Donne nella new economy
Nel corso del convegno Smau "Donne, tecnologia, innovazione: genio, valori, messaggi al femminile" (giovedi' 19 ottobre 2000), e' stato presentato il primo sondaggio organizzato in Italia per indagare come le donne si stanno inserendo nel net-system del nostro Paese. Pubblichiamo i principali dati emersi dall'indagine svoltasi in rete:

I dati riguardano le 120 donne che hanno risposto alle domande.

 
     

Chi e' la donna
della new
economy italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- ha meno di 40 anni (31 - 40 anni: 39%; 21 - 30 anni: 35%),

- e' laureata (59%) - e senza figli (61%)

- ha aspirazioni di carriera (92%).

Dove e quanto lavora
La sua attivita' si svolge per lo piu':
- in ufficio (64.5%),
- un ambiente prevalentemente maschile (53%),
- dove lavora per piu' di 8 ore al giorno (52%),
- anche piu' di 5 giorni alla settimana (20%).

E' nell'ambito new economy:
- da meno di due anni (55%)
- dopo esperienze di old economy (40%). Il 31% si e' sempre occupata di nuove tecnologie.

In particolare, ora si occupa di:
web (22.5%),
attivita' in proprio (16.5%),
marketing-vendite-pubblicita' (13%),
consulenza (13%),
formazione (9.5%),
informatica + ingegneria (9%),
servizi-supporto clienti (6%),
management (4%),
altro (6.5%).

 

 
     

Il suo punto
di vista sul
net-system

 

 

Trova "stimolante" la necessita' di continui
aggiornamenti (85%)

Ritiene che la new economy premi (in ordine decrescente di importanza):
1. flessibilita'
2. capacita' di lavorare in team
3. creativita'.

Ma non valorizzi abbastanza (in ordine decrescente di importanza):
1. esperienze in altri settori
2. cultura in generale
3. capacita' di riflessione e qualita' delle relazioni.

 

 
     

Come vive la sua attivita'

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sentimento prevalente quando lavora e':
entusiasmo (35%),
curiosita' (33%),
soddisfazione (10%).
Insoddisfazione, inadeguatezza, delusione, affaticamento - nel complesso - riguardano il16% delle risposte.
Altro 6%.

Pensa che, nel suo ambiente, il maggior vantaggio per una donna sia:
capacita' di relazione (47%),
creativita' (32%),
nessuno (13%),
altro (8%).

Mentre il massimo svantaggio e':
gestione della famiglia (37%),
nessuno (29%),
avere piu' di 30 anni (14%),
non essere un uomo (7,5%),

altro (12,5%).

Dell'attuale lavoro apprezza (in ordine decrescente di importanza):
1. stimoli continui
2. autonomia
3. creativita', contatti interessanti, flessibilita' dei ruoli

Al contrario, detesta (in ordine decrescente di importanza):
1. stress (da troppo lavoro o troppa fretta)
2. orari di lavoro troppo lunghi
3. arretratezza di vertici/struttura, disorganizzazione, pregiudizi sessisti.

Nel complesso: - Nel suo lavoro, sente di avere spazi/sostegno per la propria realizzazione professionale (80%).

- Se tornasse indietro rifarebbe le scelte professionali che ha fatto

 
     
 

 

Curiose,orientate al nuovo e con una grande spinta all'affermazione personale, le donne della net economy italiana apprezzano gli spazi di autonomia e flessibilita' caratteristici del nuovo ambiente. Tuttavia, vengono vissuti come svantaggi gli stessi fattori che accompagnano - in ogni tipo di "economy" - le donne che lavorano: la gestione della famiglia e gli orari, qui particolarmente onerosi, a cui si aggiungono ritmi di lavoro incalzanti e il persistere dei "soliti" pregiudizi nei confronti delle donne. Si riconoscono portatrici di "valori" premianti nel settore (capacita' di relazione per lavorare in team e creativita'), elemento che probabilmente contribuisce alla sensazione di avere "piu' carte da giocare" rispetto agli assetti tradizionali, quando dichiarano di sentire di "avere spazio/sostegno per la propria realizzazione professionale" e che "rifarebbero le scelte professionali che hanno compiuto".

 

 
 

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