UBICAZIONE: nella parte nordorientale del Paese, a 64 chilometri dalla città di Xi'an; a 39° 55'di latitudine Nord e 116° 25' di longitudine Est.
MENTRE ROMA CONTENDEVA A CARTAGINE IL DOMINIO SUL MEDITERRANEO, IN ESTREMO ORIENTE CHENG, UN GIOVANE MONARCA DI TREDICI ANNI, DAVA INIZIO A UN PROCESSO CHE SI SAREBBE CONCLUSO CON LA COSTRUZIONE DEL GIGANTESCO IMPERO CINESE. QUANDO FU NOMINATO RE DEI QIN, NEL 246 A.C. CHENG SI TROVÒ A CAPO DI UN REGNO CHE ERA IN LOTTA DA PIÙ DI DUE SECOLI CON LE MONARCHIE VICINE E, NONOSTANTE LA GIOVANE ETÀ, RIUSCÌ A OTTENERE IN POCO TEMPO UNA VITTORIA TOTALE SUI NEMICI.
Sono trascorsi oltre due millenni da quando Cheng chiuse definitivamente il periodo dei Regni Combattenti e si proclamò primo imperatore della Cina con il nome di Qin Shihuang. In questi due millenni è sempre stata tramandata la leggenda che narra i segreti della sua tomba.
IL GRANDE
MAUSOLEO SOTTERRANEO Cheng voleva che la sua estrema dimora sorgesse
ai piedi del Monte Li.
I lavori per l'edificazione del mausoleo, iniziati dopo la sua nomina a re dei
Qin, si intensificarono quando divenne imperatore e si ampliarono a tal punto
da portare alla costruzione di una vera e propria città sotterranea, una sorta
di rappresentazione in miniatura di tutto l'Impero. Il tumulo sepolcrale venne
circondato da una cerchia muraria quadrangolare, con un lato di 500 metri e
quattro porte orientate verso i punti cardinali.
Attorno a questa prima cerchia ne venne innalzata una seconda con perimetro
rettangolare e muri spessi otto metri, sormontati ai quattro angoli da torri
di avvistamento. Nell'ultima fase il mausoleo venne sepolto sotto un'enorme
quantità di terra. Ancora non sappiamo con certezza a quale profondità si trovi
l'edificio funerario; alcuni studiosi pensano che sia situato cinquanta metri
sotto il livello del terreno, altri addirittura cinquecento.
Il complesso copre una superficie di circa 56 chilometri quadrati e ha l'aspetto
di una pianura su due livelli coronata da una collina. A rivelare molti particolari
sul mausoleo sono stati gli scritti di Su Ma Chien, uno storico della dinastia
Han. Sappiamo che il progetto era così ambizioso che per 36 anni richiese il
lavoro incessante di 700.000 operai e che, mentre all'esterno dell'edificio
tombale furono costruiti templi lussuosi e alti torrioni, all'interno vennero
riprodotte dimore e palazzi sontuosamente arredati. Il soffitto fu decorato
con le costella/ioni celesti, mentre il pavimento era "a forma di una vasta
terra intersecata dai fiumi e dai mari che contengono non acqua ma mercurio".
Gli edifici posti all'esterno del mausoleo sono andati completamente distrutti,
ma è possibile che le ricchezze ancora nascoste siano tali da superare quelle
di qualsiasi altro famoso tesoro. I Cinesi non hanno comunque fretta di portare
a termine gli scavi per scoprire la parte della tomba che ancora si trova sottoterra:
non si deve dimenticare che il trascorrere del tempo non ha lo stesso valore
in Oriente e in Occidente.
UNA SCOPERTA
INATTESA E STUPEFACENTE Nella primavera del 1974 alcuni contadini stavano
scavando un pozzo sul Monte Li, circa un chilometro e mezzo a ovest del muro
esterno del mausoleo, quando improvvisamente la terra sprofondò e rivelò la
presenza di una galleria.
Che il monte fosse il custode della tomba del primo imperatore della Cina era
un fatto risaputo, tanto che la zona era stata posta sotto tutela fin dal 1961.
Nessuno però sapeva dell'esistenza della galleria. Ben presto il luogo si trasformò
in una specie di formicaio: centinaia di operai rimossero carrettate di terra,
riportando alla luce migliaia di guerrieri di terracotta.
Nella galleria erano allineate seimila statue, rappresentazione fedele dell'esercito
personale dell'imperatore Qin disposto per la battaglia. Questa impressionante
formazione militare occupa una fossa rettangolare di 230 metri per 70, suddivisa
in undici corridoi nei quali sono allineati uomini e cavalli in terracotta a
grandezza naturale.
Le statue furono modellate una a una e ogni soldato ha un volto e un'espressione
differenti. I cavalli, con la coda annodata a mezza lunghezza e le ciocche della
criniera intrecciate davanti alle orecchie, rivelano l'origine di un modello
che venne poi imitato durante i secoli dagli artisti cinesi.
Gli ornamenti, le armi, gli abiti e gli utensili che corredano le statue non
avevano una mera funzione decorativa, ma si ispiravano alla realtà e sono quindi
molto utili per ricostruire mode e abitudini dell'epoca.
Archi, carri e altri oggetti in legno sono stati consumati dal passare del tempo,
così come si sono persi i colori vivaci con i quali i guerrieri e i cavalli
erano dipinti.
Si sono invece conservati gli oggetti realizzati con materiali non deteriorabili:
fra questi, le spade forgiate con una lega di rame e stagno e piccole quantità
di altri tredici elementi, quali il nichel, il magnesio e il cobalto.
Nonostante il realismo dei particolari, le statue di terracotta sono più emblemi
che ritratti: vogliono trasmettere un'impressione di forza trattenuta e di movimento
imminente, che ben si accompagna alla vivacità dei cavalli, con le frogie dilatate
e le orecchie ritte.
Nel 1979 il complesso venne protetto sotto una grande tettoia e trasformato
in uno spettacolare museo nel quale il pubblico può assistere "in diretta" all'avanzamento
degli scavi.
Dopo la scoperta della prima galleria, le ricerche condotte nei dintorni del
Monte Li hanno portato al ritrovamento di altre tre camere sotterranee: due
contengono altri guerrieri, mentre la terza è vuota. Recenti scavi effettuati
a ovest della zona del mausoleo hanno riportato alla luce magnifiche quadrighe
di bronzo, le cui dimensioni corrispondono alla metà di quelle reali.