UBICAZIONE : nella parte orientale del Paese, nella provincia di Shandong, città di Jinan, circa 400 km a sud di Pechino.
MOTIVI
DELLA SCELTA
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TAISHAN (MONTE TAI) SORGE NELLA CINA ORIENTALE ED È UNA MONTAGNA DI GRANDE VALORE GEOMORFOLOGICO E ARTISTICO, MA ANCHE UN IMPORTANTE CENTRO RELIGIOSO, META DI DEVOTI PELLEGRINAGGI. TANTO I SEGUACI DEL CONFUCIANESIMO, QUANTO QUELLI DEL TAOISMO HANNO COSTRUITO, NEL CORSO DEI SECOLI, LUNGO UNA SCALINATA CHE SI INERPICA FINO ALLA CIMA DEL MONTE, CENTINAIA DI TEMPLI, PORTICI, .
Taishan si erge imponente sulla
pianura di Shandong, nella Cina orientale. Le sue pendici ospitano un ricco
patrimonio culturale costituito da ventidue templi, decine di antichi complessi
monumentali ed edifici di carattere commemorativo. Nella tradizione popolare
cinese, le montagne e le catene montuose vengono considerate come esseri viventi
perché contribuiscono all'ordine cosmico generando nuvole e pioggia.
Ricchezza naturale Taishan, la "Montagna
Sublime", è la più orientale di cinque vette sacre al Taoismo e, poiché secondo
questa religione la vita ha avuto origine proprio da Oriente, è sempre stata
venerata con una devozione speciale. Secondo la mitologia, Taishan emerse dalla
testa di Pangu, il creatore dell'universo. Dal punto di vista geomorfologico,
Taishan ha un'origine ben diversa, in quanto rappresenta, nella Cina orientale,
l'esempio più evidente dell'attività geologica che si è avuta durante il Cambriano,
la più remota delle suddivisioni dell'era Paleozoica, ossia 500 milioni di anni
fa. Un altro gruppo più recente di rocce ritrovate sulle sue pendici risale
a 170-200 milioni di anni fa, cioè fra Triassico e Giurassico. L'abbondanza
di fossili che consentono lo studio di queste fasi preistoriche attribuisce
a Taishan un grande valore archeologico.
Sui fianchi della montagna, fra gli immensi faraglioni di roccia, cresce una
fitta vegetazione che arriva sino al punto culminante: il picco dell'Imperatore
di Giada, alto 1545 metri. Il complesso è di notevole bellezza paesaggistica.
All'interno di questo vasto parco naturale sono state ritrovate 989 specie vegetali,
di cui 462 hanno proprietà medicinali, e numerosi alberi la cui origine risale
addirittura a diversi secoli fa. Questi boschi, inoltre, sono l'habitat di circa
200 specie animali, alle quali si aggiungono 122 specie di uccelli che nidificano
sugli alberi e fra le rocce. Nel complesso faunistico emerge il pesce dalle
squame rosse, un tempo molto pescato per il sapore squisito delle sue carni
e oggi in via di estinzione. Questo grande spazio ecologico è protetto da severe
normative che tutelano anche il patrimonio artistico e culturale di Taishan.
I primi esseri umani I primi esseri umani comparvero su questo territorio
circa 400 000 anni fa, durante il Paleolitico inferiore, come ci è documentato
dalla scoperta del cosiddetto Uomo di Yiyuan, un pitecantropo che visse in questa
zona anche durante il Neolitico. A questo stesso periodo risalgono la nascita
dell'agricoltura e dell'allevamento e le prime lavorazioni in ceramica. Inoltre,
5000 o 6000 anni fa in questa regione si svilupparono due culture molto fiorenti:
Dawenkou, a nord, e Long Shan, a sud di Taishan, le cui aree di influenza coprivano
un'ampia superfìcie. Durante il regno della dinastia Shang, fra il XVI e 1'-XI
secolo a.C., l'imperatore Xiangtu fondò la sua capitale ai piedi della montagna
ed essa in brevissimo tempo si trasformò in un centro culturale privilegiato.
Alla monarchia Shang succedette la dinastia Zhou, che governò fino al III secolo
a.C. Questo lungo arco di tempo suddiviso abitualmente in diversi periodi: il
secondo è caratterizzato dal regno degli Zhou orientali ed è a sua volta ripartito
in due fasi: "Primavere e Autunni" (770-476 a.C.) e "Regni Combattenti" (475-221
a.C). Fra l'VIII e il V secolo a.C, sui versanti della montagna si crearono
due potenti principati nemici: sul versante settentrionale i Qi, e su quello
meridionale i Lu. Nonostante ambedue fossero sottomessi all'Impero, combatterono
incessantemente fra loro, anche una profonda e insanabile distanza tra le loro
culture.
Durante l'epoca dei Regni Combattenti, la Cina era suddivisa in tanti piccoli
domini indipendenti di tipo feudale, costantemente in lotta per un potere che
nessuno riusciva a ottenere. Durante questo periodo, i Qi innalzarono intorno
a Taishan una linea di fortificazioi lunga 500 metri, i cui resti sono arrivati
fino a noi Nel 221 a.C, Cheng, un mandarino del regno ( Ts'in, s'impose agli
altri sovrani e adottò il titolo di "primo imperatore" della dinastia Qin e
il nome di Shihuang. Durante il suo regno, il potere in Cina venne unificato,
si diede il via alla costruzione del Grande Muraglia ed ebbe inizio una delle
epoche di maggiore splendore e nel contempo di maggior dispotismo politico.
Lo stesso imperatore scelse la cima del Taishan per il "Culto del Cielo e della
Terra", una cerimonia che continuò a essere celebrata per secoli. Ben presto
il culto per la montagna raggiunse livelli inimmaginabili. Se, come credeva
il popolo, l'imperatore era il Figlio del Cielo e veniva a Taishan dalla lontana
Pechino per venerare suo padre, voleva dire che la cima era la dimora divina.
Perciò, non rimaneva che considerare Taishan non tanto come una semplice montagna,
quanto come l'incarnazione sacra della "Dea delle Nuvole di Smeraldo", come
venne chiamata per secoli.
Versanti
sacri Da allora, buddhisti, confuciani e soprattutto taoisti hanno onorato
Taishan. A dimostrazione di tale devozione, senza distinzione di credo, sono
stati costruiti lungo le pendici decine di templi e numerosi complessi artistici.
Le differenze sociali si affievolivano di fronte al desiderio di venerare la
montagna e questo è un elemento davvero degno di rilievo se si considera che
le strutture feudali rimasero in Cina fino al 1912. Taishan conta 22 templi,
97 rovine monumentali, centinaia di statue e altre numerose opere artistiche:
enumerare gli stili architettonici in cui furono realizzati è praticamente impossibile,
anche perché la loro origine risale a epoche diversissime. Molto importanti
per il loro valore storico e sociologico sono le 819 tavole in pietra scoperte
nei templi e nelle loro vicinanze e le 1018 iscrizioni incise sui grandi monoliti
in pietra e sulle stesse rocce della montagna. Queste ultime sono dovute per
la maggior parte all'iniziativa spontanea dei visitatori che nel corso dei secoli
ci hanno fornito innumerevoli elementi sulla religiosità e sulle abitudini di
vita degli abitanti di quella regione. Alcuni edifici di Taishan possiedono
un grande valore storico, oltre che artistico. Il santuario consacrato alla
Regina Madre del Cielo, costruito fra il 220 e il 280 d.C, costituisce il primo
esempio di tempio taoista eretto in Cina.
L'imponente palazzo del Signore del Cielo (Tiankuang Dian), di stile classico,
contiene un affresco lungo 60 metri. Dall'Arco Daizong (Daizong Fang) inizia
la salita verso la cima del monte, attraverso un'interminabile scalinata di
6239 gradini (anticamente i mandarini erano portati in palanchino), fiancheggiata
da padiglioni, stele, oratori e cascate. Attraverso la Porta Celeste del Centro
(Zhongtian Men) si arriva a una pineta in cui secondo la leggenda Qin Shihuang
si riparò. Poco prima della cima, si giunge alla Porta Celeste del Sud (Nantian
Men), che veniva considerata come l'ingresso al Regno degli Immortali. Nel corso
della salita, si incontrano numerosi edifici di splendido fasto, come il Tempio
della Roccia Divina, considerato uno dei quattro più belli del Paese. In un'area
pianeggiante verso la cima, il cosiddetto Cammino del Paradiso conduce al tempio
della Dea delle Nuvole di Smeraldo (Bixangong), la Figlia del Dio Tai Shan,
attualmente centro di pellegrinaggio per le donne che vengono qui a pregare
per la loro discendenza. Nella stessa area, troviamo il tempietto all'Imperatore
di Giada, dedicato alla suprema divinità taoista. Nonostante le persecuzioni
e le distruzioni che afflissero la storia cinese, Taishan non è mai stato danneggiato,
tanto che è arrivato fino a noi come una delle migliori testimonianze dello
splendore cinese iniziato nel III secolo a.C. con Qin Shihuang.
Confucio e l'onestà obbediente La regione
di Shandong è la patria di Confucio. Il grande maestro nacque nel 551 a.C. a
Qufu, in un ambiente molto modesto. Il suo nome, Fu-tzu (o tse), significa appunto
"maestro"; unito al cognome, Kung, e occidentalizzato è diventato Confucio.
La sua dottrina, non certo pericolosa per la classe dirigente, si riassume in
poche massime morali, basate soprattutto sul principio di coltivare la propria
persona nel rispetto dell'umanità e dell'onestà. Dopo aver svolto diverse funzioni
pubbliche, Confucio iniziò una lunga serie di viaggi. Ritornò già anziano alla
sua terra natia, ove si dedicò fino alla morte (avvenuta nel 479 a.C.) a trasmettere
il suo pensiero a un gruppo di discepoli. Pur non avendo lasciato alcun testo
scritto, la sua dottrina ha tuttavia raccolto degli adepti che si sono riferiti
alle opere redatte dai suoi più vicini seguaci: le Odi, i Documenti, le Mutazioni,
gli Annali e il Memoriale dei Riti. Secondo Confucio, che temeva ogni tipo di
novità, solo la rettitudine individuale fa prosperare la pace e il progresso
sociale, imprescindibile per raggiungere la felicità. L'uomo ben educato e socialmente
integrato pratica il bene. Non vi è alcun elemento in questa religione che possa
considerarsi un invito alla ribellione contro il potere ufficiale. Anzi. L'insegnamento
di Confucio si rivolge fondamentalmente ai nobili e il popolo potrà seguire,
anche se non sempre potrà comprendere, l'esempio degli uomini illustri. Per
questo motivo il Confucianesimo venne così facilmente tollerata dai diversi
imperi che si succedevano in Cina, fino a imporsi in pratica come religione
ufficiale.