CENTRO STORICO DI PUEBLA

MESSICO

UBICAZIONE: nello stato messicano di Puebla, 132 km a sudest di Città del Messico

I MOTIVI DELLA SCELTA

DENOMINAZIONE: Centro storico di Puebla

PATRIMONIO DELL'UMANITA' :dal 1987

 

PUEBLA VENNE FONDATA NEL 1531, A SOLI 100 CHILOMETRI A EST DI CITTÀ DEL MESSICO, AI PIEDI DEL VULCANO POPOCATEPÉTL. QUESTA SUPERBA CITTÀ COLONIALE HA CONSERVATO PRESSOCHÉ INTATTE LE SUE SPLENDIDE CHIESE E I SUOI PALAZZI, FRUTTO DELL'INCONTRO TRA L'ARTE RELIGIOSA NATA DAL BAROCCO EUROPEO E LA CULTURA INDIGENA DEGLI INDIOS

La città venne fondata nel 1531 con il nome di Puebla de los Angeles, e da Tlaxtalca vi si trasferì il vescovado della regione.
Nel 1576 Puebla fu promossa dal re di Spagna al rango di "Città molto nobile e leale".
A fine secolo disponeva già di un tracciato urbano formato da 120 isolati intorno a una piazza principale.
Oggi, Puebla, che si estende sempre più nella valle di Cuetlaxcoapàn, è una città di più di un milione di abitanti con importanti insediamenti industriali e manifatturieri, acciaierie e industrie conserviere.
In origine, la città di Puebla era un complesso cerimoniale olmeco che presentava grandi rassomiglianze con la posteriore civiltà maya.
Nella storia dell'architettura coloniale messicana, Puebla occupa un posto preponderante per la felice fusione di motivi ispano-moreschi con quelli indigeni: sono questi ad avere dato origine a un'architettura religiosa unica nel suo genere.
Tra tutte le costruzioni della città un posto di primo piano spetta alla cattedrale, senza per questo dimenticare la chiesa di Santo Domingo e quella dei Gesuiti, i superbi palazzi dell'attuale Biblioteca Palafoxiana, o la bianchissima Università.
Del periodo coloniale rimangono le numerose ville del XIX secolo dalle facciate ricoperte di allegre piastrelle di terracotta smaltate, dette azulejos.

LA PIAZZA DELLE ARMI Frate Toribio di Benavente - Motolinia, per gli indios fondò nel 1531 la città grazie a un'ordinanza reale.
In una cronaca dell'epoca si legge che 8000 persone di Tlaxtalca e molti altri indigeni di Tepeaca e di Huejotzingo parteciparono alla cerimonia della posa della prima pietra.
Si celebrò la messa in quella che oggi è la piazza delle Armi, tra balli, preghiere e canti.
Sin dagli inizi la città fu legata a una famosa leggenda. Si racconta che un angelo, volando sopra la fertile pianura, abbia indicato con la sua spada il luogo dove costruirla.
La leggenda afferma inoltre che alcuni anni dopo, quando si doveva collocare la campana principale sulla torre della cattedrale, alcuni angeli la strapparono dalle mani degli indios e la collocarono sul campanile.
Da questo mitico episodio deriva il nome originale della città, Puebla de los Angeles. Nel XVIII secolo il Barocco messicano acquisì una personalità propria pur conservando aspetti moreschi e classici di derivazione spagnola.
Questo stile è evidente nella cattedrale di Puebla, iniziata nel 1536 e terminata due secoli dopo con la costruzione della cupola. Nessun'altra chiesa del Messico possiede tesori artistici pari a quelli di questo tempio: lo testimoniano gli altari scolpiti, il coro, i pilastri di onice e di alabastro, i bronzi, i marmi, e gli stucchi, i mosaici e le decorazioni realizzate con pietre preziose.
La pala d'altare dei Re Cattolici di Spagna, attribuita da alcuni al pittore andaluso Martinez Montanés, è il massimo esempio di questo sfarzoso e raffinato artigianato locale.
Intorno alla piazza si aprono i portici che a suo tempo ospitarono il collegio dei canonici, il carcere e il Consiglio.
Su un lato della piazza si trova il Municipio, nell'altro i giardini e l'antico palazzo arcivescovile, oggi Biblioteca Palafoxiana, una superba costruzione del XVII secolo con più di 50.000 volumi, tra i quali diversi incunaboli.

BAROCCO COLONIALE Durante l'epoca coloniale predominò l'arte religiosa cattolica e la città venne decorata in maniera sontuosa.
Grazie alla ricchezza proveniente dalle attività agricole e dalla pastorizia, dal commercio e dall'artigianato Puebla, città estremamente sfarzosa e opulenta, divenne in poco tempo il secondo nucleo urbano più importante del Messico.
Al gusto barocco imperante nel XVI e XVII secolo si devono la maggior parte degli edifici religiosi di Puebla che, con poco più di 6000 abitanti, ospitava 60 chiese, 13 conventi e 23 collegi religiosi.
Nel 1549 i monaci francescani costruirono la chiesa d San Gabriele sul luogo occupato anticamente dal tempio dedicato al dio azteco Quetzalcóatl.
Molto famosa è la chiesa di Santo Domingo, del 1571, dalla semplicissima facciata dipinta in ocra, con i finestroni rifiniti in bianco e l'alta torre in pietra. Il suo interno, invece, è un inno al Barocco.
L'oro zecchino e bianco della calce si alternano nelle volte, nei pennacchi della cupola, nelle nicchie e nei medaglioni.
La piccola cappella del Rosario, per molto tempo considerata l'ottava meraviglia del mondo, stupisce per la sua incredibile ricchezza decorativa.
Gli esuberanti stucchi in gesso raggiungono qui valori artistici altissimi.
Il convento di Santa Monica, oggi Museo dell'arte religiosa, deve la sua origine alla devozione popolare e alle preghiere delle spose per i mariti lontani da casa.
Nel 1578 arrivarono i gesuiti che presto monopolizzarono il settore educativo costruendo una chiesa e un collegio.

COLORI E MAIOLICHE MERAVIGLIOSE Puebla è una delle città più colorate del Messico: il verde, il blu, il rosso e il giallo assumono le tonalità più pure e intense.
Sono famosissime le piastrelle smaltate (azulejos), la cui tradizione risale ai ceramisti di Toledo giunti fino a qui.
Portali, campanili, torrette, cappelle, finestroni e chiese mostrano un gusto, una raffinatezza e un senso artistico diffìcili da dimenticare.
La casa di Alfenique è famosa per i suoi cornicioni e i balconi ricchi di elementi decorativi che la fanno apparire simile alla torta che porta lo stesso nome.
Sulla casa rinascimentale di Dean, su quella dei Munecos - ricoperta da fantastiche maioliche - , nella strada di Sapos - un vero bazar - , nella piazzetta di Torno o nel quartiere dell'Artista, risplendono i migliori lavori degli artigiani locali.

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