UBICAZIONE : nella provincia di Sichuan, nel distretto di Nanping.
MOTIVI DELLA SCELTA
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TUTTO IL CONTINENTE ASIATICO, DAL MEDITERRANEO FINO AL MARE DI BERING, È ATTRAVERSATO DA CATENE MONTUOSE CHE COSTITUISCONO UNA FORMIDABILE BARRIERA NATURALE. LA SEZIONE CENTRALE DI QUESTE CATENE, LA PIÙ SPETTACOLARE, È RAPPRESENTATA DAL MASSICCIO DELL'HLMALAYA, CHE SI ESTENDE FRA L'INDIA E IL TIBET RAGGRUPPANDO LE VETTE PIÙ ALTE DEL NOSTRO PIANETA. VERSO ORIENTE, L'HIMALAYA SI SPINGE FINO ALLE TERRE DEL SICHUAN, UNA REGIONE DI GRANDE BELLEZZA E DI ECCEZIONALE RICCHEZZA FAUNISTICA IN CUI SI TROVANO LUOGHI SPETTACOLARI COME LA VALLE DI JLUZHAIGOU.
Diversi fattori hanno determinato la ricchezza della flora e della fauna di questa zona. Le particolari condizioni climatiche associate alle variazioni di altitudine consentono dì vedere a 4800 metri vette ricoperte di nevi perenni, insieme a valli con una vegetazione subtropicale a una quota di 2000 metri. Inoltre, l'orientamento nord-sud della catena costituisce un ostacolo insormontabile per i venti monsonici e favorisce l'abbondanza delle precipitazioni. Durante quasi tutto l'anno, le nuvole avvolgono le montagne e scendono a valle sotto forma di nebbie, sfumando la luce e i contorni tanto che il paesaggio sembra interamente ricoperto dal velo di un fantasma. Non sorprende, infatti, che in Cina la regione di Sichuan sia nota come il "paese delle nuvole" e che la valle di Jiuzhaìgou, costellata di laghi, lagune, cascate, di enormi vette ricoperte di nevi perenni e di foreste quasi impenetrabili, venga considerata come un mondo di racconti e di leggende. Un altro fattore da cenere presente e che le montagne di questa regione sono molto antiche, molto più della catena himalayana, ragione per la quale diverse specie primitive sono riuscite a sopravvìvere fino ai giorni nostri protette dagli imponenti rilievi che le circondano; è questo il caso del famoso panda (Ailuropoda melanoleuca), del quale si contano 40 esemplari nella valle, ma è anche, fra gli altri, il caso della . ..
A causa di una disattenzione lo specchio cadde sul mondo degli uomini e si frantumò in 108 pezzi, ognuno dei quali diede luogo a un lago. Qualunque sia la loro origine, di fatto tutti i laghi sembrano incatenati gli uni agli altri. Il cambiamento graduale che si produce sulla vegetazione a mano a mano che si scende dalle vette più alte fino alle quote più basse, provoca una trasformazione dell'aspetto dei laghi tanto più rilevante quanto maggiore o minore è la presenza delle alghe che prosperano al loro interno, grazie ai depositi calcarei dei fondali e delle sponde. Il continuo variare del riflesso della luce sulla superficie delle acque, quando riesce ad attraversare le fitte nebbie che avvolgono la valle, rende questa regione lacustre ancora più suggestiva. Quando la stessa bellezza diventa un pericolo II popolo cinese, che tradizionalmente ha l'abitudine di battezzare con nomi pittoreschi tutte le forme della natura, in questo luogo si è potuto davvero sbizzarrire. Infatti, dopo aver attraversato la porta d'ingresso dello spazio protetto ed essere arrivati davanti al precipizio "specchio prezioso" si giunge al "pino di benvenuto ai visitatori". Da lì, il sentiero avanza per cinque chilometri attraverso la gola di Shuzeng costeggiando una cinquantina di laghi, che i nativi chiamano haizi, vale a dire "mari". Probabilmente, i più belli fra tutti sono "il mare di giunco", "il mare del doppio drago", il mare del drago coricato", "il mare di fiori di fuoco", "il mare tigre", "il mare del rinoceronte" e "il mare senza nome". Attraversata questa zona, si arriva alla cascata Norilang, a partire dalla quale è possibile seguire due sentieri, ognuno dei quali sale lentamente su un versante della valle. La via che si dirige verso destra in direzione della vetta "spada" conduce alla foresta di bambù del genere Sinarundinaria, in cui abitano il panda e altre specie animali altrettanto interessanti, e attraversa la gola dello Zechawa in direzione del "mare lungo". Questo lago, con i suoi 20 chilometri di lunghezza (il più esteso della valle), giace ai piedi del Nushenshan, "la montagna della dea", una vetta bella e solitària di oltre 3000 metri d'altezza che si erge splendida sui boschi avvolti nella nebbia. Lì vicino si trova lo stagno dei "cinque colori", ai bordi del quale durante tutto l'anno fioriscono gemme di diverso tono: giallo tenue, celeste, verde giada, giallo intenso e viola chiaro. Un nuovo cammino si addentra ora attraverso la gola dello Xize, in cui si trovano nove laghi dai bei nomi esotici quali "il lago dello specchio", presso il quale il mitico Dagor e la dea Ngono s'incontravano di nascosto, "il mare dei cinque fiori", "il lago del panda", prima di giungere alla sorgente "pendente del precipizio spada". In alcuni casi, i laghi sono uniti tra loro mediante un restringimento che consente il passaggio delle acque; in altri sono separati e le sponde sono chiaramente delimitate dalla presenza di affioramenti di tufo calcareo che spesso originano salti d'acqua .