Taishan la montagna sublime

CINA

UBICAZIONE : nella parte orientale del Paese, nella provincia di Shandong, città di Jinan, circa 400 km a sud di Pechino.

MOTIVI DELLA SCELTA
Luogo di culto imperiale durante due millenni, questo monte sacro ospita capolavori dell'architettura e deli'arte
perfettamente armonizati col suo ambiente naturale.
Símbolo delle civiltà e delle tradizioni della Cina antica, il Monte Taishan è sempre stato una fonte di ispirazione per
tutti gli artisti e letterati di questo paese.

DENOMINAZIONE: Taishan (Monte Tai)

PATRIMONIO DELL'UMANITÀ DAL 1987

TAISHAN (MONTE TAI) SORGE NELLA CINA ORIENTALE ED È UNA MONTAGNA DI GRANDE VALORE GEOMORFOLOGICO E ARTISTICO, MA ANCHE UN IMPORTANTE CENTRO RELIGIOSO, META DI DEVOTI PELLEGRINAGGI. TANTO I SEGUACI DEL CONFUCIANESIMO, QUANTO QUELLI DEL TAOISMO HANNO COSTRUITO, NEL CORSO DEI SECOLI, LUNGO UNA SCALINATA CHE SI INERPICA FINO ALLA CIMA DEL MONTE, CENTINAIA DI TEMPLI, PORTICI, .

Taishan si erge imponente sulla pianura di Shandong, nella Cina orientale. Le sue pendici ospitano un ricco patrimonio culturale costituito da ventidue templi, decine di antichi complessi monumentali ed edifici di carattere commemorativo. Nella tradizione popolare cinese, le montagne e le catene montuose vengono considerate come esseri viventi perché contribuiscono all'ordine cosmico generando nuvole e pioggia.

Ricchezza naturale Taishan, la "Montagna Sublime", è la più orientale di cinque vette sacre al Taoismo e, poiché secondo questa religione la vita ha avuto origine proprio da Oriente, è sempre stata venerata con una devozione speciale. Secondo la mitologia, Taishan emerse dalla testa di Pangu, il creatore dell'universo. Dal punto di vista geomorfologico, Taishan ha un'origine ben diversa, in quanto rappresenta, nella Cina orientale, l'esempio più evidente dell'attività geologica che si è avuta durante il Cambriano, la più remota delle suddivisioni dell'era Paleozoica, ossia 500 milioni di anni fa. Un altro gruppo più recente di rocce ritrovate sulle sue pendici risale a 170-200 milioni di anni fa, cioè fra Triassico e Giurassico. L'abbondanza di fossili che consentono lo studio di queste fasi preistoriche attribuisce a Taishan un grande valore archeologico.

Sui fianchi della montagna, fra gli immensi faraglioni di roccia, cresce una fitta vegetazione che arriva sino al punto culminante: il picco dell'Imperatore di Giada, alto 1545 metri. Il complesso è di notevole bellezza paesaggistica. All'interno di questo vasto parco naturale sono state ritrovate 989 specie vegetali, di cui 462 hanno proprietà medicinali, e numerosi alberi la cui origine risale addirittura a diversi secoli fa. Questi boschi, inoltre, sono l'habitat di circa 200 specie animali, alle quali si aggiungono 122 specie di uccelli che nidificano sugli alberi e fra le rocce. Nel complesso faunistico emerge il pesce dalle squame rosse, un tempo molto pescato per il sapore squisito delle sue carni e oggi in via di estinzione. Questo grande spazio ecologico è protetto da severe normative che tutelano anche il patrimonio artistico e culturale di Taishan.

I primi esseri umani
I primi esseri umani comparvero su questo territorio circa 400 000 anni fa, durante il Paleolitico inferiore, come ci è documentato dalla scoperta del cosiddetto Uomo di Yiyuan, un pitecantropo che visse in questa zona anche durante il Neolitico. A questo stesso periodo risalgono la nascita dell'agricoltura e dell'allevamento e le prime lavorazioni in ceramica. Inoltre, 5000 o 6000 anni fa in questa regione si svilupparono due culture molto fiorenti: Dawenkou, a nord, e Long Shan, a sud di Taishan, le cui aree di influenza coprivano un'ampia superfìcie. Durante il regno della dinastia Shang, fra il XVI e 1'-XI secolo a.C., l'imperatore Xiangtu fondò la sua capitale ai piedi della montagna ed essa in brevissimo tempo si trasformò in un centro culturale privilegiato. Alla monarchia Shang succedette la dinastia Zhou, che governò fino al III secolo a.C. Questo lungo arco di tempo suddiviso abitualmente in diversi periodi: il secondo è caratterizzato dal regno degli Zhou orientali ed è a sua volta ripartito in due fasi: "Primavere e Autunni" (770-476 a.C.) e "Regni Combattenti" (475-221 a.C). Fra l'VIII e il V secolo a.C, sui versanti della montagna si crearono due potenti principati nemici: sul versante settentrionale i Qi, e su quello meridionale i Lu. Nonostante ambedue fossero sottomessi all'Impero, combatterono incessantemente fra loro, anche una profonda e insanabile distanza tra le loro culture.

Durante l'epoca dei Regni Combattenti, la Cina era suddivisa in tanti piccoli domini indipendenti di tipo feudale, costantemente in lotta per un potere che nessuno riusciva a ottenere. Durante questo periodo, i Qi innalzarono intorno a Taishan una linea di fortificazioi lunga 500 metri, i cui resti sono arrivati fino a noi Nel 221 a.C, Cheng, un mandarino del regno ( Ts'in, s'impose agli altri sovrani e adottò il titolo di "primo imperatore" della dinastia Qin e il nome di Shihuang. Durante il suo regno, il potere in Cina venne unificato, si diede il via alla costruzione del Grande Muraglia ed ebbe inizio una delle epoche di maggiore splendore e nel contempo di maggior dispotismo politico. Lo stesso imperatore scelse la cima del Taishan per il "Culto del Cielo e della Terra", una cerimonia che continuò a essere celebrata per secoli. Ben presto il culto per la montagna raggiunse livelli inimmaginabili. Se, come credeva il popolo, l'imperatore era il Figlio del Cielo e veniva a Taishan dalla lontana Pechino per venerare suo padre, voleva dire che la cima era la dimora divina. Perciò, non rimaneva che considerare Taishan non tanto come una semplice montagna, quanto come l'incarnazione sacra della "Dea delle Nuvole di Smeraldo", come venne chiamata per secoli.

Versanti sacri Da allora, buddhisti, confuciani e soprattutto taoisti hanno onorato Taishan. A dimostrazione di tale devozione, senza distinzione di credo, sono stati costruiti lungo le pendici decine di templi e numerosi complessi artistici. Le differenze sociali si affievolivano di fronte al desiderio di venerare la montagna e questo è un elemento davvero degno di rilievo se si considera che le strutture feudali rimasero in Cina fino al 1912. Taishan conta 22 templi, 97 rovine monumentali, centinaia di statue e altre numerose opere artistiche: enumerare gli stili architettonici in cui furono realizzati è praticamente impossibile, anche perché la loro origine risale a epoche diversissime. Molto importanti per il loro valore storico e sociologico sono le 819 tavole in pietra scoperte nei templi e nelle loro vicinanze e le 1018 iscrizioni incise sui grandi monoliti in pietra e sulle stesse rocce della montagna. Queste ultime sono dovute per la maggior parte all'iniziativa spontanea dei visitatori che nel corso dei secoli ci hanno fornito innumerevoli elementi sulla religiosità e sulle abitudini di vita degli abitanti di quella regione. Alcuni edifici di Taishan possiedono un grande valore storico, oltre che artistico. Il santuario consacrato alla Regina Madre del Cielo, costruito fra il 220 e il 280 d.C, costituisce il primo esempio di tempio taoista eretto in Cina.

L'imponente palazzo del Signore del Cielo (Tiankuang Dian), di stile classico, contiene un affresco lungo 60 metri. Dall'Arco Daizong (Daizong Fang) inizia la salita verso la cima del monte, attraverso un'interminabile scalinata di 6239 gradini (anticamente i mandarini erano portati in palanchino), fiancheggiata da padiglioni, stele, oratori e cascate. Attraverso la Porta Celeste del Centro (Zhongtian Men) si arriva a una pineta in cui secondo la leggenda Qin Shihuang si riparò. Poco prima della cima, si giunge alla Porta Celeste del Sud (Nantian Men), che veniva considerata come l'ingresso al Regno degli Immortali. Nel corso della salita, si incontrano numerosi edifici di splendido fasto, come il Tempio della Roccia Divina, considerato uno dei quattro più belli del Paese. In un'area pianeggiante verso la cima, il cosiddetto Cammino del Paradiso conduce al tempio della Dea delle Nuvole di Smeraldo (Bixangong), la Figlia del Dio Tai Shan, attualmente centro di pellegrinaggio per le donne che vengono qui a pregare per la loro discendenza. Nella stessa area, troviamo il tempietto all'Imperatore di Giada, dedicato alla suprema divinità taoista. Nonostante le persecuzioni e le distruzioni che afflissero la storia cinese, Taishan non è mai stato danneggiato, tanto che è arrivato fino a noi come una delle migliori testimonianze dello splendore cinese iniziato nel III secolo a.C. con Qin Shihuang.

Confucio e l'onestà obbediente La regione di Shandong è la patria di Confucio. Il grande maestro nacque nel 551 a.C. a Qufu, in un ambiente molto modesto. Il suo nome, Fu-tzu (o tse), significa appunto "maestro"; unito al cognome, Kung, e occidentalizzato è diventato Confucio. La sua dottrina, non certo pericolosa per la classe dirigente, si riassume in poche massime morali, basate soprattutto sul principio di coltivare la propria persona nel rispetto dell'umanità e dell'onestà. Dopo aver svolto diverse funzioni pubbliche, Confucio iniziò una lunga serie di viaggi. Ritornò già anziano alla sua terra natia, ove si dedicò fino alla morte (avvenuta nel 479 a.C.) a trasmettere il suo pensiero a un gruppo di discepoli. Pur non avendo lasciato alcun testo scritto, la sua dottrina ha tuttavia raccolto degli adepti che si sono riferiti alle opere redatte dai suoi più vicini seguaci: le Odi, i Documenti, le Mutazioni, gli Annali e il Memoriale dei Riti. Secondo Confucio, che temeva ogni tipo di novità, solo la rettitudine individuale fa prosperare la pace e il progresso sociale, imprescindibile per raggiungere la felicità. L'uomo ben educato e socialmente integrato pratica il bene. Non vi è alcun elemento in questa religione che possa considerarsi un invito alla ribellione contro il potere ufficiale. Anzi. L'insegnamento di Confucio si rivolge fondamentalmente ai nobili e il popolo potrà seguire, anche se non sempre potrà comprendere, l'esempio degli uomini illustri. Per questo motivo il Confucianesimo venne così facilmente tollerata dai diversi imperi che si succedevano in Cina, fino a imporsi in pratica come religione ufficiale.

 

 

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