UBICAZIONE : interessa regioni, province e popolazioni di Liaoning, Jilin, Hebei, Pechino, Tianjin, Shanxi, Mongolia Interna,Shaanxi, Ningxia, Gansu, Xinjiang, Shandong, Henan, Hubei, Hunan, Sichuan e Quinghai
MOTIVI DELLA SCELTADENOMINAZIONE: La Grande Muraglia PATRIMONIO DELL'UMANITÀ DAL 1987La Grande Muraglia, una delle meraviglie della Terra, rappresenta duemila anni di storia della Cina e, con i suoi seimila chilometri di lunghezza, risulta essere l'opera difensiva più estesa al mondo. .Alta da cinque a dieci metri e perfettamente adattata alla conformazione del territorio, la Grande Muraglia ha grandissima importanza strategica e un valore ingegneristico e architettonico senza pari. Il tratto meglio conservato si trova a Badaling, a 80 chilometri da Pechino. |
II 21 LUGLIO 1969 L'UOMO PER LA PRIMA VOLTA MISE PIEDE SULLA LUNA. PER QUESTA IMPRESA ONOREVOLE VENNE SCELTO COME COMANDANTE DELLA MISSIONE APOLLO 11 NEIL A. ARMSTRONG. QUANDO L'ASTRONAUTA DALLA LUNA CONTEMPLÒ LA TERRA, DISSE CHE L'UNICA OPERA DELL'UOMO VISIBILE DA QUELLA DISTANZA ERA IL PERCORSO SINUOSO DELLA GRANDE MURAGLIA.
La Grande Muraglia (o Muraglia
Cinese) è il nome dato dagli occidentali al sistema difensivo più ambizioso
della storia dell'Umanità, costruito per evitare le invasioni barbariche durante
il Regno di Mezzo. La
lunghezza approssimativa di questa gigantesca opera muraria, oggi parzialmente
distrutta, e di circa 6300 chilometri, lungo i quali si ergono 25.000 torri.
Presso Nan-K'ou la Grande Muraglia si suddivide in due parti, dette rispettivamente
pien cheng (muro di frontiera) e chan cheng (le lunghe mura) o wan-li cheng
(la muraglia dei diecimila li) riunificandosi poi nello Shanxi.
LE PRIME
MURAGLIE L'orografia accidentata del territorio cinese, insieme
alla presenza dell'Oceano Pacifico e a particolari condizioni climatiche, ha
reso sempre difficile la penetrazione nell'immenso Paese asiatico, favorendo
il suo isolamento.
La Cina, inoltre, è circondata da una serie di barriere naturali difficili da
valicare, il cui unico punto debole si trovava a nord, ai limiti del Deserto
del Gobi, nelle grandi steppe degli Hiong-nu (Unni), temibili guerrieri che
attraversavano il Fiume Giallo per saccheggiare il territorio cinese. La paura
suscitata dalle orde unne negli animi dei pacifici Cinesi fu la prima molla
che li spinse alla costruzione della Grande Muraglia.
Nel XV secolo a.C. le cronache della Cina settentrionale riportano il nome della
prima dinastia regnante, quella degli Shang, i cui sovrani si distinsero per
l'interesse nei confronti dell'arte e della cultura. Verso il 1100 a.C. la pace
e la tranquillità furono minacciate da una tribù che viveva oltre la riva occidentale
del Fiume Giallo, i Chou.
Essi rovesciarono l'ultimo sovrano Shang e imposero una nuova dinastia che si
protrasse fino al periodo definito "dei Regni Combattenti".
Questi potentati lottarono tra loro con accanimento dal 403 fino al 221 a.C.
In questa fase furono erette le fortificazioni di una primitiva muraglia, destinate
a proteggere i regni gli uni dagli altri e a difenderli dalle tribù barbare
stanziate più a nord.
Una cinta in direzione del mare venne costruita nel territorio degli Wei, i
quali ne edificarono anche una seconda, più a nord, per proteggersi dai Chao
e dagli Ts'in (Qin). Nel 246 a.C. un re chiamato Cheng salì sul trono degli
Ts'in e in pochi anni sconfisse tutti i nemici.
Nel 221 a.C. si autoproclamò imperatore con il nome di Qin Shihuang e una delle
sue prime azioni di governo fu quella di far ispezionare la frontiera settentrionale,
in cerca di una soluzione per neutralizzare il pericolo rappresentato dalle
tribù del nord.
Fu deciso di rafforzare le muraglie esistenti e di costruirne altre fino a riunirle
in un unico tratto lungo circa 3000 chilometri.
UN ESERCITO DI
OPERAI Iniziò così la
costruzione della Grande Muraglia, nella quale furono impiegati oltre 300.000
uomini.
I massacranti ritmi di lavoro causarono la morte di moltissimi operai che, secondo
gli storici, furono sepolti all'interno della muraglia stessa. Fra il 215 e
il 206 a.C. la gigantesca opera fu conclusa con le fortificazioni e le annesse
cittadelle.
L'altezza della Muraglia
variava dai cinque ai dieci metri e il suo tracciato sfruttava l'orografia del
terreno, adattandosi alle necessità difensive. Il materiale utilizzato era costituito
essenzialmente da terra pressata, coperta con pietre e mattoni che le davano
la consistenza necessaria. Ma non dappertutto furono utilizzati gli stessi materiali.
Le torri di guardia, poste a intervalli regolari, ospitavano i soldati dei corpi
di guardia che comunicavano tra loro per mezzo di un ingegnoso sistema di banderuole
di giorno e di falò durante la notte.
L'efficienza delle comunicazioni era tale che l'esercito cinese poteva essere
mobilitato in pochissimo tempo e spostarsi lungo il tracciato della Muraglia.
Durante il suo regno l'imperatore Qin Shihuang riuscì a unificare la lingua,
le unità di misura e dii peso, gli orari e l'amministrazione, configurando,
in questo modo, un potente Stato unitario in cui la legge del taglione imperava
come principale sistema giuridico.
Un'ulteriore prova della grandezza di questo sovrano fu scoperta per caso nel
1974, quando un gruppo di contadini che stava scavando un pozzo nei pressi del
Monte Li s'imbattè nella galleria che conduceva al mausoleo dell'imperatore.
Gli scavi, non ancora conclusi, hanno portato alla luce un esercito di oltre
7.000 soldati riprodotti a grandezza naturale.
La cosa più sorprendente è che ogni soldato ha i tratti del volto personalizzati
ed è di altezza diversa. Alla morte dell'imperatore Qin Shihuang salì al trono
suo figlio, un despota che morì suicida dopo un'insurrezione. Kao-tsu, il generale
che aveva capeggiato la rivolta, si proclamò nuovo imperatore dando origine
alla dinastia Han, destinata a regnare dal 202 a.C. al 220 d.C.
SEIMILA CHILOMETRI
DA EST A OVEST Gli Han
rafforzarono la Grande Muraglia, allungandone il tracciato a 6.000 chilometri,
da Dunhuang, a occidente, fino al Mare di Bo Hai, a Oriente. Qui la fortificazione
inizia presso le acque del Golfo di Bo Hai, nella località chiamata "la vecchia
testa del drago".
La vicina città di Shanhaiguan mantiene viva la leggenda di essere la "porta
fra il mare e la montagna" perché l'estremità orientale della muraglia è detta
la "prima porta sotto il cielo". All'estremità opposta, il forte Jiayu è chiamato
il "primo passo inespugnabile sotto il cielo"; fra i due luoghi ci sono circa
4.000 chilometri di distanza in linea d'aria e una muraglia di oltre 60.00.
Ai tempi di Wu (140-87 a.C), uno dei principali imperatori della dinastia Han,
i bellicosi Hiong-nu del nord crearono una confederazione che raggruppò Mongoli.
Tungusi e Turchi, con lo scopo di invadere la Cina.
La Grande Muraglia, tuttavia, si rivelò inespugnabile: l'esercito cinese si
concentrò lungo la linea difensiva e, nonostante i loro sforzi, gli Hiong-nu
e i loro alleati non riuscirono a superarla. Nel 184 d.C. scoppiò una grande
rivolta popolare dei "Turbanti Gialli", i cui capi si ispiravano ai principi
del taoismo.
La dinastia Han, la cui autorità era da alcuni decenni solo nominale, fu sconfitta
e la sua caduta significò anche la lenta decadenza della Grande Muraglia. Neppure
la dinastia T'ang, che regnò dal 618 al 907, si interessò alle mura, in quanto
la potenza militare cinese di allora le rendeva superflue. Nel XIII secolo Gengis
Khan, al comando delle tribù mongole, penetrò in Cina.
La capitale Hangzhou cadde nelle sue mani nel 1276 e le province del sud rimasero
definitivamente unite all'Impero Mongolo degli Yuan. Era la prima volta che
l'intero territorio cinese risultava dominato da una popolazione non indigena.
La capitale fu trasferita a Cambaluc (l'attuale Pechino).
L'ULTIMA
MURAGLIA In quel periodo Marco Polo ( 1254-1324) visitò la corte
del Gran Khan, lasciando un affascinante resoconto dei suoi viaggi nel Milione.
All'inizio del XIV secolo Giovanni da Montecorvino fu nominato arcivescovo di
Cambaluc.
Le idee dell'Occidente si propagarono in Cina, mentre le invenzioni cinesi (polvere
da sparo, stampa, carta) furono conosciute in Europa.
Dopo la cacciata dei Mongoli, la dinastia Ming ( 1368-1644) decise di ripristinare
la Grande Muraglia come baluardo difensivo. Hon Wu, il primo imperatore Ming,
ordinò la costruzione di una nuova cinta nel rispetto del tracciato originale.
Una volta conclusa, un milione di soldati vigilava, da queste fortificazioni,
sulle frontiere dell'Impero.