in un mondo senza l'incubo della fame
Avere un lavoro sicuro o in alternativa
Avere la sicurezza di trovare lavoro
Avere la sicurezza sul lavoro
Avere un futuro sicuro
Avere un futuro sicuro come lavoratore
Avere un futuro sicuro come pensionato
Vedere un futuro più sicuro per i propri figli
E così via...
Come si vede, si passa da temi e paure strettamente legate al privato di ognuno di noi, per passare a dei temi più universali e morali (e/o politici).
Certamente le paure diventano più grosse man mano che ci si avvicina alla nostra sfera personale e quindi, di solito, ci preoccupiamo più di uno scippo sotto casa che di un disastro ecologico in un paese lontano.
Forse perché sentiamo più incombenti le piccole disavventure che ci circondano, forse perché pensiamo di poter intervenire più su queste che sulle altre che coinvolgono problematiche planetarie.
Il problema è complesso perché non abbiamo più mura medioevali che ci possono difendere dalle invasioni: il pericolo è dentro le mura stesse, non c'è un "dentro" sicuro in contrapposizione con un "fuori" pericoloso.
Tutto si sfuma, si complica e ci rende insicuri.
Ci chiudiamo in casa per difenderci dalla malavita straniera e ci accorgiamo che la famiglia stessa può essere la prima fonte di pericolo.
La paranoia è in agguato e ci sono già quelli pronti a sfruttare a loro favore questa situazione. Cosa fare.
La prima cosa da fare è rendersi conto di com'è la situazione "reale". Valutare quanta di quella paura nasconda altre paure. Cercare di scindere paure inconsce da paure più oggettivamente definibili .
Bisogna raffreddare l'argomento. Non prendere decisioni "a caldo", non farsi prendere dal panico.
Il mondo cambia troppo in fretta e questo genera insicurezza. Dobbiamo cercare di convivere con questa insicurezza, facendoci una ragione dei cambiamenti, cercando di capirli, eventualmente lottando per condizionarli, mai subendoli come una catastrofe ineluttabile.
Anche l'informazione finisce per diventare ansiogena; un po' perché in un mondo complesso e assai caotico più notizie si ricevono e più scossoni si subiscono, un po' perché la notizia deve essere venduta e quindi deve essere clamorosa, inquietante, sopra le righe e così via.
La vecchietta che ascolta da un telegiornale un fatto di violenza viene scossa nella sua sicurezza, anche se il fatto è avvenuto a mille chilometri di distanza; l'effetto accumulo di notizie ansiogene provenienti da tutto il mondo, fa si che si alimenti una paura che non si supera neanche quando le statistiche ci vengono a dire il contrario.
Per evitare di diventare dei cani di Pavlov, pronti ad abbaiare non appena le lucette rosse si mettono a lampeggiare, dobbiamo pertanto cercare di capire quali sono le cause immediate e quelle più profonde delle nostre paure; individuare i principali problemi da rimuovere per ottenere maggior tranquillità, costruirci insomma un percorso della sicurezza, fatto di strumenti pratici, analisi teoriche ed atteggiamenti propositivi che ci mettano in condizione, se non di cancellare, almeno di ridurre le ansie in modo tale da tenerle sotto controllo.


torna alla pagina iniziale