UBICAZIONE : nella parte centrale della Cina, nella provincia di Hubei.
MOTIVI DELLA SCELTADENOMINAZIONE: Wudang PATRIMONIO DELL'UMANITÀ DAL 1994NONOSTANTE
LA STORIA DELLA CULTURA CINESE ABBIA RADICI LONTANISSIME, SONO POCHE LE
TESTIMONIANZE RIMASTE DELL'ARCHITETTURA IMPERIALE E CIÒ FA Sì CHE QUESTI
POCHI RESTI ABBIANO UN VALORE ANCORA MAGGIORE PER CONOSCERE UN ASPETTO
ARTISTICO CHE, SENZA DUBBIO, FU COMUNE A TUTTE LE DINASTIE. CE LO DIMOSTRA
IL COMPLESSO DI EDIFICI DELLE MONTAGNE DI WUDANG: QUI, PER QUASI UN MILLENNIO,
GLI IMPERATORI CREARONO E ARRICCHIRONO UNO DEI PRINCIPALI CENTRI |
Il maestoso
letto del fiume Chang Jiang (Yangt-se Kiang) traccia da sempre il confine fra
le due Cine, quella del Nord e
quella del Sud. Diverse per molti aspetti, esse sono state unite dalla storia
e dalla cultura per formare ciò che fu un giorno l'immenso Impero del Centro
e oggi la Repubblica Popolare Cinese. Situata intorno al fiume, la provincia
di Hubei rappresenta quindi un territorio intermedio nel quale si possono riassumere
e fondere i tratti del Nord e del Sud, ma anche una regione di
alto valore economico, per la ricchezza delle sue risaie e l'importanza dei
suoi porti fluviali, e strategico, essendo il punto di partenza dal quale le
dinastie meridionali hanno intrapreso la conquista del Nord, e le settentrionali
quella del Sud.
Si tratta di una terra alluvionale, per la maggior parte pianeggiante e ricca
di acqua, ma circondata da catene montuose che
nella parte occidentale raggiungono i 3000 metri con le vette del Wu Shan.
Le montagne del
Tao
Più a nord, il confine
con la provincia di Hunan è delimitato da un'altra zona montuosa di minore altezza
ma di notevole
bellezza paesaggistica: le montagne di Wudang (Wudang Shan), la cui massima
quota è raggiunta dal picco del Pilastro
Celeste, alto 1612 metri.
Qui, nel VII secolo, gli imperatori Tang fondarono quello che sarebbe diventato
uno dei principali centri del Taoismo cinese.
I tang si consideravano discendenti di Laotzu, il mitico fondatore di questa
dottrina, e, di conseguenza, l'appoggiavano ufficialmente, nonostante molti
di essi fossero, a titolo personale, simpatizzanti del Buddhismo.
Non era questo il caso del secondo e più importante imperatore della dinastia,
Taizong (627-649), apertamente ostile al Buddhismo, durante il governo del quale
iniziarono le costruzioni di Wudang Shan. La sua origine viene fatta risalire
a un avvenimento di carattere religioso e pratico al tempo stesso: Yiao Jin,
governatore della , era riuscito a far arrivare con le
proprie preghiere la tanto attesa pioggia. Per commemorare il fatto, l'imperatore
ordinò la costruzione della Sala del Drago,
che poco dopo fu seguita dai templi Taiyi e Yan-chang. Nell'869, al complesso
venne aggiunto il tempio Weiwu Gong o del
"Duca Potente".
Dopo il confuso periodo delle Cinque Dinastie, una volta riunificato dai song
l'Impero del Centro, i lavori a Wudang vennero
ripresi. Zhenzong (998-1022), terzo imperatore Song, trasformò la Sala del Drago
in un tempio; uno dei suoi successori,
Huizong, fece costruire sulla cima del monte Zhanqi la Sala dei Cieli Purpurei.
Il complesso continuò a ingrandirsi sotto
la dinastia mongola Yuan, che utilizzò il Taoismo come mezzo per legittimare
la propria posizione di fronte ai sudditi cinesi.
Uno di questi imperatori, il cui compleanno cadeva lo stesso giorno della festa
del dio taoista Zhenwu, arrivò persino a
presentarsi come l'incarnazione del dio stesso.
Luogo di preghiera
Wudang raggiunse il suo massimo splendore con la dinastia Ming. Zhu Di, terzo
imperatore Ming (più noto col nome che
indica il suo governo: Yong Le, "allegria eterna"), affermò che aveva ricevuto
il suo potere dal dio Zhenwu; lo fece sia per l'influenza esercitata su di lui
dal monaco taoista Tao-yen, sia per motivi di ordine politico, per neutralizzare
cioè le
argomentazioni di coloro che l'accusavano di aver usurpato il trono. Per onorare
il suo protettore, decise di far costruire nel complesso di Wudang una serie
di edifici, fra cui nove palazzi e altrettanti templi, trentasei monasteri,
settantadue templi
rupestri oltre a un centinaio di ponti in pietra.
Durante tutta la dinastia, la "Grande Montagna", come veniva chiamata Wudang,
fu un centro attivo di studio e di preghiera,
in cui risiedevano circa un migliaio di monaci taoisti, alcuni dei quali conquistarono
la reputazione di grandi maestri.
Oggi è rimasta solo una parte di questo enorme com- plesso architettonico che
fu uno dei più grandiosi della Cina.
L'accesso alla zona sacra è indicato dal portico Zhishi-Xuan-yue, che risale
al 1522, costruito in pietra con lavorazioni che
imitano quelle su legno e coperto da incisioni che rappresentano tartarughe,
draghi, nuvole e altri elementi caratteristici dell'iconografìa imperiale cinese.
Su una terrazza in pietra, sulla cima del picco del Pilastro Celeste, si erge
il Palazzo Dorato, costruito con pezzi di bronzo
(simili a strutture lignee) fusi a Pechino e trasferiti per fiume fino a Wudang.
Allo stesso modo venne costruito, nel 1307,
il Tempio in Bronzo, sulla cima del picco del Fiore di Loto, anche se in questo
caso i suoi elementi vennero costruiti nella
vicina città di Wuchang. Nel 1419, Yong Le circondò il picco del Pilastro Celeste
con mura simili a quelle della Città Proibita
(che a quell'epoca si stava costruendo a Pechino), formate da una parete in
pietra spessa quasi due metri e alta dieci;
vi si poteva accedere attraverso quattro porte in legno che rappresentavano
le porte del Paradiso.
Alla stessa epoca risale il tempio Fuzhen, costruito sulla montagna del Leone
nel 1412 e successivamente ampliato dai Qing
nel 1683, secondo una pianta articolata intorno a spazi aperti, caratteristica
della Cina meridionale.
Dell'epoca Song rimane ancora il Palazzo dei Cieli Purpurei, il più grande e
meglio conservato degli edifici di Wu-dang.
Fu costruito tra il 1119 e il 1126, ricostruito nel 1413 e ampliato nel XIX
secolo dai manciù.
E formato da cinque terrazze successive, ognuna articolata intorno a una grande
sala, ai cui lati sono situati padiglioni e
altri edifici complementari per i monaci, tutto ciò decorato con grande fasto.
Il Palazzo Nanyang venne costruito dalla
dinastia Yuan fra il 1285 e il 1310, poi ampliato nel 1312 fino a raggiungere
una superficie di 90 000 metri quadrati, sulla
quale si trovano complessivamente ventuno edifici, per lo più costruiti in pietra.
A picco su una delle profonde valli che caratterizzano il paesaggio di Wu-dang
si trova uno degli elementi più originali del complesso: un enorme incensiere
in
pietra, lungo tre metri, sulla cui estremità è intagliata una testa di drago.